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Forio, solita bagarre in consiglio: è già campagna elettorale

FORIO – Diciamocelo con molta onestà: non è stata una seduta di consiglio comunale molto “spumeggiante”. Per vivere un clima veramente infuocato bisogna infatti andare indietro nel tempo, quando gli attori del civico consesso foriano avevano più brio. Tuttavia, considerando che ci troviamo alla fine della consiliatura e che tra qualche mese si vota, possiamo ritenerci soddisfatti delle performance dei consiglieri comunali, sia di maggioranza sia di opposizione. La seduta di civico consesso (la cui convocazione è stata chiesta qualche giorno fa da ben otto membri della minoranza) è iniziata con una mezz’oretta di ritardo. E questa, se volete, è già una notizia: gli “appassionati” che seguono le puntate del consiglio comunale foriano sanno bene che all’ombra del Torrione i lavori consiliari iniziano sempre con almeno un’ora di ritardo.

CONSIGLIO RICCO DI “VIP”: PRESENTE ANCHE GAETANO COLELLA. Smentendo i pronostici di comuni cittadini e giornalisti (che alla vigilia davano per scontato che il consiglio sarebbe iniziato, nella più rosea delle ipotesi, non prima delle 18), il presidente della civica assise Michele Regine ha dato inizio alle ostilità alle 17,30. A stupire la folta platea accorsa per assistere al consiglio, tuttavia, non è stata tanto la precisione “svizzera” dimostrata dall’avvocato Regine, quanto la circostanza – alquanto singolare – che alla seduta c’erano tutti. E con il termine “tutti” intendiamo proprio tutti. All’interno della sala consiliare del vecchio municipio (e nelle sue vicinanze) erano presenti non solo tutti i consiglieri che compongono il consesso (qualcuno è arrivato in ritardo, ma poco importa in questo caso), ma anche gli assessori della giunta municipale (Vito Manzi, Gianna Galasso, Gianni Matarese e, per alcuni istanti, Donatella Migliaccio), i dirigenti degli uffici comunali (Luca De Girolamo, Enzo Rando, Giampiero Lamonica, Aniello Amalfitano e Nicola Regine), il referente di “Aria Nuova” Nicola Manna, il leader di “Noi siamo Nessuno” Gigi Lista e il caustico editorialista e candidato Augusto Coppola. Ultimi, ma non certo per importanza, l’ex sindaco Gaetano Colella (che da anni non si presentava al vecchio municipio per le sedute di consiglio comunale), il suo braccio destro Nando ‘o Barone Castaldi e, dulcis in fundo, il primo cittadino di Lacco Ameno Giacomo Pascale.

LA SEDUTA PARTE IN QUINTA: SAVIO E IACONO PUNGONO, NICOLELLA È UN FIUME IN PIENA. Dopo la doverosa presentazione del “contorno”, passiamo ora alla cronaca vera e propria del consiglio. A prendere la parola subito dopo l’avvio dei lavori da parte del presidente Michele Regine è stato il consigliere Domenico Savio. Il capogruppo del Pciml (lo farà altre volte nel corso della seduta) ha protestato a gran voce all’indirizzo del professionista: «Avete deliberatamente modificato l’ordine del giorno, e questo per generare confusione. Sia ben chiaro che dopo la relazione del sindaco si apre la discussione sul primo punto all’ordine del giorno. E chiedo la parola fin da ora, presidente». A punzecchiare Del Deo è stato poi Vito Iacono, che nel proprio discorso ha evidenziato, tra le altre cose, come sia «cambiata la geografia della maggioranza», ribadendo inoltre il proprio disappunto circa le minacce che il sindaco avrebbe rivolto a qualche consigliere («Vi faccio arrestare tutti» avrebbe tuonato l’ex democristiano). Iacono, alla fine del proprio intervento, ha poi pubblicato sul proprio profilo Facebook due post che non hanno bisogno della spiegazione del cronista in quanto molto chiari: «Oltre le minacce, le clientele e le chiacchiere, le cose da fare e non fatte: depuratore, area gestione rifiuti, messa in sicurezza Cava dell’isola, piano urbanistico comunale, riapertura Colombaia, metanizzazione, piano di prevenzione del dissesto idrogeologico e incendi boschivi, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio ambientale, adeguamento delle strutture scolastiche, realizzazione piano parcheggi, sistemazione della rete stradale. Oltre le minacce e le clientele, anche gli imbrogli: Pegaso, Torre Saracena, fondazione “La Colombaia” di Luchino Visconti, contratto di affitto del “Green Flash”, gestione rifiuti, lavori condotta “San Giuseppe”…».

