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Forio, oggi il consiglio (e il no) al Comune unico

E’ decisamente ampia ed articolata la proposta di delibera che sarà votata questa sera nel corso della seduta del consiglio comunale di Forio. Una proposta, quella firmata dal sindaco Francesco Del Deo, con la quale si stabilisce “di esprimere, ai sensi dell’art. 8 della legge regionale 29 ottobre 1974 e successive modificazioni, parere sfavorevole alla proposta di legge regionale ad iniziativa dei consiglieri regionali Maria Grazia Di Scala, Flora Beneduce, Armando Cesaro, Severino Nappi, Monica Paolino, Ermanno Russo e Gianpiero Zinzi con oggetto ‘Istituzione del Comune Unico Isola d’Ischia’, costituita da n. 4 articoli e la relazione di accopmpagnamento” e contemporaneamente “di invitare il consiglio regionale a prendere atto di quanto sopra deliberato e a non adottare alcuna iniziativa relativa all’indizione del referendum”.

Questa, invece, la parte saliente del testo della delibera che – così come nel caso di Barano – si affida e non poco alle reminiscenze storiche. “Considerato, altresì, che i Comuni dcll’Isola d’lschia, dal 1938 al 1945 hanno già sperimentato l’esperienza del Comune Unico denominato ‘Ischia’ con risultati negativi, come dichiarato nella delibera del Comune Unico d’lschia n. 197 de1 04.07.7944, avente ad og1etto ‘Voto all’eccellentíssimo Ministro dell’Intenro per lo Scioglimento clel Comune di Ischia e ripristino dei sei comuni preesistenti alla legge 221071 1939 n. 1450’, nella quale la Giunta Comunale presieduta dal Sindaco Aw. Luig;i Morgera, deliberava di richiedere la ricostituzione dei sei comuni preesistenti ‘la cui unione, improntata al píù puro dispotismo fascista si è dimostrata contraria alle sue finalità ai aari interessi del popolo isolano’. L’esperienza fallimentare del Comune Unico di Ischia veniva inoltre ribadita anche dalla successiva Delibera del Comune Unico di Ischia del 1’7.1’0.1944 n. 44, con la quale veniva disposta ‘la ricostituzione degll antichi Comuni d’Ischia, Casamiccíola, Lacco Ameno, Forio d’Ischia, Barano d’lschia, Serrara Fontana, ritenendo a motivazione della stessa, tra l’altro, che ‘l’unificazione è contraria alla sua principale fnalità e cioè alla valorizzazione dell’Isola d’lschia tutta, la quale avrebbe continuato ad avere nei seí comuni indipendenti maggiore effettiva propaganda reclamistica, compendiata in una gara tra di essi per Ia migliore attrezzatura turistica, per la píù organizzata industria del forestiero ed alberghíera, halneare, termale; ed inoltre  – che in effettí le sei comunità comunali sono rímaste indipendenti nella loro entità etnografica e sono solo costrette a subíre I’ibrida unione in un solo nome, di un ufficio comunale centrale, di un voluto unico indirizzo amministrativo e politico dannoso all’ avvenire sull’ isola. Inoltre, i risultati negativi di tale esperienza, sono ulteriormente evidenziati anche dalle cronache dell’epoca (Giorno 16 novembre 1945, Segretario Antonio Matarese, il Commissario prefettizio Aw. Giovanni Di Meglio, prozio di una delle firmatarie dell’attuale P.D.L, che fino alla morte era contrario alla costituzione del Comune Unico, riaprì con queste parole le sedute nef Comune di Barano: ‘Ritenuto che col D.L. 21 agosto 1945 questo Comune è stato restituito alla sua autonomia, si ravvisa provvedere urgentemente alla riorganízzazione di tutti i servizi, tenendo presente le condizioni finanziarie speciali molto precarie fino a quanto non saranno sistemate col Bilancio ’46 su basi solide, fondate e sicure” – G.G. Cervera – A. Di Lustro, Barano d’lschia – Storia, 1989, pag. 150); preso atto del fatto che il Comune di Forio è di fatto il primo Comune dell’Isola per estensione territoriale, nonché il secondo per numero di abitanti ed ha una storia e una cultura millenaria oltre che un forte identità caratterizzante da preservare e valorizzare così come per gli altri cinque Comuni dell’Isola; tenuto conto che l’identità e la particolarità di un territorio si individua anche nell’identità lìnguistica di una popolazione, infatti l’Isola d’Ischia è stata anche oggetto di studio da parte della Università Federico II, da un punto di vista linguistico, che riscontrò che sulla stessa vi erano sette dialetti, nonostante vi fossero sei comuni e che, il settimo dialetto era quello appartenente al Territorio di Panza, riconosciuta giuridicamente anche dallo Statuto del Comune di Forio, che da sempre mira a valoizzate e tutelare le peculiarità territoriali”. Insomma, a dirla tutta, meglio sette Comuni che uno solo…

 

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