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Forio più sicura, ecco il “Grande Fratello”

Una rete di 38 telecamere tra porto, lungomare e centro storico, collegata a un Centro di Comando e Controllo nel Palazzo Municipale. Il Comune mette a punto un progetto da quasi 250mila euro per prevenire e contrastare i reati, tutelare le aree più sensibili e garantire un monitoraggio continuo del territorio

Forio prepara il suo “Grande Fratello”. Non una semplice disseminazione di telecamere sul territorio, ma una vera infrastruttura di videosorveglianza urbana destinata a coprire alcuni dei punti nevralgici del paese, dal porto al lungomare fino al centro storico, con immagini convogliate in un unico Centro di Comando e Controllo allestito nel Palazzo Municipale di via Giacomo Genovino. Si chiama “Forio Sicura” il progetto sul quale l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Stani Verde ha deciso di puntare per rafforzare gli strumenti di prevenzione, controllo e sicurezza del territorio. L’ultimo passaggio amministrativo è arrivato con la delibera di giunta n, 286, che integra e aggiorna la precedente delibera numero 240 dell’8 luglio. L’atto porta il progetto dal Documento di Indirizzo Progettuale al livello di Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica, adeguando la documentazione alle prescrizioni indicate dalla Prefettura di Napoli. Il costo complessivo dell’operazione è stato quantificato in 249.525,68 euro, Iva compresa, mentre il Comune ha formalizzato un cofinanziamento pari al 10 per cento, cioè 24.952,57 euro. La restante parte, 224.573,11 euro, rappresenta il finanziamento statale richiesto. La Giunta ha inoltre stabilito che l’intervento dovrà essere inserito nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche alla prima variazione utile successiva all’eventuale concessione delle risorse.

Il cuore dell’operazione è però racchiuso nelle pagine tecniche del progetto. “Forio Sicura” viene definito come una “infrastruttura ibrida asservita a sistema di videosorveglianza urbana”, basata sulla combinazione tra fibra ottica e collegamenti LTE/5G. Responsabile unico del procedimento è la dottoressa Gabriella Galasso, responsabile del III Settore del Comune. La premessa dalla quale muovono i progettisti è molto chiara: nelle aree interessate dall’intervento non esistono attualmente infrastrutture di rete dedicate alla sicurezza pubblica né sistemi di videosorveglianza del tipo che si intende realizzare. Da qui la scelta di costruire una rete ex novo che possa essere utilizzata non soltanto nell’immediato, ma anche ampliata in futuro con ulteriori applicazioni. Le finalità vengono indicate in maniera altrettanto esplicita. Il primo obiettivo è la “prevenzione e contrasto dei reati con funzione deterrente e probatoria”. A questo si aggiungono la tutela delle infrastrutture considerate critiche, con un riferimento preciso al porto, al lungomare e alle aree caratterizzate da una forte affluenza turistica, e la possibilità di garantire una risposta più rapida nelle situazioni di emergenza, comprese calamità naturali ed eventi di natura idrogeologica. Il sistema dovrà inoltre consentire il “monitoraggio passivo e continuo del territorio H24/365 giorni” e fornire un supporto alla Polizia Municipale nelle attività quotidiane di controllo. La stessa infrastruttura è stata pensata in maniera flessibile, così da poter accogliere in futuro integrazioni IoT e sensoristiche.