La scena a questo punto è stata letteralmente rubata da Nicola Nicolella. Il leader di “Gente Comune” (che nell’ultima tornata elettorale fece incetta di voti), ha così esordito: «Ben vengano i “golpe” et similia, non fosse altro perché richiamano l’attenzione dell’opinione pubblica e dei mass media. Le problematiche, l’ho sempre detto, si discutono in consiglio comunale. Sono sempre stato un moderato, sia in maggioranza sia in opposizione. Non appartengo a quella cultura politica che fa accordi sottobanco per mandare a casa il sindaco, dal momento che credo sia deleterio l’arrivo di un commissario prefettizio. Tutte le amministrazioni fanno favori in campagna elettorale per ottenere consensi, inutile girarci attorno. Intanto il paese langue, l’economia è stagnante. Sindaco, l’amministrazione deve pensare al benessere del paese. Basta chiacchiere, bisogna creare posti di lavoro. Lo ripeto: non sono d’accordo con i golpe, ma neanche con i fuggi-fuggi della maggioranza. Oggi siamo tutti qui soltanto perché le ultime vicende hanno fatto scalpore. Cittadini, vi prego, alle prossime elezioni fate valere il vostro voto».

IL BILANCIO DI DAVIDE CASTAGLIUOLO: «ABBIAMO OPERATO BENE, LE PAROLE LE LASCIAMO AGLI ALTRI». Più pacato e decisamente meno enfatico è stato il discorso del consigliere Davide Castagliuolo. «A pochi mesi dalle elezioni, era necessario che in consiglio comunale ci fosse un confronto del genere». Poco prima che Castagliuolo relazionasse sulla situazione economica del Comune di Forio, c’è stato un piccolo battibecco con Vito Iacono. Castagliuolo, in maniera serafica ma perentoria, ha ribattuto al capogruppo de “Il Volo”: «Sei un provocatore: perché non ammetti di avere dei limiti e che l’operazione di cui ti sei fatto promotore è fallita? Suvvia, non fare la vittima!». Davide Castagliuolo ha dunque ripreso il filo del proprio discorso: «In qualità di consigliere comunale delegato al bilancio, posso dire che la situazione economica del Comune di Forio è buona: la nostra amministrazione ha pagato quasi 12 milioni di euro per sanare i debiti. Chi verrà dopo di noi non troverà una situazione rosea, ma sicuramente non disastrosa». Il consigliere ha poi precisato che «il Comune di Forio non è fascista, abbiamo fatto ben sedici consigli nel 2017». Castagliuolo, seppur contestato da Stani Verde, ha elencato alcune opere realizzate da questa amministrazione: «Il nostro sistema fognario è buono, presto inizieremo anche i lavori sul lungomare di Citara. Tra le opere che può vantare questa amministrazione figurano il restyling del molo borbonico, del piazzale Citara, del Soccorso, del mercato comunale e la messa in sicurezza di alcune arterie viarie. Lasceremo questo Comune con meno debiti e più opere pubbliche» ha annunciato il consigliere. «La politica parolaia non ci interessa – ha chiosato Castagliuolo – il nostro compito è quello di amministrare. Siamo orgogliosi di aver risollevato il paese, che negli ultimi quindici anni era stato abbandonato».

