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Fondi alle aziende “paralizzate” dal sisma, Summit tra Schilardi e Invitalia

A Roma un incontro per la concessione di contributi per coloro che dopo il sisma del 21 agosto 2017 non hanno potuto più riprendere la propria attività imprenditoriale

“I contributi sono altresì concessi alle imprese che abbiano totalmente sospeso l’attività a seguito della dichiarazione di inagibilità dell’immobile strumentale all’attività d’impresa, nel caso in cui la sua ubicazione sia infungibile rispetto all’esercizio della medesima attività”. Questo quanto previsto, all’articolo 36, dal “Decreto sisma” convertito in legge lo scorso 23 dicembre.

La norma, in pratica, prevede la concessione di contributi per coloro che dopo il sisma non hanno potuto più riprendere la propria attività imprenditoriale. Sono una decina tra Lacco Ameno e Casamicciola, per lo più albergatori, ai quali il sisma ha portato via oltre la casa, il lavoro. Questo il tema trattato a Roma dal commissario straordinario per la ricostruzione Carlo Schilardi presso la sede di Invitalia. «C’erano alcuni aspetti da approfondire», ci ha confermato l’ex prefetto di Bari e Caserta. Il testo dell’ordinanza è pronto nell’impostazione. Mancano solo i dettagli. Il testo, appunto, sarà sottoposto ai sindaci di Casamicciola e Forio ed al commissario straordinario di Lacco Ameno nel corso della prossima settimana prima di essere adottato.

Il provvedimento prevede un contributo da concedere alle imprese che non hanno ripreso l’attività dopo il sisma del 21 agosto 2017 fino ad un massimo di 50mila euro. Il finanziamento sarà pari al 30% di quanto fatturato nei due anni precedenti alla chiusura dell’attività. In pratica chi ha fatturato 100mila euro, ad esempio, può ottenere un contributo fino a 30mila euro. Chi ha fatturato nel biennio precedente al 2017, 150mila euro, fino a 50mila euro. Diverso, invece, l’importo concesso a coloro che hanno perso la casa e che hanno presentato istanza per ottenere il contributo per la ricostruzione.

Mancano solo i dettagli per l’ordinanza. Il testo sarà sottoposto ai sindaci di Casamicciola e Forio ed al commissario straordinario di Lacco Ameno nel corso della prossima settimana prima di essere adottato

Sono circa 15 le pratiche per la ricostruzione approvate. Il contributo concesso varia tra i 70mila euro ed i 100mila euro. Le pratiche istruite, al momento, sono circa 100 e rappresentano circa il 10% del totale. A tutte queste pratiche corrisponde una concessione edilizia ed un finanziamento per poter ricostruire. «Non è molto, ma l’importate era cominciare», ha confermato il commissario per la ricostruzione Carlo Schilardi. Il contributo per la ricostruzione è relativo solo agli immobili ed alla porzione degli stessi non sottoposti a condono. Il ‘Decreto Ischia’, prima, ed il ‘Decreto sisma’, poi, non hanno riconosciuto il finanziamento per la ricostruzione relativamente agli immobili sottoposti a condono. Resta comunque il contributo parziale, ovvero quello legato alla parte legittima. «Mi preme sottolineare che di case legittime totalmente o parzialmente ce ne sono tante», ha detto Schilardi. «Abbiamo sottolineato al Governo ed al Parlamento – ha spiegato il prefetto – la discrasia di trattamento rispetto ai terremotati di Catania e Campobasso che si sono visti riconoscere i finanziamenti anche per gli immobili sottoposti a condono. E sono sicuro che piano piano anche noi raggiungeremo questo risultato».  L’ultima norma relativa al terremoto ovvero «Il Decreto Sisma ci ha dato una mano per alcune cose. Ad esempio ci ha tolto il fardello di dover sentire il ministero dell’Economia e delle Finanze – su tante cose. In pratica abbiamo ottenuto uno snellimento delle procedure.

Ed ancora abbiamo ottenuto lo spostamento dal 31 dicembre scorso al 30 aprile 2020 per l’assistenza a chi vive ancora in albergo ed il contributo intero del cas anche per gli affittuari». Il prossimo scoglio adesso è la pianificazione. «Stiamo aspettando – ha detto Schilardi – una risposta della Regione Campania sull’attivazione della commissione sulla pianificazione e programmazione». In base agli studi della microzonazione, infatti, sono state stabilite delle zone dove è possibile ricostruire ed una zona (che corrisponde alla zona rossa) dove si può ricostruire solo dopo l’intervento della commissione regionale che detta gli indirizzi di pianificazione del territorio».  

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