Formazione digitale e green: 50 milioni alle PMI del Sud

A CURA DELL’AVVOCATO LELIO MANCINO
La competitività delle imprese del Mezzogiorno passa sempre più dalla qualità del capitale umano. Con questa consapevolezza, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha stanziato 50 milioni di euro per sostenere lo sviluppo di competenze specialistiche in ambito digitale e green nelle PMI del Sud Italia. Si tratta di una misura strategica che punta a rafforzare la capacità delle imprese meridionali di affrontare la transizione tecnologica ed ecologica, favorendo un aggiornamento strutturale delle competenze interne. L’incentivo è rivolto alle PMI con sede in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Particolarmente significativa è la previsione di una riserva del 40% delle risorse destinata alle imprese appartenenti alle filiere auto motive, moda, tessile e arredamento.
Il decreto direttoriale delimita con precisione le aree di intervento. I percorsi formativi dovranno riguardare ambiti ad alto contenuto tecnologico e innovativo, tra cui: Intelligenza Artificiale, con applicazioni concrete nei processi aziendali; Semiconduttori, per lo sviluppo di competenze nella progettazione e gestione di componentistica avanzata; Connettività avanzata (5G e reti industriali evolute); Cybersecurity, per la protezione dei dati e la resilienza delle infrastrutture digitali. Elemento qualificante della misura è l’obbligo di conseguire certificazioni o attestazioni ufficiali di competenza, così da garantire un impatto concreto e misurabile sull’organizzazione aziendale. Le domande potranno essere presentate esclusivamente in via telematica attraverso la piattaforma Invitalia, a partire dal: 12 marzo 2026 fino al 14 maggio 2026. La procedura è a sportello, con assegnazione dei fondi in base all’ordine cronologico di presentazione delle istanze, fino a esaurimento delle risorse.
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto, con intensità variabile in relazione alla dimensione dell’impresa e al piano formativo presentato. Dal punto di vista giuridico e operativo, è fondamentale che le imprese: predispongano con anticipo un progetto formativo strutturato e coerente con le linee del decreto; raccolgano preventivi dettagliati e documentazione tecnica; valutino eventuali profili di cumulabilità con altri incentivi (nazionali o regionali), nel rispetto della normativa sugli aiuti di Stato. Trattandosi di una misura con fondi limitati e forte domanda potenziale, la tempestività sarà determinante.
La sfida non è soltanto accedere al contributo, ma utilizzare le risorse per avviare un percorso di trasformazione strutturale.
Perché oggi più che mai, la competitività non si acquista: si costruisce attraverso la conoscenza.






