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Forio e l’ennesimo consiglio comunale “sterile”

Un consiglio comunale ai limiti del paradossale quello che si è svolto nel tardo pomeriggio di venerdì presso la sala delle adunanze del vecchio municipio di Forio. Non ci sono altri aggettivi per descrivere i lavori – se così vogliamo definirli – della civica assise, che non si riuniva dallo scorso mese di novembre. Un’indecorosa sagra dove a trionfare sono state, come di consueto, la maleducazione e le urla dei consiglieri comunali, che invece di discutere delle numerose problematiche che affliggono il paese da anni, hanno preferito intrattenersi per ore ed ore lanciandosi sempre le solite trite e ritrite invettive, in molti casi dovute ad acredini di natura squisitamente personale, e che pertanto non dovrebbero in alcun modo riguardare il civico consesso. Un atteggiamento – quello perpetrato nel corso degli anni dai vari componenti del consiglio – che ha annoiato non solo la stampa locale (che partecipa alle sfiancanti sedute-fiume con sempre minor entusiasmo), ma anche i cittadini, che si sentono abbandonati da una classe politica in palese affanno e assolutamente incapace di sostenere un confronto dialettico civile e costruttivo.

La seduta del consiglio comunale dovrebbe rappresentare un momento di dialogo tra i membri che lo compongono, i quali, al di là delle opposte visioni politiche, dovrebbero cooperare al fine di migliorare il paese. Invece, nella stragrande maggioranza dei casi, sia gli operatori dell’informazione che i cittadini sono costretti, loro malgrado, ad assistere a puerili litigi che non si verificano neppure in una classe della scuola dell’infanzia. Siamo assolutamente convinti che se il civico consesso foriano fosse costituito da bambini, gli argomenti inseriti nell’avviso di convocazione sarebbero affrontati con maggiore serietà. Tuttavia, nel consiglio degli adulti che per cinque ore regrediscono all’età prescolare, anche una richiesta d’inversione dell’ordine del giorno negata diventa il pretesto ideale per dare del fascista al presidente del consiglio comunale.

Togliere la parola a un membro del civico consesso è una pratica odiosa, ma che alle volte si rende necessaria quando l’intervento di un consigliere risulta essere non pertinente alla questione oggetto del dibattito. E quando il consigliere cui è stata “cucita la bocca” dà in escandescenze che impediscono il normale e sereno proseguimento dei lavori consiliari, non ci appare così scandaloso che il presidente – dopo ben due richiami all’ordine – decida di sospendere momentaneamente la seduta per consentire a tutti di prendere una boccata d’aria e placare i bollenti spiriti dell’esponente di minoranza che si sente vittima di una censura, che mai come in questo caso ci sembra più che giustificata.

Con questo non vogliamo asserire che tutte le colpe vadano attribuite alla minoranza, ma ci sia consentito di affermare che se Forio va a rotoli è anche a causa di un’opposizione che con queste sceneggiate degne del miglior Mario Merola non contribuisce in alcun modo a risolvere i problemi del paese, ormai stanco di personaggi che prima di sbraitare o atteggiarsi a Cicerone per mero autocompiacimento dovrebbero guardarsi allo specchio e ammettere candidamente a se stessi di non essere poi così diversi dai membri di quella maggioranza che tanto osteggiano.

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