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Forio, vandali nella notte danneggiano auto a Monterone

Specchietti divelti, carrozzeria scheggiate e targhe danneggiate: nella notte un gruppo di persone ha fatto strage di autovetture. Amara sorpresa per i proprietari ieri mattina

Una strage di specchietti, di targhe divelte, di graffi e sfregi, con il puro intento di creare danno alle autovetture in sosta. Non uno sgarro isolato, per qualche tipo di ripicca rivolta a qualcuno in particolare, ma un atto di vandalismo in piena regola. Ieri mattina gli automobilisti che solitamente parcheggiano la propria vettura sulla discesa che da via Provinciale Panza porta verso la piazzetta di Monterone hanno trovato davanti ai propri occhi l’amara sorpresa. A pochi passi dalla chiesa di San Michele Arcangelo, a notte fonda, c’è stata una vera e propria strage ai danni delle autovettura in sosta. Un’orda di incivili, nel cuore della notte, scendendo verso la strada situata nel cuore pulsante di Forio, ha agito velocemente e con precisione chirurgica.

Qualche rumore dai residenti che dormivano profondamente è stato sentito, ma niente di diverso rispetto ai frequenti schiamazzi notturni tramite cui piccole bande di adolescenti spezzano il riposo estivo dei residenti di Forio. Un po’ di agitazione è stata registrata alle 4 del mattino, ma non così continuativa da giustificare la scesa in strada. Le telecamere dei negozi che sono situate in zona pare non siano riuscite a individuare gli autori dei dispetti che adesso costeranno ai proprietari delle auto la scocciatura di rivolgersi a un carrozziere e la necessità di depauperare il proprio conto in banca di non pochi soldi.

Ad alcune automobili è stata svitata la targa anteriore, solo in parte, per lasciarla penzoloni e per assaporare, forse, il piacere di immaginare la sorpresa del proprietario a dover fronteggiare un dispetto che avrà fatto arrivare a mille il nervosismo del proprietario, senza contare la rabbia di chi ha notato penzolare gli specchietti che a una prima analisi sembrano essere stati staccati a mani nude, senza l’utilizzo di corpi contundenti.

Tutto fa pensare al gioco di un gruppo di ragazzi annoiati che dopo aver trascorso la notte nel cuore di Forio e recandosi nel popolare rione di Monterone ha reputato divertente sfasciare le automobili altrui. Un episodio che va a sommarsi agli altri atti di vandalismo che hanno dipinto di tinte oscure questa estate cadenzata da atti di violenza, maleducazione e vandalismo diffuso. Non si tratta infatti del primo atto di distruzione registrato: basti ricordare le baby gang che hanno seminato scompiglio a Lacco Ameno, mettendo in disordine tavolini e altri oggetti dei locali situati lungo Corso Angelo Rizzoli, non bisogna nemmeno dimenticare le pericolose serate andate in scena nel cuore della movida ischitana, con accoltellamenti, risse, spintoni, bicchierate sulla testa e tutto il repertorio di violenza con cui alcuni giovanissimi frequentatori del by night isolano hanno infangato il buon nome della stragrande maggioranza di locali notturni che consentono ai frequentatori della movida isolana di passare attimi di spensieratezza, tra buona musica, buona compagnia e atmosfere estive. Quei momenti di tranquillità e piacere di stare assieme che si legano indissolubilmente all’offerta turistica estiva isolana che anno dopo anno tenta con impegno e forza di reinventarsi e di offrire un ventaglio di offerte di svago in linea con le nuove esigenze.

Un turismo che vuole aprirsi ai giovani che però deve lottare con questi casi isolati di violenza che però si radicano profondamente nella mente di chi ormai non può fare a meno di collegare il mese di agosto ischitano a un tipo di turismo difficile, pieno zeppo di ospiti sgraditi, maleducati che allontanano il turismo di qualità, quello tanto evocato e ricercato e che invece rimane ai margini del cuore dell’estate, relegato ai mesi meno caotici, sicuramente più affascinanti del preludio d’autunno che solo il mese di settembre sa infondere.

Intanto a chiudere agosto, ci pensa l’ennesimo atto di vandalismo che copre il territorio isolano di quel velo di insofferenza ormai dilagante tra chi sente saturo il peso della presenza sgradita di chi guarda all’isola come un luogo dove lasciarsi andare ai più bestiali istinti.

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