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«Forio era stata venduta, ma nessuno dice nulla»

Rispetto a qualche anno fa c’è chi sostiene che Del Deo potrebbe aver cambiato idea e sia desideroso di ripresentarsi all’elettorato foriano. Ce lo confermi?

«Non è questo il problema. O dovessi esserci io, o i componenti di questa maggioranza cambia poco, perché modus operandi e il solco sono ormai tracciati. La mentalità è quella giusta e si è radicata in modo forte».

Dai, sbottonati: l’anno prossimo Del Deo si ricandida oppure no?

«Visto che mi riformuli la domanda ti rispondo “qui siamo sotto al cielo”. Abbiamo messo in campo una maggioranza capace di andare avanti, da qui all’anno prossimo possono succedere tante cose».

A proposito, è stata anche una maggioranza che in quattro anni qualche scossone l’ha patito. Quali ti hanno amareggiato e sorpreso di più?

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«Faccio politica da quando avevo i calzoni corti e dunque parlare di essere sorpreso o stupito è assolutamente fuori luogo. Ma si può rimanere amareggiati, ed è quello che mi è successo. Arrivati ad una certa età pensi di conoscere bene uomini e cose, però poi ti tocca prendere atto che evidentemente su certe scelte hai fallito. Fa niente, resto convinto che nella vita bisogna sempre aprirsi agli altri, azioni e reazioni saranno sempre una logica conseguenza. Ma in fondo era inevitabile che in una maggioranza così ampia ci fossero degli stravolgimenti. Peccato, alcune persone avrebbero potuto dare il loro contributo per lo sviluppo del paese».

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Quattro anni cominciano ad essere tanti, sufficienti per cominciare a tracciare un bilancio.

«Credo che in questi quattro anni abbiamo lavorato bene e fatto tanto per Forio. La situazione ereditata era pesantissima, anche se di questo ormai è parecchio che non intendiamo più parlarne. In campagna elettorale non ho mai parlato di impegni da onorare nei primi cento o mille giorni, chi fa affermazioni del genere vuol dire che non capisce nulla di come si amministra un paese. I fatti sono davanti agli occhi di tutti: abbiamo pagato ben nove milioni di euro di massa debitoria lasciata dalla vecchia classe dirigente, se li avessimo avuto in cassa avremmo cambiato radicalmente il volto di Forio. E nonostante tutto siamo riusciti ad andare oltre…».

Cioè?

«Abbiamo investito otto milioni sul territorio: mi riferisco alla scuola elementare a Forio, quella a Panza, le centrali di riscaldamento dei plessi di scuola media. E poi guardate come abbiamo fatto rinascere a nuova vita il molo borbonico, e pazienza se qualcuno ha voluto prendersi meriti non suoi. La vecchia amministrazione aveva partecipato al bando con un progetto che era stato però bocciato: appena insediati, il 13 luglio 2013, appena uscito il nuovo bando vi abbiamo partecipato e siamo stati ammessi dopo aver rifatto il progetto. Non solo, in zona abbiamo creato una splendida sala conferenze che tornerà utile ai giovani e che affideremo a qualche associazione. Abbiamo creato un punto vendita per i pescatori, in attesa di completamento, una cosa mai vista prima a Forio. Finalmente c’è la pluviale Panza-Forio, va realizzato quanto prima lo sbocco a mare attraverso il parcheggio dei Poseidon per consentire il deflusso dell’acqua. Però nessuno ricorda che quell’opera, sia pure parziale, da due anni impedisce l’emissione in località Pietre Rosse di materiale fecale. Posso ricordare ancora i canali di Mezzavia dove la gente non riusciva a passare nelle giornate di pioggia o di via Cimentorosso, dove gli allagamenti che si verificavano in passato sono un lontano ricordo: prima per fare cinquanta metri di strada ci voleva una barca… Ma c’è un dettaglio ulteriore sul quale intendo soffermarmi: tutto quanto realizzato lo abbiamo fatto senza aumentare in alcun modo le tasse, ed in un periodo di crisi il non aver causato ulteriori disagi alla cittadinanza la trovo obiettivamente una nota di merito. Per non parlare di un aspetto sul quale ci hanno letteralmente messo in croce…».

Immagino faccia riferimento alle strisce blu.

«Il Comune di Forio, precedentemente, percepiva 75.000 euro l’anno dalla società che gestiva il servizio. Da quando le strisce blu sono state prese in carico dal Comune e dalla Sis ci siamo muniti dei soli totem per la bigliettazione, il Comune di Forio in sei mesi ha incassato la bellezza di 280.000 euro. Non so se mi spiego, credo che i numeri parlino da soli. Ora mi chiedo: perché l’amministrazione precedente aveva siglato un contratto tanto sfavorevole per l’ente pubblico e di conseguenza per i cittadini foriani? Oggi questi soldi non vanno fuori ma restano sul territorio. A proposito, a breve cominceremo i lavori al parcheggio di Monterone, che pure doveva essere lasciato alla SIS. Forio era stata venduta, ma nessuno lo dice…».