Il “Grande Fratello” foriano avrà complessivamente 38 occhi elettronici distribuiti in quindici punti di installazione. Il territorio è stato diviso in due grandi aree operative, definite tecnicamente Lobo A e Lobo B, che utilizzeranno tecnologie differenti proprio per adattarsi alle caratteristiche urbanistiche e paesaggistiche delle zone interessate. Il Lobo A comprende l’area litoranea, e quindi soprattutto porto e lungomare. Qui saranno realizzati undici punti di installazione per complessive 26 telecamere. Il collegamento sarà affidato alla fibra ottica monomodale, posata attraverso microtrincea lungo via Cristoforo Colombo e Piazzale Marinai d’Italia. La rete seguirà dunque l’intero asse costiero centrale di Forio, andando a coprire alcuni dei luoghi maggiormente frequentati durante tutto l’anno e, in maniera ancora più intensa, nei mesi della stagione turistica. La mappa allegata al progetto rende evidente l’estensione della copertura. Le telecamere saranno distribuite nell’area del parcheggio ANMI a Piazzale Marinai d’Italia, nella zona di ingresso al porto e lungo i diversi tratti di via Cristoforo Colombo. Gli occhi elettronici controlleranno il tratto portuale, l’accesso est al parcheggio ANMI, il lungomare occidentale e centrale, il parcheggio della Darsena, il lungomare est, l’incrocio con la Provinciale Panza, la zona della Chiaia e infine l’area verso il molo nord. In alcuni punti saranno concentrate due o tre telecamere, così da garantire una copertura più ampia delle aree individuate.

Diversa la soluzione scelta per il Lobo B, quello che interessa il centro storico. In questo caso il progetto prevede quattro punti di installazione e dodici telecamere, ma senza ricorrere alla fibra ottica. La motivazione viene espressamente indicata negli elaborati: i vincoli paesaggistici presenti nel cuore antico di Forio rendono impraticabile la realizzazione degli scavi in microtrincea. Per questo le immagini saranno trasmesse attraverso una rete wireless LTE/5G, utilizzando armadi outdoor e router dedicati. Nel centro storico le postazioni saranno collocate tra via Gaetano Morgera, via Giovanni Castellaccio e via Casalombardi. Due distinti punti interesseranno via Morgera, rispettivamente nell’angolo nord-ovest e sul lato ovest del centro storico; un’altra postazione sarà sistemata nella zona centrale lungo via Giovanni Castellaccio, mentre quattro telecamere saranno concentrate a Casalombardi, nella parte sud-est dell’area. In questo modo il sistema dovrebbe costruire una sorta di cintura elettronica attorno ad alcuni dei principali accessi e percorsi del nucleo storico. Le due reti confluiranno nello stesso punto: il Centro di Comando e Controllo previsto nel Palazzo Municipale di via Giacomo Genovino. Sarà qui che arriveranno le immagini prodotte dalle 38 telecamere e sarà qui che troveranno posto gli apparati destinati alla registrazione e alla gestione dell’intera infrastruttura. Il progetto prevede infatti un sistema di registrazione attivo 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno per tutte le telecamere, con una capacità minima di conservazione delle immagini indicata in sette giorni e un software dedicato alla videoanalisi. Sono previsti anche apparati per garantire continuità elettrica in caso di interruzione della rete.

La rete del lungomare richiederà anche un intervento fisico significativo. Gli elaborati quantificano in circa 757 metri lo sviluppo complessivo degli scavi per la posa della fibra ottica tra i diversi tratti di via Cristoforo Colombo e Piazzale Marinai d’Italia. Nel centro storico, invece, proprio per evitare interventi incompatibili con i vincoli esistenti, non è prevista alcuna posa di fibra e il trasferimento dei dati avverrà esclusivamente attraverso la tecnologia LTE/5G. Sul piano economico, la parte propriamente destinata ai lavori ammonta a 179.051,15 euro, dei quali 7.240 euro rappresentano costi della sicurezza non soggetti a ribasso. A questa cifra si aggiungono gli incentivi per le funzioni tecniche del Rup e dei collaboratori e le somme a disposizione dell’amministrazione, comprese progettazione, oneri e Iva, fino a raggiungere il valore complessivo di 249.525,68 euro.
Anche i tempi sono già delineati, sia pure subordinati all’ottenimento delle risorse. Il cronoprogramma allegato al progetto contempla le diverse fasi, dall’avvio dei lavori e dall’allestimento del cantiere agli scavi e alla posa dei sostegni, passando per l’installazione della fibra ottica, delle telecamere e dei quadri di comando, fino alla messa in funzione del sistema e ai collaudi conclusivi. La durata complessiva stimata viene indicata tra 18 e 24 mesi dalla concessione del finanziamento.

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