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Forio ricorda la sciagura marina del 26 dicembre 1917

 fotoservizio Pietro Coppa

FORIO – Nel tardo pomeriggio di sabato, a poco più di cento anni dal tragico episodio, l’associazione culturale “Radici” e il Comune di Forio hanno ricordato, presso il molo borbonico di Forio e presso la sala mostre del Museo civico del Torrione, la sciagura marina avvenuta il 26 dicembre 1917. La commemorazione ha avuto inizio presso la banchina del rinnovato molo borbonico di Forio verso le 18,30.

Dopo la preghiera di don Cristian Solmonese, a prendere la parola è stato il vicesindaco di Forio Gianni Matarese, che ha dichiarato ai presenti: «Voglio ringraziare, a nome dell’amministrazione comunale di Forio, tutti gli intervenuti, le autorità civili, militari e religiose. Ringrazio in particolare l’associazione “Radici” per l’occasione che ha dato di ricordare questo evento del 1917. Un evento che se non fosse stato riportato, sarebbe passato nell’oblio. Questa è un’iniziativa veramente encomiabile, anche perché è riuscita a portare a conoscenza delle nuove generazioni questo evento tragico, che ha tuttavia esaltato quelle che sono state le virtù di persone coraggiose che in quell’occasione si sono dimostrate altruiste. Ritengo che queste occasioni, per una cittadina di tradizione marinara come la nostra, siano fondamentali per ricordare non solo questo evento che ha avuto per protagonisti persone come Luigi D’Ambra, ma anche tanti foriani che hanno lavorato come pescatori e marinai e che hanno dato tutta la propria vita per il mare».

Poco prima che il vicesindaco Matarese prendesse la parola, l’avvocato e il presidente dell’associazione “Radici” hanno gettato in mare una corona di fiori. Dopodiché, un musicista ha suonato le note del “silenzio”. Alle 19, nella basilica di Santa Maria di Loreto, si è poi svolta la Santa Messa in suffragio delle anime dei defunti. Infine, la commemorazione è proseguita presso la sala mostre del Museo civico del Torrione: la serata è stata impreziosita dalla consegna di alcune targhe ai familiari degli eroi che si prodigarono nel salvataggio.

IL RACCONTO DEI FATTI AVVENUTI. “La sera del 25 dicembre 1917 – scrive il presidente dell’associazione culturale “Radici” Giuseppe Magaldi nel suo resoconto – la Tartana Madonna del Rosario dell’armatore e caratista Mattera Andrea (nonno del compianto capitano Vito Mattera) era ormeggiata in prossimità degli scogli della Camerata antistanti il porto di Forio. Il mare sotto vento di libeccio si ingrossava, e mentre la famiglia Mattera si apprestava a festeggiare il Santo Natale i marosi percuotevano senza sosta quel legno. Il Mattera Andrea con suo figlio Francesco (padre del compianto capitano Vito Mattera), quattro marinai e un nipote di Andrea, detto il francesino, andarono a bordo per cercare di mettere in sicurezza la nave. Purtroppo rotte le catene delle ancore la nave prima si arenò e poi si capovolse nei pressi dello scoglio dell’Impiccato, in località Monticchio. A quel punto la mobilitazione dei foriani fu esemplare, per cercare di salvare vite umane e nave. Intervennero varie famiglie di Forio (ho ricercato e trovato documenti comprovanti il soccorso) che si prodigarono fino a giorno 29 dicembre. Si salvarono cinque uomini su sette e a causa dell’intervento perse la vita un foriano ammalatosi di polmonite”.

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