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Forio, chiude la Libereria: tante le iniziative di solidarietà

“La Libereria di Barbara Pierini è una di quelle librerie che credi eterne. Perché esistono in un luogo bellissimo, e pensi che la bellezza non può che nutrire chi vi abita. Purtroppo, la bellezza non basta, e nemmeno la competenza, la passione e la grinta di una libraia come Barbara. L’attività culturale pretende resistenza e sacrifici dai suoi operatori, lo sappiamo: chiediamo loro di farsene carico, per poterne godere quando ne abbiamo tempo, o quando abbiamo voglia e attenzione sufficienti. Una libreria come quella di Barbara va sostenuta ogni giorno, in ogni modo. Perché ciascun metro quadrato perso di cultura in questo paese, lo vediamo, è uno spazio fertile per la brutalità. Ogni libreria è un’isola, un approdo, per l’umanità”. È questo uno dei tanti, tantissimi, endorsement arrivati ieri a Barbara Pierini proprietaria della Libereria di cui, nell’edizione di lunedì del nostro quotidiano, vi annunciavamo l’imminente chiusura. Una notizia che ha sconvolto l’intera società pensante che, dal social network alle piazze, ha iniziato a capire come poter fare e per non far scomparire quello che ormai era diventato un punto di aggregazione culturale. Nessuna reazione da parte delle istituzioni, né scolastiche, né politiche; con l’avvento della primavera il vicoletto San Gaetano perderà un gioiello e, secondo voci di corridoio, a scomparire sarà anche la bottega artigiana di Franco Calise l’unico che pareva restare in quel vicoletto che, fino a qualche giorno fa, era punto di riferimento per la cultura – vi era il primo bar equo solidale dell’isola, una galleria d’arte, un negozio etnico e la bottega d’arte di Manuel Di Chiara  – . “Sono profondamente dispiaciuta per Barbara, eroica libraia, la capisco in quanto ho vissuto in prima persona il “lutto” della chiusura di una libreria. Posso solo augurarle di non arrendersi nella sua missione di diffondere cultura. Io stessa mi sono attivata in questo senso con recensioni per diverse case editrici e scambio libri. Purtroppo la colpa non è delle amministrazioni comunali. La colpa è dello Stato, socio maggioritario di tutte le attività commerciali che per colpa delle tasse fiscali e quant’altro mettono in ginocchio “tutte” le attività commerciali. Ovunque! Siamo in recessione da tempo”. E’ questo il commento di Elena Mazzella, proprietaria della libreria Valentino di Ischia Ponte dove, per un periodo, di librerie ce n’erano addirittura tre. Qualcuno ipotizza che presto sbarcheranno in pieno centro megastore cinesi e, a quel punto, l’omologazione sarà completa.  “Spero davvero non chiuda, da turista ho comprato diversi libri e chiacchierato e accolto i fantastici suggerimenti di Barbara. Tornerò a Ischia e spero di vedere questo magnifico angolo di cultura ancora aperto. Non molli dottoressa!!” . Così scrive Laura turista che, come tanti, ha espresso il suo dispiacere per la notizia, “come te tanti turisti – le risponde Barbara-  mi hanno supportato e sostenuto in questi anni, ma la Libereria l’ho pensata per il posto in cui vivo ed è da questo posto che mi aspettavo, sbagliando, un sostegno tale da farla vivere”. “É triste che la passione e la cultura non riescano ad affermarsi, nonostante gli sforzi di una persona così speciale come Barbara. Vedere i ragazzi seduti in circolo a leggere é sempre stata un gioia. Libereria é un’isola felice e spero non sia ancora tardi per sperare che qualcuno, anzi molti, sull’isola possano comprenderlo e attivarsi per salvarla”. È questo il commento della scrittrice Stefania Di Iorio, e come lei, tanti stanno cercando soluzioni per salvare quell’angolo di cultura e libertà.  L’unico politico a esporsi è stato Vito Iacono che scrive, “sono convinto che se il Paese volesse si potrebbe mettere mano ad un regolamento che salvaguardi attività “commerciali”(???) espressione di sensibilità. cultura, storia, tradizioni!!! La verità è che il paese non vuole accecato da ben altro. Più che rammaricarci sarebbe il caso e l’ora di prendere piena consapevolezza e coscienza dell’imbarbarimento del nostro tessuto sociale, della inciviltà che domina il nostro quotidiano. Non è la resa di Barbara Pierini, ma la sconfitta di tutti. Spero ci ripensi”

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