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Forio, un consiglio comunale di “poveracci”

FORIO – Non ce ne voglia nessuno, ma a guardarlo così e soprattutto a leggere i redditi e soprattutto il volume d’affari dei politici foriani, c’è davvero da rimanere sbigottiti. Al punto tale che crediamo si possa parlare tranquillamente di un consiglio comunale ricco di poveracci, che gente che guadagna quattro spiccioli e che davvero non si capisce come faccia a portare avanti la baracca. Ed attenzione, perché laddove siamo in presenza di redditi leggermente più alti non si può dimenticare che all’interno degli stessi sono previste anche le indennità abitualmente concesse a sindaco ed assessori, che certamente non sono bruscolini. Insomma, il quadro relativo ai guadagni di coloro che occupano il palazzo municipale all’ombra del Torrione è decisamente desolante e davvero lascia interdetti nella quasi totalità dei casi, e diciamo che lor signori li abbiamo pure trattati. Come è noto, le dichiarazioni dei redditi dei politici devono essere rese pubbliche ai sensi della legge sulla trasparenza ma in quel di Forio, dove la furbizia certamente non è un optional, hanno fatto davvero di tutto per tenerle bene occultate. E’ vero, come prescrive la normativa vigente sono contenute sull’albo pretorio, ma per andarle a scovare vi occorre uno James Bond di turno, un investigatore alla Sherlock Holmes o addirittura una sensitiva, tanto i documenti sono ben nascosti.

Ad ogni modo, visto che crediamo che quattro risate volete farvele tutti e che potreste non credere a quello che scriviamo (perché inizialmente noi per primi non volevamo credere ai nostri occhi), beh allora vi spieghiamo anche come fare a guardare i documenti ufficiali. In primis bisogna accedere sulla home page del portale ufficiale del Comune di Forio (www.comune.forio.na.it, per la precisione): una volta entrati, poi, vi tocca fare una serie di peripezie e percorrere un sentiero decisamente “tortuoso”. Bisogna infatti cliccare sulla sezione denominata “amministrazione trasparente”, poi su “organizzazione” ed infine su “organi di indirizzo politico amministrativo”. A quel punto apparirà la scritta “allegati e collegamenti riferiti all’anno 2014” e a quel punto buon divertimento. Diciamo che il nostro giornale non è un quotidiano economico e dunque vi risparmiamo tutta una serie di dettagli, ma quello che possiamo dirvi è che certamente resterete a bocca aperta nel leggere il curriculum di alcuni amministratori foriani, la loro attività professionale e poi vedrete alla fine della campagna quanto portano a casa in un anno solare.

E ci sono delle situazioni obiettivamente imbarazzanti. Senza entrare nei dettagli e voler mettere il dito nella piaga sull’uno piuttosto che sull’altro ci limitiamo a far notare le situazioni che a nostro avviso appaiono più anomale. Il presidente del consiglio comunale Michele Regine, ad esempio, tra entrate ed uscite alla fine colleziona un reddito che supera di poco i quattromila euro l’anno, roba sulla carta impensabile per un avvocato sì giovane ma comunque abbastanza conosciuto e per giunta di seconda generazione. Il volume d’affari del presidente, infatti, è di 4.156 euro lordi. Che però, va rilevato, secondo gli studi di settore sarebbe da ritenersi congruo, anche se crediamo che questa sia soltanto una magra consolazione. Ma che gli amministratori di Forio non se la passino bene è confermato anche da altri numeri. Pensate, ad esempio, che Mena Amalfitano alla fine della campagna riesce a tirare su un reddito di 1.750 euro l’anno, di fronte a lei addirittura è da ritenersi un nababbo il consigliere di Gente Comune, l’avvocato penalista Nicola Nicolella, che dichiara un volume d’affari pari a 10.397 euro. La nuova consigliera in quota rosa, Donatella Migliaccio, si ferma ad un reddito dichiarato di appena 1.000 euro e qui sarebbe lecito pensare che davvero non si possa fare di peggio. Ma non è così, perché come recita l’antico adagio al peggio non c’è mai fine e c’è anche chi sta peggio. E’ il caso di Maria Orlacchio, che ha un reddito negativo pari a -2.934 euro, complice la partecipazione in una società. L’avvocato Tina Iacono percepisce 9.250 euro, più del doppio di Michele Regine, mentre Gianna Galasso si ferma ad appena 2.500. Davanti a questi numeri è un vero e proprio nababbo il consigliere Lello Buono, che dichiara la bellezza di 40.500 euro di imponibile, roba da guinness dei primati visto il contesto nel quale ci troviamo. C’è poi il geometra Colella che dichiara 11.700 euro. Il sindaco Francesco Del Deo arriva a 50.000 euro, l’avvocato Gianni Matarese, vicesindaco, attorno ai 30.000 ma in questo caso non bisogna dimenticare che nel calderone vanno considerate anche le indennità percepite per le cariche ricoperte. E poi c’è tanto altro da scoprire e soprattutto da leggere. Fatelo anche adesso, lasciando la carta e passando sul web. Vi abbiamo anche detto come fare, buon divertimento…

 

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