POLITICAPRIMO PIANO

Forio, il solito copione: consiglio comunale tra i “veleni”

La seduta si è aperta con un minuto di silenzio per ricordare Ugo Nonno e Antonio Patalano. Esordio in aula per Francesco Paolo Di Maio, accolto dagli auguri ma anche dalle prime polemiche. Vito Iacono ha denunciato la mancata solidarietà della maggioranza e chiesto le dimissioni del sindaco

La seduta dell’ultimo consiglio comunale di Forio non è stata una semplice routine amministrativa. Quello che si è consumato nell’aula consiliare è stato un intreccio di emozioni, tensioni politiche, accuse reciproche e momenti di forte contrapposizione, che hanno trasformato l’assemblea in un vero e proprio palcoscenico della vita pubblica locale. L’avvio è stato contrassegnato da un momento di raccoglimento: su proposta del presidente Gianni Mattera, l’aula si è unita in un minuto di silenzio per ricordare due figure che hanno lasciato un segno nella storia istituzionale di Forio, l’avvocato Ugo Nonno e l’ex consigliere, capitano Antonio Patalano, scomparso proprio alla vigilia della riunione. Non tutti, però, erano presenti a questo tributo: spiccava l’assenza di Francesco Del Deo e di Mario Savio, che hanno fatto mancare la loro partecipazione in un momento tanto solenne. Subito dopo, il consiglio ha registrato una novità: l’esordio ufficiale di Francesco Paolo Di Maio tra i banchi della maggioranza, chiamato a sostituire Dino D’Abundo, da pochi giorni nominato assessore. Un ingresso accolto dagli auguri di rito, con il consigliere Vito Iacono che, pur con tono cordiale, non ha perso occasione per entrare subito nel vivo delle polemiche. Iacono ha infatti sottolineato con amarezza come la stessa maggioranza, che in passato aveva minacciato querele nei confronti dei detrattori, non abbia invece speso una parola di solidarietà nei suoi confronti dopo che era stato preso di mira nelle scorse settimane dal deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli. «Sono stato definito pseudo-consigliere» ha ricordato Iacono, denunciando un atteggiamento che, a suo avviso, avrebbe richiesto una presa di posizione chiara da parte della maggioranza.

Del Deo e Savio hanno abbandonato i lavori contestando l’illegittimità di alcuni consiglieri.
Il sindaco Verde ha respinto le accuse, rivendicando i progetti in corso, mentre Mattera ha attaccato i detrattori di Forio e dell’isola

Il suo intervento si è poi spostato sull’attualità più stringente: il nubifragio che martedì aveva messo in ginocchio l’isola. Con tono grave, Iacono ha parlato di una tragedia sfiorata, puntando il dito contro la gestione del rischio da parte dell’amministrazione. «Quell’ordinanza andava anticipata» ha detto, citando i numerosi cittadini che segnalano da tempo caditoie ostruite e carenze nella manutenzione ordinaria. Per lui, il problema non è episodico ma strutturale, e ha chiesto che il commissario Legnini venga in consiglio a chiarire se Forio e l’isola intera possano dirsi davvero sicure. Il climax del suo intervento è arrivato con la richiesta di dimissioni del sindaco Stani Verde: un invito a fare un passo indietro, riflettere per venti giorni e solo dopo ripresentarsi davanti all’aula consiliare. Se la polemica era già accesa, il fuoco si è alimentato ulteriormente quando Francesco Del Deo ha preso la parola. A nome proprio e dei colleghi Mario Savio e Mimmo Loffredo (assente per motivi di lavoro), Del Deo ha chiesto che fosse messa agli atti una dichiarazione durissima: la decisione di abbandonare i lavori in seguito alle rivelazioni giornalistiche che metterebbero in discussione la legittimità di alcuni consiglieri a sedere in aula. «Riteniamo illegittima questa seduta e di conseguenza gli eventuali atti approvati» ha dichiarato. Con queste parole, Del Deo e Savio hanno lasciato l’aula, in un gesto simbolico che ha aumentato il clima di scontro. Chiamato direttamente in causa, il sindaco Stani Verde non è rimasto in silenzio. Ha chiesto la parola per fatto personale e ha risposto con decisione alle accuse: ha respinto con fermezza l’etichetta infamante di “camorrista” che gli era stata attribuita (o addirittura, è successo sui social, quella di “tumori da estirpare”), rivendicando il lavoro quotidiano della sua amministrazione. Verde ha accusato apertamente il consigliere Loffredo di evitare il confronto diretto e, nello stesso tempo, ha elencato con orgoglio i progetti in corso, segno tangibile – secondo lui – di un impegno concreto per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Non solo difesa, ma anche rivendicazione politica: il sindaco ha ricordato le numerose iniziative messe in campo, fino a citare con enfasi la progettazione del parco del Casale, che ha definito il primo del suo genere in Europa. Per lui, in questo momento storico, dimettersi non sarebbe un atto di responsabilità, ma di abbandono: «Abbiamo troppi impegni aperti, non possiamo permetterci di perdere tempo», ha ribadito.

Approvati solo i punti della maggioranza, con la solita caduta del numero legale sulla discussione della minoranza

La parola è poi tornata al presidente del consiglio, Gianni Mattera, che ha colto l’occasione per rivolgere un affondo al deputato Borrelli. Lo ha accusato di intervenire sull’isola solo nei momenti critici, in particolare nel mese di agosto, facendo cattiva pubblicità a Forio e all’intera isola d’Ischia. «Non ci risulta che abbia mai fatto qualcosa di concreto per il territorio» ha dichiarato, respingendo al mittente anche le insinuazioni sulla presunta illegittimità dei consiglieri in carica. Mattera ha inoltre denunciato gli attacchi personali ricevuti in questi mesi, arrivati perfino a colpire le sue attività private. Sul tema del nubifragio, il presidente ha ricordato come in poche ore siano caduti 109 millimetri di pioggia, una quantità difficilmente prevedibile. «Se il sindaco avesse avuto notizia certa, si sarebbe mosso per tempo, come già fatto in altre circostanze» ha sottolineato, difendendo l’operato dell’amministrazione che, a suo dire, ha monitorato minuto per minuto l’evolversi della situazione. Come da copione, la maggioranza ha approvato senza difficoltà i punti all’ordine del giorno che le competevano. Poi, come accade ormai spesso, il numero legale è venuto meno poco prima che si potessero affrontare le questioni sollevate dalla minoranza. Una prassi che continua ad alimentare le accuse di scarsa disponibilità al confronto.

Ads

Ads

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio