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Fiducia a Michele Regine nella “bolgia” del consiglio

DI FRANCESCO FERRANDINO

FORIO. Fiducia a Michele Regine. È questo il primo responso del Consiglio Comunale di Forio. Dopo la lunga e nota teoria di rinvii cui si è assistito negli ultimi giorni, ieri a partire dalle ore 17:40 nella storica sede del Municipio si è finalmente svolto il civico consesso foriano che, oltre a discutere i  vari punti all’ordine del giorno, doveva appunto decidere sulla “fiducia” richiesta dal Presidente del Consiglio, Michele Regine, che dopo le polemiche della scorsa settimana aveva manifestato l’intenzione di dimettersi se fosse mancata una conferma “di maggioranza”. Regine ha dato il via ai lavori evidenziando che la seduta era stata convocata con profilo d’urgenza, anticipando che quindi non sarebbero stati permessi interventi preliminari ai consiglieri. Ha ricordato l’attacco mediatico subìto, specialmente da parte di Giuseppe Colella, dichiarando che soprattutto a causa di tale motivo ha chiesto la fiducia al consesso cittadino. Sul punto intervengono alcuni consiglieri d’opposizione in maniera estremamente critica, anticipando talvolta i punti successivamente in discussione: in tal senso si segnala l’intervento del mai domo Nicolella, che accusa il Sindaco di aver compromesso la realizzazione del depuratore chiedendo con delibera lo spostamento del sito da Monticchio al piazzale dei Marinai d’Italia ed esponendo il comune un pesante rallentamento dei lavori e a future sanzioni, oltre a dichiarare che lo spostamento del depuratore è stato voluto perché il primo sito cadeva in un’area che avrebbe compromesso la realizzazione di sottoservizi utili per realizzare un distributore di carburante all’interno del porto, secondo Nicolella fortemente voluto dal primo cittadino. Di seguito, Vito Iacono chiede una rivisitazione e un ripensamento del modo di agire dei consiglieri e dello stesso Consiglio nel suo insieme. Interviene anche Stany Verde che chiede alla maggioranza, in particolare al Sindaco e a Colella, di precisare il senso delle parole di quest’ultimo nella polemica dei giorni scorsi intrattenuta con Michele Regine e invita Colella a non farsi coartare dalla sua stessa maggioranza. Domenico Savio si dichiara fortemente contrariato per il divieto degli interventi preliminari disposto dal Presidente, e contesta a quest’ultimo una maniera alquanto “autoritaria” nel dirigere il Consiglio. Il consigliere Castagliuolo interviene difendendo l’operato di Michele Regine, definito come il migliore tra tutti coloro che ricoprono tale carica politica negli altri comuni di Ischia e Procida. Prende brevemente la parola anche Mario Savio che dichiara la sua piena fiducia al presidente Regine. A questo punto interviene il sindaco Francesco Del Deo, che ribatte e rivendica con forza i risultati positivi della sua amministrazione, in particolare per quanto riguarda il tanto sospirato piano regolatore. Il primo cittadino ringrazia il consigliere Colella per il lavoro svolto, e accusa Nicolella di aver tradito il suo mandato, dopo essere stato eletto nelle file della maggioranza. Interviene Stany Verde, accusando il Sindaco di essere “scappato” di fronte alla troupe della trasmissione televisiva “Presa diretta” alcune settimane fa, che non riuscì a incontrarlo, oltre a puntare il dito su una progressiva “svendita” del Paese. Del Deo respinge tali addebiti, dichiarando di essere tranquillo e di aver querelato Francesco Simone, che lo accusò in tv. Per il primo cittadino, la maggioranza in carica sta cercando di porre rimedi ai disastri delle precedenti amministrazioni. Per Vito Iacono la discussione sul Porto e su altre criticità andava inserita ben prima dei punti riguardanti i debiti fuori bilancio. Arriva comunque il momento della votazione sulla fiducia al Presidente Michele Regine: la maggioranza vota compatta a favore. Savio vota contro, mentre gli altri esponenti dell’opposizione abbandonano temporaneamente l’aula. Dopo tale votazione, che apparentemente sana le crepe manifestate recentemente nella maggioranza, si passa al vero e proprio ordine del giorno. Il primo punto in discussione riguarda la “Colombaia” e la Fondazione che l’ha gestita, di cui tanto si è parlato in questi mesi. L’enorme voragine debitoria impedisce ogni scopo fondativo, e il Presidente Regine, come annunciato da giorni, dichiara la volontà della maggioranza di sciogliere il contratto di comodato d’uso dell’immobile, per tornarne in pieno possesso, segnalando la circostanza per cui l’anno prossimo si celebreranno i quaranta anni della morte di Luchino Visconti, il grande regista che dimorò nella Villa: una ricorrenza che andrebbe onorata in modo opportuno. Sul punto, prende la parola la consigliera Conti, che compie un breve excursus storico sugli ultimi trent’anni e sulle vicissitudini (soprattutto economiche) della Villa e della Fondazione stessa, invitando a riflettere sugli errori commessi e domandando al Consiglio se vi siano reali prospettive, posizione ribadita anche da Donatella Migliaccio. Prima della votazione, si assiste a un vivacissimo “scontro” tra il consigliere Vito Iacono e il presidente Regine, che culmina in una durissima disputa di tipo giuridico, tutta centrata sulla natura del contratto di comodato d’uso tra Comune e Fondazione per l’immobile. Vito Iacono, come già nelle settimane scorse, esprime timori circa il fatto che la massa debitoria della Fondazione possa ricadere sul Comune, evocando scenari come quelli della Pegaso o della Torre Saracena, mentre Regine ribadisce che l’ente non corre assolutamente pericoli di tal fatta. A chi ascoltava, poteva comunque risultare una certa convergenza d’intenzioni tra i due veementi componenti del Consiglio, dal momento che entrambi sembrano auspicare la necessità di sciogliere dapprima il contratto di comodato, permettendo così al Comune di rientrare in possesso della struttura, e solo successivamente di pensare a sciogliere i nodi circa le sorti della Fondazione. La differenza, a questo punto, sembrava persistere soltanto in alcune sfumature di tipo politico, abbastanza estranee al dato giuridico. In ogni caso, recuperato un momento di apparente calma, si è proceduto alla votazione: anche in questo frangente, la proposta di scioglimento del contratto di comodato con immediata esecutività è stata approvata col voto di tutti i componenti della maggioranza. Successivamente, viene approvata una serie di debiti fuori bilancio, prima di passare alla discussione sulla destinazione del faro di Punta Imperatore, che è stata poi demandata alla Giunta. Il presidente Regine annuncia che si provvederà in linea con quanto fatto dal comune di Maiori, dove con una delibera di giunta è stato siglato un protocollo d’intenti con il Demanio. La maggioranza ribadisce la volontà di rivalutare soprattutto la strada che porta al faro. Sul punto interviene il consigliere d’opposizione Domenico Savio, che illustra una proposta di delibera secondo la quale il Comune potrebbe diventare gestore pubblico del bene in questione: progetto irrealizzabile, secondo la maggioranza, dal momento che il faro non è di proprietà del comune. Per quanto riguarda un altro tema “caldo” all’ordine del giorno, vale a dire le problematiche riguardanti il Porto di Forio e la sua gestione,  l’assemblea è terminata senza che tale punto venisse discusso. Se ne riparlerà in un prossimo consiglio.

 

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