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Fittava case ad Ischia, ma era un pacco: denunciato dalla polizia

In data 09.08 ed in data 13.08 u.s. si presentavano presso questi uffici il signor B.G. e la sig.ra V.R., i quali, sporgevano querela contro ignoti, in quanto lamentavano il fatto di essere stati oggetto di un reato, in quanto, per tramite del sito internet “SUBITO.IT”, affittavano degli appartamenti sull’isola d’Ischia per i quali avevano versato una caparra, ma che recatisi all’indirizzo indicato non trovavano alcun appartamento corrispondente a quello affittato e che per le utenze cellulari, per gli estremi delle carte di credito nonché per il modus operandi utilizzati sono riferibili al C.C.

Nello specifico, la  truffa perpetrata a danno di B. G.:

il giorno 09.08 u.s. si presentava presso gli uffici del Commissariato il sig. B G, il quale riferiva che, dopo aver visionato sul sito internet  “SUBITO.IT” l’annuncio per una casa vacanza sull’isola d’ Ischia, sita più precisamente nel comune di Forio alla via Spinesante civ.37, contattava l’inserzionista alla utenza indicata in annuncio al quale rispondeva una persona che si presentava come tale C. C. che forniva come proprio indirizzo mail profumeria.jolly@libero.it e con il quale pattuiva il fitto di detto immobile per il periodo dal 13 al 20 agosto per la cifra di euro 600,00, previo versamento di caparra di euro 240,00 (duecentoquaranta,00) sul conto corrente avente di Poste Italiane intestato al medesimo. Tuttavia il giorno stesso in cui la vittima avrebbe dovuto prendere possesso dell’appartamento affittato aveva contezza della truffa perpetrata in suo danno scopriva che a quell’indirizzo, vi era sì una abitazione,  ma abbandonata. Nonostante le ripetute chiamate alla utenza summenzionata, la persona si rendeva irreperibile.

La truffa  perpetrata a V. R.;

il giorno 13.08.2016 si presentava presso gli uffici del Commissariato la signora V. R., la quale riferiva che, dopo aver visionato sul sito internet  “SUBITO.IT” l’annuncio pubblicato da tale Raffaella che metteva in fitto un appartamento in Ischia alla via Enea 34, contattava l’inserzionista alla utenza in annuncio, ed al quale rispondeva una persona che si presentava come tale SILVANA e con la quale pattuiva il fitto di detto immobile per il periodo dal 14 al 21.08 previo versamento di caparra di euro 297,50 (duecentonovantasette,50) sul conto corrente avente di Poste Italiane intestata a tale C. C.. Dopo avere effetuato il bonifico, la V.R., ricontattava la SILVANA per confermare il tuttoe chiederle se, pagando un extra, poteva anticipare l’arrivo al giorno 13.08 u.s. con richiesta da inviare comunicazione anche al marito C. C. mediante indirizzo di posta elettronica dolcor6nhuyall9m@contatti.subito.it a causa della sua assenza. Dopo il giorno 07.08 u.s., la SILVANA si rendeva irreperibile. Tuttavia il giorno stesso in cui la vittima avrebbe dovuto prendere possesso dell’appartamento affittato aveva contezza della truffa perpetrata in suo danno scopriva l’inesistenza dell’abitazione pubblicizzata.

 

Da un primo esame dei fatti sopra narrati era subito chiaro che gli inserzionisti truffaldini potevano ricondursi a un solo individuo : C. C.

Infatti, incrociando i dati riportati negli annunci pubblicati sul sito internet “SUBITO.IT”, si riusciva a collegare tutte e due le denunce perpetrata in danno del  B. e della V. grazie ai dati forniti nel quale a nome di C. C. era associato l’IBAN ricaricato.

Venivano pertanto effettuati tutti gli accertamenti necessari volti alla completa identificazione dei responsabili sia per quanto attiene le modalità di pubblicazione degli annunci sul sito “SUBITO.IT” sia sulle utenze telefoniche utilizzate come contatto, sia sul conto corrente ove sono state versate le caparre per gli affitti.

Gli accertamenti quindi effettuati sull’IBAN appuravano che questo era stato acceso da tale:C. C. nato a Napoli cl 76 e residente a Marano di Napoli  mediante esibizione del documento di identità.

Le verifiche nel sistema interforze SDI sui documenti utilizzati per la sottoscrizione di carte di credito e conti correnti come sopra menzionati non hanno evidenziato segnalazioni di smarrimento o furto mentre l’accertamento richiesto al preposto Ufficio Anagrafe comunale, ha evidenziato la genuinità dei medesimi in quanto le copie acquisite da Banco Posta sono corrispondenti a quelli comunali

Anche gli accertamenti esperiti sulle utenze telefoniche riconducevano al C.C. , pertanto alla luce di quanto su esposto ed appurato, lo stesso, veniva deferito alla A.G. per il reato di truffa.- ART. 640 C.P.

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