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Filone Cpl a Modena, anche Lancia “scagiona” Massimo Ferrandino

ISCHIA. Si avvia alla conclusione anche il ramo modenese del processo sulla presunta corruzione nell’appalto della metanizzazione assegnato alla società cooperativa Cpl Concordia. Il procedimento relativo al filone emiliano dell’inchiesta, che come è noto fu divisa tra la Procura partenopea e quella di Modena, celebrò la prima udienza nel novembre 2015 e vede tra gli imputati anche Massimo Ferrandino, fratello di Giosi, all’epoca sindaco d’Ischia, che da parte sua è stato assolto da tutte le accuse nel gennaio scorso davanti al Tribunale di Napoli. Nove gli imputati  a Modena: tra i reati contestati, corruzione, associazione per delinquere ed omessa dichiarazione di Iva.

Nell’ultima udienza, svoltasi la scorsa settimana, è stato ascoltato come teste l’ingegner Giulio Lancia, per vari anni dirigente della Cpl e che rivestiva il ruolo di capo commessa e coordinatore. Lancia, che è stato anche imputato e poi assolto nell’ottobre dell’anno scorso in uno dei tanti procedimenti connessi (attualmente riveste la carica di primo cittadino a San Vincenzo, in Abruzzo) ha illustrato le varie fasi precedenti alla stipula della convenzione tra l’azienda e l’hotel Le Querce, comprese le possibili complicazioni dovute al fatto che l’albergo era di proprietà dei familiari dell’ex sindaco. L’esame del teste ha toccato anche le fasi e le modalità dei pagamenti tra Cassa Depositi e Prestiti, Comune di Ischia e Cpl.

L’avvocato Gennaro Tortora, legale di fiducia di Massimo Ferrandino, ha condotto un breve controesame nei confronti del teste, domandando all’ingegner Lancia se egli avesse mai parlato con l’avvocato Ferrandino della metanizzazione dell’isola d’Ischia, ricevendo risposta negativa. Anzi, Lancia ha poi precisato di non essere mai stato a conoscenza di un eventuale coinvolgimento di Massimo Ferrandino nelle vicende della metanizzazione ischitana. Nel corso del processo era stato ascoltato anche il capitano Scafarto, teste chiave del ramo partenopeo del processo e poi finito al centro di una complicata vicenda nell’ambito dell’inchiesta Consip, dove da accusatore divenne a sua volta oggetto di accuse sulla conduzione di una serie di indagini.

In generale il dibattimento si è dipanato in modo propizio per la difesa di Massimo Ferrandino, in quanto non solo Lancia e Scafarto, ma anche altri testi hanno reso testimonianze molto favorevoli per l’imputato, affermando la sua assoluta estraneità alle vicende dell’amministrazione di Ischia, segnatamente in relazione alla metanizzazione, laddove non è in contestazione l’appalto, ma solo la gestione dei lavori. E in tale gestione, l’avvocato Ferrandino non aveva alcun ruolo: la Cpl dialogava essenzialmente con l’ufficio tecnico comunale. Non sono emersi rapporti tra Massimo e altri amministratori, che sono stati esclusi dai testimoni ascoltati. Soltanto Diego Polizio, dirigente Cpl in Campania,  ha affermato che, siccome il padre di Massimo è albergatore, l’avvocato ischitano avrebbe aiutato lo stesso Polizio presentandogli altri albergatori a cui proporre l’utilizzo del metano, una circostanza che comunque esula dal tema del processo. Un punto controverso del processo modenese è l’emersione di alcune fatture fiscali riguardanti rapporti della Cpl con alcune società in Romania. In relazione a tali fatture accertate, non si è ancora riusciti a riscontrare le corrispondenti prestazioni e servizi resi dalle società in questione. Fatture il cui ammontare è circa un milione di euro.

Con Giulio Lancia, si è concluso l’esame dei testimoni indicati dal pubblico ministero. Ora tocca a quelli della difesa. Il Tribunale in ogni caso ha già fatto sapere di voler arrivare alla sentenza nel prossimo mese di dicembre. Si profila dunque un calendario serrato dopo la ripresa autunnale.

Francesco Ferrandino

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