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Forio e le censure del MEF, ecco le ombre del passato

All’ombra del Torrione continuano a far discutere una sderie di rilievi mossi a seguito di una verifica amministrativo-contabile inerente agli anni 2017-200 e ad altrettanti riscontri chiesti all’epoca dell’amministrazione guidata da Francesco Del Deo e che però furono palesemente ignorati. Adesso però si avvicina il momento del redde rationem. Adesso la nuova classe di governo è costretta a correre ai ripari e si affida per le verifiche in questione al noto ed affermato studio “Cossiga & Partners”

La discussa vicenda delle censure del Mef e dei richiami al comune di Forio per la gestione di alcune pratiche interne agli uffici, per così dire, continua a far discutere all’ombra del Torrione. Tutto nasce da una serie di riscontri richiesti all’epoca dell’amministrazione Del Deo che però sono stati palesemente ignorati e che oggi giungono a redde rationem. L’ente è stato oggetto di verifica amministrativo-contabile, per il periodo 2017/2022 da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato che ha comunicato l’esito del controllo con relazione di Verifica acquisita agli atti degli uffici del Raggio Verde, rimettendo all’autonoma iniziativa del comune, l’adozione dei provvedimenti idonei all’eliminazione delle criticità rilevate nella predetta relazione. Al punto che lo stesso ente si è visto costretto per riscontrare ad affidarsi ad una società esterna per le verifiche richieste dal Ministero per l’Economia e le Finanze. Si tratta del rinomato studio “Cossiga&Partners”. Il responsabile del Personale e Contenzioso Glasso Gabriella ha attivato l’iter per l’affidamento dell’incarico relativo al “servizio di predisposizione degli atti propedeutici al procedimento di cui alla relazione di verifica del Mef”, mediante trattativa diretta sul portale ME.PA. Ovviamente, fondante per l’iter è la decisone del civico consesso che il 18 aprile scorso ha approvato il bilancio di previsione 2024/2026 e che consentirà la spesa dell’esternalizzazione, ma anche la decisone della giunta comunale che il 30 maggio ha dato specifico mandato al responsabile del servizio finanziario per dipanare la questione. La Galasso, in particolare, si è giustificata adducendo molteplici motivazione tra queste quella di essere ai vertici di un ufficio « investito di numerosi adempimenti sempre più complessi e rilevanti sia dal punto di vista pratico che normativo- scrive il dipendete comunale- il Settore 4 attualmente non dispone di un numero di dipendenti sufficienti a rispondere alla mole di adempimenti; questo Ente è stato oggetto di verifica amministrativo-contabile- evidenzia la Galasso riferendosi alle censure del Ministero – che si rende altresì necessario, affidare ad una società di servizi esterna la gestione di servizi ad elevata specializzazione, tra i quali a titolo meramente esemplificativo si identificano: il servizio di predisposizione degli atti propedeutici al procedimento di cui alla relazione di Verifica del Mef; la verifica della correttezza e dell’efficienza delle procedure e di tutti gli atti da adottare anche con riferimento alla compliance con le normative vigenti: una revisione delle politiche finanziarie al fine di migliorare la pianificazione strategica dell’ente; il miglioramento e l’implementazione dei sistemi di controllo interno, assicurando che le procedure siano in linea con le raccomandazioni del MEF».

I servizi specialistici tramite MEPA sono stati affidati alla società “Cossiga & Partners srl”, con sede in Pozzuoli, società con una notevole esperienza nella erogazione dei servizi richiamati. La scelta, con affidamento diretto, impegna in bilancio, la somma di euro 10.200,00 oltre IVA.

