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Forio, i cittadini non pagano: il Comune si costituisce in giudizio

FORIO – Un rituale, se vogliamo, niente affatto raro. Cittadini che, vista anche l’aria che tira, hanno poca voglia di mettere mano alla tasca quando si tratta di tributi, balzelli e tasse e che cercano di evitarli in ogni modo. E, dall’altra parte della barricata, gli enti locali che ormai – completamente abbandonati dal governo centrale che non eroga più le risorse di una volta, anzi non ne eroga proprio – costretto ad affidarsi a dei legali per evitare di perdere quelle che spesso sono entrate sostanziose, cospicue ed addirittura determinanti per la sopravvivenza dell’azienda Comune. E così in quel di Forio parte una vera e propria campagna contro i cosiddetti evasori, per il tramite di una determina firmata dal responsabile di settore, arch. Giampiero Lamonica, ed avente ad oggetto “autorizzazione a resistere in giudizio contro il ricorso proposto da vari contribuenti avverso atti tributari emessi dal Comune di Forio”.

Per questo motivo, nell’atto in oggetto si stabilisce “di costituirsi in giudizio contro i ricorsi di cui all’allegato elenco ed autorizzare lo scrivente Capo Settore Ragioneria e Tributi protempore, il Geom. Quirino Caruso ed il Dott. Ciro Raia, anche disgiuntamente, a stare in giudizio davanti alla Commissione Tributaria Provinciale di Napoli in rappresentanza di questo Comune per resistere a tali ricorsi proposti da vari contribuenti, avverso gli atti tributari notificatigli e per presentare l’eventuale appello contro le sentenze di primo grado, qualora le stesse risultino totalmente o parzialmente sfavorevoli al Comune, nonché per definire le controversie attraverso eventuali conciliazioni giudiziali ai sensi dell’art. 48 del D.Lgs.546/92, ed extragiudiziali, qualora sussista tale convenienza” ma anche contemporaneamente “di dare mandato al Capo Settore di farsi assistere, ove lo ritenesse opportuno da idonei professionisti”.

Le motivazioni di un provvedimento del genere sono da ricercare nella premessa dove viene chiaramente sottolineato e ricordato che “a vari contribuenti debitori nei confronti del Comune di Forio di imposte e Tasse non pagate sono stati notificati avvisi di accertamento o cartelle di pagamento ritenute illegittime” e poi “che contro tali atti impositivi sono stati prodotti ricorsi acquisiti al protocollo generale dell’ente”. Ricorsi che però dai funzionari comunali non sono affatto sembrati fondati dal punto di vista giuridico ma più che altro redatti soltanto per ritardare i pagamenti o addirittura per sperare di poterla fare franca in sede giudiziaria in caso di mancata presenza della controparte e cioè dell’ente pubblico. Un bonus che però tantissimi cittadini foriani non potranno “giocarsi”, dal momento che proprio sul fondamento di cui sopra nel palazzo municipale hanno “ritenuto necessario costituirsi in giudizio per difendersi contro gli stessi”.  Il firmatario della determina ha potuto agire perché tanto gli è consentito per legge, nell’articolato passaggio dove si legge quanto segue: “Visto il decreto sindacale di nomina all’Arch. Giampiero Lamonica quale Capo Settore Ragioneria e Tributi; Letto l’art. 3 – bis della legge n.88 del 31 maggio 2005, di conversione del decreto legge n.44 del 31 marzo 2005, che attribuisce al Dirigente dell’Ufficio Tributi la capacità di stare in giudizio; Vista la delibera di Giunta Comunale n. 172 del 13.06.2005 con la quale l’Amministrazione del Comune di Forio prende atto della sentenza del Consiglio di Stato Sez. V n.155 del 25 gennaio 2005, e demanda ai Dirigenti il potere di promuovere o resistere alle liti riguardanti la loro legittimazione processuale, lasciando al Sindaco la rappresentanza dell’Ente; Letta la Sentenza della Corte di Cassazione Tributaria n.15858/01; Ritenuto pertanto di costituirsi in giudizio avverso i ricorsi di cui all’allegato elenco…”.

Insomma, una procedura standard che ormai viene adottata in molti municipi italiani direttamente dagli uffici competenti e che di fatto concede il via libera all’arch. Giampiero Lamonica, al geom. Quirino Caruso ed il Dott. Ciro Raia, “anche disgiuntamente, a stare in giudizio davanti alla Commissione Tributaria Provinciale di Napoli in rappresentanza di questo Comune per resistere al ricorso sopra indicato e per presentare l’eventuale appello contro la sentenza di primo grado qualora la stessa risulti totalmente o parzialmente sfavorevole al Comune, nonché per definire la controversia attraverso eventuale conciliazione giudiziale ai sensi dell’art.48 del D.Lgs.546/92, ed extragiudiziale qualora sussista tale convenienza”. Insomma, siamo sinceri, in un passato non più così recente in molti l’avrebbero fatta franca perché i Comuni avevano le casse piene o comunque non completamente dissanguate e dunque spesso queste procedure venivano “dimenticate” e chissà che qualche volta non lo fossero anche volutamente per ingraziarsi le simpatie dell’elettorato. Oggi le cose sono cambiate, decisamente. In parte almeno, nel senso che i cittadini continuano a provarci ma dall’altra parte, purtroppo, non è più possibile… voltare le spalle.

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