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FRANCESCO DEL DEO: «AVETE FATTO UNA FIGURA BARBINA, VI FA PAURA IL CONFRONTO». In seguito al dettagliato intervento del consigliere Castagliuolo, a prendere la parola è stato il sindaco Francesco Del Deo, che ha ribattuto punto per punto alle accuse mossegli dalla minoranza. «Se non li conoscessi – ha dichiarato il primo cittadino – direi che i consiglieri di opposizione sono ammattiti. E invece li conosco bene, e dico che con questo “golpe” hanno fatto una figuraccia. La minoranza, è sotto gli occhi di tutti, ha dimostrato di avere paura di confrontarsi elettoralmente. Non capisco su che cosa dobbiamo rispondere, la situazione è chiara: stiamo bene, abbiamo fatto delle cose, ne faremo delle altre. Purtroppo abbiamo ereditato una situazione difficile dalle precedenti amministrazioni. Vito Iacono sostiene che sia cambiata la geografia di questa maggioranza: è vero, ma le ragioni di questo mutamento vanno chieste a chi se n’è andato, non a noi. State cercando di avvelenare il clima elettorale, ormai è più che evidente. Nel 2013 dissi che Forio, dopo anni di malgoverno, aveva bisogno di una grande maggioranza. La minoranza, in questi anni, si è dimostrata invece ostile, e questo atteggiamento ha condotto al caos. Io ho quarant’anni di esperienza politica sulle spalle: non mi nascondo dietro gli altri, ho fatto il sindaco durante gli anni di Tangentopoli, e mi sono sempre assunto le mie responsabilità, non ho mai messo in difficoltà nessuno. Qualcuno è stato minacciato? In quell’incontro (si riferisce a quello in cui si tentò il “golpe”, ndr) si disse che Francesco Del Deo coprirebbe un alto ufficiale che avrebbe commesso una serie di reati. Grazie all’opposizione si è ufficialmente aperta la stagione dei veleni e delle accuse gratuite. Noi – ha chiosato Del Deo – non abbiamo mai proposto lavoro in cambio di voti».

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STANI VERDE AL VETRIOLO: «AVETE MENTITO AI CITTADINI, ANDATE VIA!». Ad infiammare il dibattito è stato il consigliere Stani Verde, autore di un durissimo intervento, che in alcuni punti ha sfiorato l’invettiva. «La tua amministrazione – ha affermato Verde – ha avvelenato il paese per ben cinque anni. I veleni sono partiti da te, sindaco, che hai denunciato Gigi Lista per uno striscione che avrebbe affisso al Soccorso. Non è vero che avete abbassato le tasse, avete detto alla gente delle sciocchezze. Avete fatto credere cose false ai cittadini perché non le avete diminuite, semmai aumentate: e qualche volta, dal momento che avete violato la legge, avete dovuto addirittura rimborsare alcuni cittadini». Verde ha poi parlato dei lavori pubblici: «La puzza alla Lucciola soltanto voi non la sentite. Sindaco, sei la massima autorità sanitaria del paese, eppure hai detto che quando si allaga, in via Cava delle Pezze emerge materiale fecale: la tua è un’affermazione gravissima!». Dinanzi a questa accusa, Del Deo ha apertamente contestato Stani Verde («Stai dicendo delle castronerie, e dal momento che ti manca lo spirito foriano stai facendo del male al paese»). Stani Verde ha quindi replicato: «Cari foriani, il sindaco ha detto che dovete tacere e camminare nella cacca!».

Dopo un breve siparietto tra Gigi Lista e Del Deo, Stani Verde – con evidente intento sarcastico – ha dichiarato: «Apprendiamo dal sindaco che dal tombino davanti al bar “La Cambusa” esce acqua minerale, e anche da via Cava delle Pezze. Se hai il coraggio di dire cosa pensi, per Del Deo sei un delinquente che fa il male del paese. Il sindaco ci invita a star zitti, a non fiatare. Vi siete vantati di aver realizzato delle opere che sono state progettate e finanziate durante altre sindacature. Avete speso 110mila euro per il mercato comunale: vi pare che quello sia un lavoro fatto a regola d’arte? Il tratto di via Borbonica di competenza comunale – appena trenta metri – è un colabrodo, ma avete speso la bellezza di 30mila euro! Ve ne dovete andare: non fate lavorare in pace i tecnici comunali! Se i lavori sono stati fatti male, deve pagare il dirigente, e in ogni caso il sindaco deve vigilare in quanto delegato. Vi vantate di via Cimmentorosso, dove ci sono delle griglie pericolose, spezzate, non carrabili. Il sindaco se n’è fregato, e nel frattempo una persona si è fatta male. Sindaco, perché metti i cittadini in pericolo? Cinque milioni di euro (in luogo degli iniziali due) per lavori fatti male, anzi malissimo. Il dissesto è provocato dalla condotta, non dall’impianto dell’Evi. Sindaco, sei fiero di quanto fatto al Cuotto?». Dopo gli interventi degli altri consiglieri, a poco a poco la sala delle adunanze del vecchio municipio si è svuotata: nel momento in cui andiamo in stampa la seduta è ancora in corso, ma il numero dei consiglieri “superstiti” è insufficiente per deliberare.

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