La cosa che per lungo tempo è stata sottovalutata è esplosa in questo 2024 in tutta la sua pericolosità ed ha già procurato malesseri, scontri e persino due referti presso l’Ospedale Anna Rizzoli di Lacco Ameno e di certo non mancherà di riservare altri colpi di scena in quel di Forio. Nello specifico, infatti, si dovrà relazionare anche sul vecchio piano incentivi per i dipendenti del comune di Forio, costato, appunto, il passaggio in quel di via Fundera a due dipendenti. Proprio Pasquale Matarese e Gabriella Galasso, rispettivamente dipendente e responsabile ufficio ragioneria, sull’affare del piano litigarono addirittura fino a farsi entrambe refertare. La Corte dei Conti di fatto non ancora intervenuta ha chiesto di chiarire e sanare le censure poste dallo stesso Ministero delle Economia e delle Finanze, tra l’altro, sul progetto incentivi della discordia. Un progetto diffuso che ha visto premiare dipendenti ed ex sulle cui note del MEF l’amministrazione di Forio doveva riscontrare. Una nota su cui sembra che, prima l’Ex Sindaco Francesco Del Deo non abbia ritenuto esprimersi e poi, chiaramente, il Neosindaco Stani Verde, non abbia avuto interesse affatto a farlo né tantomeno a chiarire. Morale della favola nessuno dagli uffici del Palazzo turrita si è degnato di dar conto delle richieste del Ministero che, alla fine e dopo quasi due anni di istanze e carteggi, ha chiuso il procedimento con pesanti censure e indicazioni negative sui piani foriani che oggi potrebbero ripercuotersi sui pubblici amministratori. Il silenzio opposto alle richieste ministeriali ha fatto sì che dopo due anni il procedimento si chiudesse con indicazioni negative ed adesso, qualora le risposte richieste non saranno esaustive la palla passerebbe d’ufficio alla Corte dei Conti.

Come vi abbiamo già raccontato da queste pagine, sembrerebbe tutto logico e consequenziale se non fosse che la cosa non sembrerebbe risolversi proprio serenamente. Già all’ordine della questione, lo scorso maggio, prima della Giunta comunale che il 30 maggio ha dato specifiche indicazioni sulla grana MEF, la segretaria, Noemi Martino, ma anche l’amministrazione Verde, hanno dimostrato di voler tendere ad individuare i livelli di responsabilità scaricando tutto su chi ha incassato, sui dipendenti, beneficiati da questa situazione.Gli attuali gestori della cosa pubblica, al fine di sanare il guaio con Ministero e Corte dei Conti, vorrebbero creare un fondo con i soldi dei dipendenti, ovvero facendo pagare ai dipendenti “premiati” con il piano incentivi lo scotto di non aver riscontrato e risposto alle richieste di chiarimenti di Roma. Perché? Perché se la Corte dei Conti farà, com’è ipotizzabile, un imputazioni se ne farà carico l’amministrazione, praticamente a scalare colpendo ogni ambito, dalla segretaria, la macchina burocratica amministrativa e poi arrivare eventualmente ai profili di responsabilità dei singoli dipendenti, atteso che loro, i dipendenti, sono sostanzialmente l’obbiettivo di un potenziale attacco della Corte dei Conti che richiederà la copertura delle somme che si ritiene non dovute e quali premi. Così il Governo Verde, individuando già all’interno della responsabilità e costituendo questo fondo garanzia, potrebbe autoassolversi dall’eventuale imputazione conseguente alla verifica amministrativa contabile dalle censure inviate dalla Ragioneria Generale dello Stato che, comunicava l’esito del controllo con relazione di Verifica PROT. 6065/2024 dell’8 gennaio ha reso un pacchetto di richiami e rilievi confermando integralmente i rilievi formulati nella relazione trasmessa con nota prot. n. 33968 del 28 febbraio 2023. A corredo della nota ministeriale c’è la nota del Segretario Generale prot.20503 DEL 20/05/2024 e le precedenti note prot. 5629-11078 e 13339/2024 di cui narravamo.

Il computo delle cifre dovute non è stato ancora predisposto e definito, nei lunghi anni in cui il piano è stato vigente ed ha pagato gli incentivi, è ovvio che si parli di cifre blu che potrebbero superano anche il mezzo milione di euro, per decine di dipendenti ed ex beneficiari dei suddetti incentivi. Al momento c’è solo l’atto di indirizzo, saranno poi i provvedimenti consequenziali e le decisioni a prendersi a stabilire il quantum reale del danno foriano. Non resta che attendere e stare a guardare gli esiti della contesta.

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