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Forio e la sinistra ombra delle ruspe: arrivano sette demolizioni

di Marco Gaudini

FORIO – Il fenomeno dell’abusivismo edilizio è certamente una delle macchie più grandi per la nostra isola. Ischia, conosciuta nel mondo come l’isola verde, è negli anni, sempre di più diventata l’isola del cemento e delle case abusive. Un’urbanizzazione selvaggia che ha distrutto un grande patrimonio naturalistico minando alle fondamenta lo sviluppo dell’intera isola e della sua comunità. Un fenomeno molte volte, però, incentivato da una legislazione poco chiara, farraginosa, e a tratti contradditoria, da una politica che, troppo spesso ha strizzato l’occhio agli abusivisti, e da un controllo che per molto tempo è stato praticato solo sulla carta. Poi c’è stato chi ha costruito, come spesso si usa dire per necessità, per trovarsi un tetto sulla testa e dare una sicurezza ai propri familiari. Ed è proprio su queste speranze che nella maggior parte dei casi chi avrebbe dovuto fare il proprio dovere nelle istituzioni, ha invece alimentato un fuoco, quello dell’abuso “per necessità” nonostante sapesse che prima o poi qualcuno sarebbe venuto a spegnerlo. Questo qualcuno nella maggior parte dei casi, è la magistratura, la Procura della Repubblica e tutte le forze di polizia che sono investite dei poteri di controllo. Così a Forio, dopo anni di istruttoria pratiche e procedimenti giudiziari, l’amministrazione comunale ha deliberato nei giorni scorsi l’approvazione della valutazione tecnico –economica ai sensi dell’art. 41 comma 1 del D.P.R: 380/2001 per l’esecuzione coattiva delle demolizioni di 7 opere edilizie edificate illegalmente. Sette Delibere diverse, quindi, una per ogni caso, dalla n. 145 alla n. 151 tutte espletate durante la seduta del 28 ottobre 2015.  In pratica la Giunta ha adottato per tutte e sette i casi la proposta di deliberazione del Responsabile del I Settore, l’ing. Luca De Girolamo, per la richiesta di anticipazione delle risorse da reperire dal fondo per le demolizioni delle opere abusive di cui al comma 12 dell’art. 32 del D.L. 30/09/2003 n. 269, convertito nella Legge del 24/11/2003 n. 326. La prima Delibera riguarda la demolizione di un manufatto abusivo sito alla II Traversa Baiola n. 19 di Anna Taccone, relativo alla sentenza di condanna emessa nel 2007 dal Tribunale di Napoli, Sez. Distaccata di Ischia. L’importo di spesa stimato mediante le perizie richieste dalla Procura e nella fattispecie nella persona del Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Napoli, la dottoressa Laila Morra Maria Laura, che ha nominato l’arch. Alfonso Caccavale, per la valutazione tecnica – economica dell’intervento,  ammonta presumibilmente a  59.666 euro. Queste somme quindi, saranno in questo come per gli altri casi, anticipate dall’amministrazione mediante l’assunzione delle risorse dalla Cassa Depositi e Prestiti. La seconda Delibera, la n. 146, interessa invece, la demolizione di un manufatto abusivo sito in via Giovanni Castellaccio di Luigi Patalano, con sentenza di condanna emessa sempre nel 2007, e precisamente il 31 marzo, dal Tribunale di Napoli Sez. Distaccata di Ischia. Il costo degli interventi in questo caso è stato stimato per 14.106 euro. In questo caso le perizie sono state effettuate dall’arch. Gianpaolo Grazia Giorgio, su richiesta del Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Napoli, il dott. Antonio D’Alessio. Per la terza demolizione la Delibera è la n. 147 e riguarda una manufatto abusivo sito in via Citronia, relativo ad una sentenza di condanna emessa il 16/02/2007 dal Tribunale di Napoli, Sez. Distaccata di Ischia a carico di Gennaro Chiocca. Il CTU, l’arch. Alfonso Ghezzi,  nominato dalla Procura della Repubblica, ha stimato un costo per questo intervento pari a 51.751 euro. L’altro manufatto abusivo, oggetto della quarta demolizione, è invece sito a Panza, alla via Prov.le n. 237, relativo alla sentenza di condanna emessa a carico di Calise Brigida del 21/11/2005. Per questo intervento è stato stimato dall’Ing. Giuseppe Volzone, nominato dalla Procura un costo di 16.464 euro. L’importo più consistente, almeno per queste prime 7 Delibere, pari a 124.683 euro, riguarda il manufatto abusivo realizzato in via Belvedere, località Pomicione e relativo alla sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Napoli in data 5/12/2005 a carico di Maddalena D’Abundo.  La Delibera n. 150 del 28 ottobre 2015 prevede invece, l’approvazione della valutazione tecnico-economica per la demolizione delle opere edilizie illegalmente edificate in via F.co Calise di cui alla sentenza della Corte d’Appello di Napoli 6^ Sezione Penale del 03/04/2007 divenuta irrevocabile il 21/06/2007 a circo del Sig. Amore Enzo. Si prevede per questo intervento un costo di 6.409 euro comprensivi delle spese generali e tecniche. L’ultima Delibera di questa prima serie, la n. 151 riguarda, invece, un manufatto abusivo realizzato in via Calosirto, di cui alla sentenza della Corte d’Appello di Napoli 2^ Sezione Penale del 11/07/2003, divenuta irrevocabile il 10/03/2004 a carico del Sig. Domenico De Siano, (solo un omonimo del ben più noto Senatore ndr), per un impegno di spesa di 22.907 euro. Gli interventi citati, potranno essere realizzati direttamente dai soggetti proprietari, che con le proprie risorse metteranno in atto ciò che è stato previsto dalle sentenze giudiziarie, oppure in danno, dall’amministrazione comunale, che quindi successivamente di rivarrà sui diretti interessati. Si prevede pertanto molto presto lo sbarco sull’isola delle ruspe meccaniche e che abbatteranno le opere abusive e con loro anni e anni di controversie nelle aule dei Tribunali e fuori.

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