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Forio, dal municipio nuova ordinanza di demolizione

FORIO – L’ufficio tecnico del Comune di Forio ha emesso una nuova ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi per abusi che sono stati perpetrati in uno degli angoli più incantevoli (e purtroppo devastati in maniera incredibile negli anni) del Comune del Torrione. Il destinatario del provvedimento firmato dal responsabile del I Settore è Giorgina Antignano, originaria di San Giorgio a Cremano ma residente in via Scannella a Forio. Ed è proprio qui che la donna avrebbe realizzato in assenza dei prescritti titoli abilitativi una serie di opere abusive, così come accertato da una serie di controlli eseguiti dalla polizia municipale a più riprese, e nello specifico il 2 aprile 2012, il 3 luglio 2012 e l’ultimo relativamente recente del 10 aprile 2015.

Nel primo sopralluogo i vigili evidenziarono la realizzazione “di un locale rifinito avente superficie di mq 33 ed altezza variabile da mt 3 a mt 3.30 circa, ottenuto dalla chiusura di una preesistente tettoia. In adiacenza risulta una tettoia avente una superficie di mq 26 ed un’altezza di mt 3.20 circa costituita da una struttura in pali di legno e copertura in plastica e pagliarelle poggiante sul locale menzionato ed altro fabbricato preesistente. Nella parte retrostante era in fase di realizzazione altro piccolo locale allo stato costituito da due tratti di muratura in mattoni allo stato grezzo alto mt 1.70 circa”. Questo era quanto veniva constatato ad aprile, a luglio 2012 arrivava il secondo controllo dal quale si evidenziava che la signora Antignano “realizzava un manufatto avente una superficie utile di mq 25 ed un’altezza interna di mt 2.80 circa, rifinito ed adibito a stanza e bagno. Tale manufatto risulta per tre lati interrato ed è posto in adiacenza ad altro locale rifinito di mq 33 circa, sequestrato in data 4 febbraio 2012, ottenuto dalla chiusura di una preesistente tettoia. Nel muro di sostegno al terrapieno è stato ricavato un piccolo locale al grezzo di mq 2 circa ed alto mt 1.50”. Una circostanza, questa, che manifestava la reiterazione della condotta della proprietaria dell’immobile, che continuava la sua opera di ultimazione nonostante un precedente sequestro. E la situazione proseguiva ininterrottamente negli anni, considerato che al termine del sopralluogo del 2015, nella loro relazione di servizio, gli uomini della polizia locale scrivevano che la signora “proseguiva i lavori presso un manufatto di mq78 circa, internamente rifinito, esternamente al grezzo, sequestrato in data 20 maggio 1995 a carico di Moia Antonio (ex proprietario) e dissequestrato in data 7 ottobre 1995, che allo stato si presenta anche esternamente rifinito e nell’area antistante risulta una tettoia in pali di legno con copertura in plastica e cannucce di mq 12 circa, con sottostante area pavimentata. Le suddette opere insistono in zona sottoposta a vincoli paesaggistico-ambientali”.

Insomma, una serie di constatazione, quelle della polizia locali, che hanno indotto il responsabile dell’UTC comunale, Marco Raia, ad ordinare “alla signora Antignano Giorgina di demolire a proprie cure e spese le opere abusive di cui ai richiamati verbali con conseguente remissione in pristino dello stato dei luoghi originario, entro e non oltre il termine di sessanta giorni decorrente dalla notifica della presente ordinanza”. Alla responsabile degli abusi, poi, è stato anche imposto che il materiale di risulta venga trasportato ad un sito autorizzato allo smaltimento, ovviamente a sua cura e spese. L’ordinanza, come da prassi, è stata trasmessa al comando vigili urbani (per gli adempimenti di propria competenza), alla Procura della Repubblica di Napoli, alla stazione dei carabinieri di Forio, al commissariato di polizia di Ischia ed alla Sovrintendenza per i Beni Paesaggistici di Napoli e Provincia. Del provvedimento, sempre secondo un copione ormai consolidato, sono stati informati ricevendone copia anche Evi, Enel, Telecom ed Asl oltre al segretario comunale. Nell’ordinanza si legge anche che “decorso infruttuosamente il termine di sessanta giorni dalla data di notifica del presente provvedimento senza che il contravventore abbia spontaneamente ottemperato, ai procederà alla nomina di una ditta per la esecuzione forzata d’ufficio delle opere di demolizione e di ripristino dello stato dei luoghi in danno”. Con le spese, cioè, che saranno anticipate dall’ente locale e poi “caricate” sulla destinataria dell’ordine di demolizione.

Alle forze dell’ordine toccherà il compito di prestare, in tal caso, la dovuta assistenza in sede di esecuzione del provvedimento sanzionatorio per garantire l’ordine pubblico. Nel caso in cui le opere siano sottoposte a sequestro penale, prima di procedere all’esecuzione dell’ordinanza occorrerà chiedere il dissequestro all’autorità giudiziaria. La signora Antignano, ovviamente, può proporre ricorso contro la “sfogliatella” firmata da Raia ricorrendo alla magistratura amministrativa e dunque al Tar Campania entro e non oltre sessanta giorni.

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