Hai provato a darti una risposta?

«Le lascio ai miei concittadini, anche se di solito la matematica non è un’opinione. Vedi, se io avessi voluto buttare fumo negli occhi, avrei alzato le tasse e fatto una serie di opere bluff. Ho preferito la sostanza alla forma, adesso dopo l’approvazione del bilancio inizieremo una serie di lavori al vecchio municipio, al parcheggio di Panza con sistemazione della piazza e la creazione di un parco giochi degno di tal nome».

Resta il problema dell’individuazione di un’area ad hoc per la sistemazione dei camion della nettezza urbana.

«Un’amministrazione va giudicata a fine mandato. Noi manterremo la quasi totalità degli impegni che abbiamo assunto con la cittadinanza, anche questo».

Lasciamo Forio ed espatriamo un attimino. In questo momento l’attenzione è tutta sulle elezioni amministrative in programma ad Ischia. Visto che hai ricordato che facevi politica da quando indossavi i pantaloncini corti, allora ti chiedo: ti aspettavi le candidature di Enzo Ferrandino e Gianluca Trani e, soprattutto, qual è il tuo pronostico?

«Mi sarei sbizzarrito in un pronostico se non avessi ricoperto il ruolo da sindaco. Tra l’altro, credo di essere stato anche il fautore della ritrovava armonia tra i miei colleghi isolani. Insomma, preferisco astenermi per motivi di opportunità».

Poco più di ottant’anni in due per i principali contendenti, è un dato da accogliere con favore o è relativo?

«Magari potessi tornare a quarant’anni ed avere la forza e l’energia che avevo allora. Poi però aggiungo che quando si parla di “rottamazione” non mi piace che il termine sia accostato sempre all’anagrafe. Sono giovani e sono certo che hanno grande entusiasmo. A proposito, quasi mi dimenticavo del restyling che abbiamo portato a compimento a Citara».

Ah già, Citara, altra questione al centro di mille infuocatissime polemiche.

«Credo che le chiacchiere siano destinate a rimanere chiacchiere. Quando c’è una minoranza, ad esempio, che non formula proposte ma chiede di portare il problema in consiglio comunale solo per fare demagogia, beh tempo da perdere non ne abbiamo. I fatti anche stavolta parlano chiaro: nel civico consesso abbiamo portato una modifica del regolamento per cercare di “tranquillizzare” quella zona. Intanto il Piazzale è rinato a nuova vita, e lo stesso succederà a breve per via Purgatorio, San Vito, i vicoli saraceni. Poi mi piace ricordare che questa è l’amministrazione che ha avviato il piano urbanistico comunale e approntato una delibera sui condoni con i costi di urbanizzazione che potranno essere pagati in dieci anni e non in ventiquattro mesi come si verifica un po’ ovunque, venendo incontro ai cittadini in un momento congiunturalmente non dei più propizi. Stiamo inoltre approntando un piano parcheggi e studiando progetti in grado di restituire decoro ad una frazione come Panza che è stata dalle passate amministrazioni dimenticata ed abbandonata al proprio destino».

Un altro tema di attualità è quello legato all’ospitalità dei migranti, di recente hai scritto una lettera al Prefetto.

«C’è una certa stampa che è nemica dell’isola, che distorce e travisa le dichiarazioni che io ho fatto. Ecco una dimostrazione di dove ed a cosa possa arrivare la miseria umana. Si mette la foto di un bambino morto sulla spiaggia e si cerca di farmi passare per un razzista o un classista, assurdo. Per fortuna la gente mi conosce bene: ci sono tanti extracomunitari che la mattina vengono al comune (macedoni, tunisini, marocchini, egiziani, ecc.), trovano sempre le porte aperte ed una grande disponibilità. Io nella mia lettera facevo semplicemente osservare che a Forio ci sono già duemila stranieri e circa millecento extracomunitari,  tra cui anche dei migranti. Se qualcuno invece di rimanere dietro a una scrivania a scrivere si facesse un giro per il paese si renderebbe conto che ne abbiamo già tanti in paese. E’ chiaro che non possiamo ospitarne un esercito ma non c’era nessun  intento malevolo da parte mia, semplicemente si è voluto distorcere un pensiero che avevo espresso. Mai detto “no”, il fatto è che dobbiamo creare condizioni che siano compatibili con l’accoglienza di queste persone, non con la presenza. Ripeto, le mie parole volevano essere di tutela verso i migranti, non certo un andare “contro”. Nulla a che vedere, oltre tutto, col falso buonismo che circola in giro sul delicato argomento».

Gaetano Ferrandino

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