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CULTURA & SOCIETA'

Fine dell’emergenza, tornano le prenotazioni turistiche in Italia

Nel report di AvaiBook emerge come i dati di quest’anno rispetto a quelli dello scorso anno segnano il 308% di prenotazioni in più

La fine dello “stato d’allarme”, che ha consentito graduali riaperture delle attività in Italia, e il crescente ottimismo generato dai processi di vaccinazione hanno dato una forte accelerata alle prenotazioni di alloggi turistici, sia in hotel che in appartamenti, pressoché raddoppiate (+98%) nelle ultime due settimane, secondo un report pubblicato da AvaiBook, il software di gestione delle prenotazioni di idealista. Se confrontiamo questi dati con quelli del marzo di quest’anno, quando la fine delle misure restrittive non era ancora in vista, il numero delle prenotazioni è quadruplicato segnando un più 308%, sui livelli del 2019.

Durata del soggiorno

Il ponte del 2 giugno ha dato l’impulso decisivo alla voglia degli italiani di un primo assaggio di vacanze dopo tanti mesi trascorsi a casa causa coronavirus. Le ultime settimane hanno visto un notevole incremento di prenotazioni con una netta prevalenza di soggiorni brevi, da 1 a 3 notti, che vanno aumentando avvicinandosi ai mesi estivi. Pernottamenti che vedono un incremento netto proprio a partire dalla settimana successiva al ponte – la 23 nel grafico riportato qui di seguito -, da lì i pernottamenti vanno verso un graduale aumento, dalla settimana ai soggiorni più prolungati (più di 7 notti) ad agosto (settimana 30-34 nel grafico).

Nonostante la tendenza decisamente positiva delle prenotazioni, non si registrano al momento variazioni significative nei prezzi dei pernottamenti, che sono fissati a 121 euro per alloggio a notte, cifra che è solo dell’1,4% superiore a quella registrata in questo mese di marzo.

I territori più apprezzati

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L’elemento che salta subito all’occhio guardando al ranking delle province più prenotate è una maggiore dispersione dei turisti sul territorio, almeno al momento. La spiegazione può essere trovata nel fatto che gli utenti si sentono più a loro agio a spostarsi con il migliorare della situazione sanitaria e propensi a visitare mete alternative, magari lontane dai sentieri turistici più battuti.

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Laddove lo scorso anno vedevamo un turismo “di prossimità” ai grandi centri urbani per effetto della pandemia – Roma, Firenze, Napoli, Milano, Bari erano tutte nella top 10 delle prenotazioni –, ora vediamo che gli utenti premiamo innanzitutto le zone del turismo rurale come le province di Alessandria (5,3% del totale) e Perugia (4,6%). Le province di Roma (4,6%) e Firenze (4,5%) si confermano tra le destinazioni classiche del turismo italiano anche se perdono peso rispetto al 2020. Alle loro spalle torna l’interesse per le località costiere: Salerno (3,5%), Ragusa (3,1%) Trapani e Lecce (entrambe con il 3% delle prenotazioni totali) riportano alla ribalta il Sud. Significativa anche le performance di Verona (3,1%) e Sondrio (con il 3% del totale) che chiude la graduatoria delle province più gettonate.

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