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Finito il fermo biologico, Ischia riscopre la pesca

Di Antonio Lubrano

A volte tornano, E l’emblematico titolo di tante storie  raccontate e conclusesi  a lieto fine. Questo per annunciare che le barche col carico di pesci sono tornate alla banchina ed al pontile all’ombra del Castello Aragonese e per dire anche che è finito il periodo di sospensione della piccola pesca al largo di Ischia e dintorni come Lacco Ameno, Forio e Sant’Angelo,  iniziato  il 1 novembre scorso, durato esattamente trenta giorni come da disposizioni drastiche previste dal Piano di Gestione Locale dell’unità gestionale della Piccola pesca delle Isole di Ischia e Procida che aveva  ed ha come obiettivo generale quello di recuperare gli stock delle principali risorse alieutiche attraverso il contenimento dello sforzo di pesca e l’introduzione di specifiche misure tecniche di gestione. In parole povere sono stati bloccati i pescatori con le loro barche sufficientemente attrezzate ed anche con qualche accorgimento in più, del golfo di Napoli e non solo, per evitare che si continuasse a fare razzia della pesca minuta e distruggere le specie soprattutto dei pesci pregiasti allo stato, per così dire, embrionale. Al riguardo, la pesca più “distruttiva” è quella a strascico, la cui rete a maglie strette,  una volta calata in acqua  trascina per il tratto di mare ove nel mezzo fondale si presume ci siano pesci di ogni tipo e di piccola e media dimensione, catturando tutto ciò trova nella sua scia.  Infatti per rimanere   al riparo da questo tipo di pesca piglia tutto, il Piano di Gestione Locale che ha determinato la temporanea sospensione di ogni tipo di piccola pesca,  tendeva  al conseguimento dei seguenti obiettivi specifici di natura biologica, sociale ed economica, e cioè: conservazione della capacità di rinnovo degli stock commerciali; riduzione dello sforzo di pesca al fine di salvaguardare le risorse ittiche; miglioramento delle condizioni economiche degli addetti del settore; massimizzazione delle opportunità occupazionali nelle aree dipendenti dalla pesca. Per questo Il Piano di Gestione Locale della Piccola pesca delle Isole di Ischia e Procida ha inteso perseguire le proprie finalità attraverso le azioni di restrizioni del periodo di pesca. Periodo di sospensione della pesca nel mese di novembre. Misura attivata per i sistemi reti da posta, nasse e palangari. Misura FEP 1.4 – Reg. CE 1198/2006 Art. 26 lett. a. Restrizioni dimensione delle maglie.Restrizione della dimensione delle maglie a 24 mm. Misura attivata per il sistema reti da posta. Misura FEP 3.1 – Reg. CE 1198/2006 Art. 37 lett. A.

Senza dubbio la sospensione imposta, se da un lato ha generato un salutare momento di tregua nella pesca considerata indiscriminata ai danni dei pesci piccoli e medi, dall’altro lato ha provocato un vuoto di mercato del buon pescato tra i pescatori stessi ed i compratori rimasti all’asciutto, per modo dire, per un intero mese, dovendosi accontentare di pesce del mercato di Pozzuoli di più grandi  e dal gusto non proprio soddisfacente. Anche i prezzi inevitabilmente modificati hanno avuto il loro ruolo e peso nella vicenda della sospensione di novembre. Infatti essi sono oscillati  verso l’alto, come ad esempio il pesce azzurro, che è  passato da 5 a 8-9 euro al chilo, il merluzzo,  da 10 a 18 euro, gli scampi da 10 a 30 euro, gli scampetti da 10 a 15 e poi la sogliola, da 20 a 30 euro al chilo e vi a dicendo. Allora allegria, son tornate le barche con il loro prezioso carico rigenerato. Il pontile e la banchina aragonese stanno riacquistando l’aspetto ed il fascino del mercato del pesce all’aperto tra cielo, mare e terra  a cui gli ischitani  ed i turisti si era abitati.   Son tornati e questo conta. I pochi pescatori ischitani doc rimasti a svolgere  questo duro mestiere si contano sulle dita di una mano, e godono della simpatia  e riconoscenza della propria clientela, e naturalmente sono preferiti ad altri pescatori che vengono da Procida, da Bacoli e della zona flegrea. Costoro, bisogna dire, non tornano indietro a tasche vuote, perché lo stesso riescono a vendere alla grande il proprio pescato. Ciò vuol dire che ad Ischia ponte il mercato del pesce direttamente sulle barche tira, e quindi ce ne è per tutti.

 

 

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