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In tanti per la Passione di Cristo dell’Actus Tragicus

di Isabella Puca

foto Francesco Di Noto Morgera

Forio – Si è ricreata ancora una volta quella forte suggestione che accompagna ogni anno uno degli eventi più attesi della Pasqua isolana. Parliamo della Passione di Cristo messa in scena, ieri sera, dal giovane gruppo dell’Actus Tragicus giunta quest’anno alla sua 28^ edizione. L’intero corso del comune turrita si è trasformato, per una sera,  in Gerusalemme e a far  parte della scena non sono stati solo i 160 e più attori, ma anche i tanti, forse però meno dello scorso anno, che hanno assistito alle scene lasciandosi rapire dall’emozione. Tra questi non solo ischitani, ma anche e soprattutto turisti, confermando l’idea che l’amministrazione tutta si era fatta dell’evento lanciato ai media come volano per il turismo pasquale.

Due i km di scenografia ricreata lungo tutto il corso di Forio dove i figuranti, ciascuno nel suo costume, hanno sfilato dando vita alla scene; notevole l’impegno della macchina organizzativa che lavora incessantemente da mesi per la buona riuscita dell’evento. Ci sarebbero volute forse, più fiammelle lungo il corso che,  quando non era interessato alla scena, era immerso nel buio e con la strada i tanti passanti.

Già dalle 19:00 i portoni storici del corso hanno riproposto le scene del Sinedrio, del Pretorio di Pilato e del Palazzo di Erode, mentre a gruppi, dal vecchio municipio,  guidati da un manipolo di soldati, alcuni a cavallo, altri marciando con i calzari ai piedi, è partito il popolo. Tra loro i dodici apostoli e Gesù. Una piccola sfilata ha condotto gli spettatori alla spiaggia adiacente al parcheggio dei Marinai d’Italia; è lì che si è svolta la scena del battesimo quella della tentazioni  e la chiamata degli Apostoli. Così, le persone, mischiate tra la folla dei popolani in costume, sono diventate, anch’esse, parte della rappresentazione.

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Non è mancata qualche critica sulla lunghezza della parte iniziale della Passione; i troppi dialoghi delle scene hanno forse distratto alcune persone che si sono spazientite anche a causa del freddo e dell’umidità. «Per carità, grande impegno, – scrive qualcuno sul web –  tutti bravi ma a me sembra diventato più un Kolossal alla Ben Hur che una Via Crucis. Sarà che sono un vecchio che non ama le innovazioni, ma che polpettone!».

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I due registi avevano annunciato, però, che la versione di quest’anno sarebbe stata cinematografica più  che teatrale e, mentre i dialoghi incalzavano continuava ad arrivare gente da tutti i comuni dell’isola seguendo Gesù che, con la sua croce, si avviava verso il piazzale del Soccorso.

Lungo tutto il corso principale di Forio gli occhi erano puntati sulla figura di Gesù. Chi lo interpreta, ormai da anni, si avvicina molto all’iconografia classica ma a rendere il suo personaggio quanto più realistico è soprattutto il suo volto da cui sembra trasparire una certa immedesimazione. Commovente l’incontro con la Madre, Maria, i cui abiti quest’anno, per la prima volta, si sono presentati tinti di blu scuro e di rosso, il colore della Passione.

Arrivati sul Soccorso, Gesù, è stato crocifisso tra i due ladroni ed è lì che è spirato tra l’emozione di chi ha partecipato mettendoci il cuore.

A deporre il corpo del Cristo nel Sepolcro è stato il direttivo dell’Actus Tragicus, una scelta non casuale del gruppo che sostiene Gesù fino alla fine così come ha sostenuto, per tutti questi mesi, il peso dell’organizzazione dell’evento.

Il risultato della serata è senza dubbio il frutto di un grane lavoro collettivo. In tanti si sono prodigati per realizzare al meglio l’evento come Pasquale per le scenografia, Luca per i costumi e Sasà Ferragliuolo con i Fratelli Calise per lo studio accurato sulle musiche. Ognuno dei tanti attori ha poi dato il suo contributo personale portando a casa, anche quest’anno, un evento destinato a crescere sempre di più.

 

 

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