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Feste di Natale sull’isola, la politica si interroga

C'è voglia di tornare alla normalità, ma anche il timore di improvvise restrizioni che potrebbero far saltare il banco, e di conseguenza gli eventi. Ecco perché programmare eventi e manifestazioni diventa complicato

Natale sì, Natale no. Mentre a livello nazionale continuano le polemiche relative all’efficacia delle vaccinazioni e alle prescrizioni riguardanti il cosiddetto green pass, siamo arrivati ormai in prossimità delle festività di fine anno. Anche stavolta, nonostante il contesto sicuramente diverso rispetto a un anno fa, gli eventi natalizi devono fare i conti con una situazione in continua evoluzione: l’inverno è la stagione che favorisce il diffondersi dei virus, e la Sars-Covd-2 responsabile della sindrome covid-19 per il terzo anno consecutivo diventa l’elemento con cui fare i conti, non soltanto a livello delle misure di carattere sanitario, ma anche nella fase di programmazione dei tradizionali eventi festivi. Dopo il Natale decisamente in tono minore del 2020, quando le amministrazioni si limitarono a pochi simboli festivi per le strade, stavolta si cerca comunque di allestire un certo numero di eventi, pur nel rispetto delle prescrizioni normative volte a mettere in campo le minime misure di prevenzione. Tuttavia, la stesura di un calendario di eventi deve appunto fare i conti con i possibili mutamenti in materia normativa: si naviga un po’ a vista, e le parole del presidente della Regione De Luca, secondo cui le celebrazioni di piazza in occasione della notte del Capodanno sarebbero da evitare, aggiunge notevole incertezza per quello che di fatto è il momento-clou del periodo festivo.

Abbiamo quindi interpellato alcuni esponenti delle amministrazioni isolane per capire come ci si sta muovendo nella programmazione natalizia. Il vicesindaco di Ischia Luigi Di Vaia proprio ieri insieme al primo cittadino Enzo Ferrandino ha incontrato il presidente De Luca: «C’è piena sintonia col presidente nel mantenere un atteggiamento ancora prudenziale per alcuni giorni, allo scopo di capire come evolveranno le varianti del virus emerse di recente, e quindi attendere eventuali provvedimenti sia del governo, sia della regione sul tema. Dovremo dunque pazientare per qualche giorno. In generale, per gli eventi più facilmente “controllabili”, quelli cioè dove sarà sufficiente l’uso della mascherina e l’esibizione del green pass non dovrebbero esserci problemi. Essenzialmente, l’interrogativo più rilevante riguarda il concerto in piazza della sera del 31 dicembre: è facile immaginare che un evento del genere presenta maggiori problematiche, al contrario di eventi come quelli organizzati ad esempio al cinema Excelsior, dove il distanziamento e i dispositivi di protezione sono agevolmente gestibili e controllabili», spiega il vicesindaco.

Anche al Comune di Casamicciola regna una certa cautela in vista del calendario di iniziative da mettere in campo: «Di sicuro – dichiara il sindaco Giovan Battista Castagna – il paese sarà addobbato dalle luminarie, mentre per quanto riguarda la programmazione degli eventi stiamo studiando l’evolversi della situazione: non possiamo certo prendere decisioni avventate. Non possiamo non tener conto dell’atteggiamento prudente della Regione. Nella stesura del calendario abbiamo iniziato a programmare una struttura minima di base, in attesa che si chiariscano meglio gli spazi di manovra per quegli eventi che potrebbero presentare maggiori criticità in ottica di prevenzione sanitaria».

Per quanto riguarda Forio, il sindaco Francesco Del Deo spiega: «Stiamo stendendo un calendario che sia in grado di vivacizzare il periodo festivo, a beneficio dei cittadini ma anche dei turisti che in un certo numero saranno comunque presenti in quei giorni. L’incertezza del presidente De Luca è l’incertezza di tutti noi: per questo stiamo cercando di realizzare una programmazione “flessibile” in maniera tale da poterla adattare a quella che sarà l’evoluzione della situazione sanitaria e delle eventuali norme di prevenzione. Nella malaugurata ipotesi di una “stretta” che contempli diverse chiusure, non possiamo permetterci di stabilire in anticipo eventi di una certa importanza col rischio concreto che vengano poi cancellati. Se la “stretta” fosse a livello nazionale, il danno sarebbe minore, ma in caso di contratti con artisti importanti, una chiusura limitata alla nostra regione ci esporrebbe a complicazioni contrattuali nel momento della cancellazione. Se poi le vaccinazioni dovesse avere un’accelerazione, dovremmo procedere con una certa sicurezza».

Dunque, con un occhio alla Regione e uno a Roma, i Comuni si preparano a un periodo festivo non scevro da possibili complicazioni, al punto che i frenetici preparativi a livello organizzativo del Natale 2019, pur con le loro immancabili difficoltà e imprevisti, assumono quasi i contorni del ricordo di una realtà lontana, ben più dei due anni effettivamente trascorsi.

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