Droni subacquei, a Ischia la formazione per le AMP
Si è concluso un percorso dedicato agli operatori di otto Aree Marine Protette italiane nell’ambito del progetto DigitAP. L’iniziativa ha fornito competenze tecniche per l’uso dei ROV, strumenti innovativi fondamentali per il monitoraggio e la salvaguardia degli ecosistemi marini.

DI GUIDO INVERNIZZI
Si è chiuso a Ischia un significativo programma di formazione rivolto al personale di otto Aree Marine Protette italiane, inserito nel quadro del progetto nazionale DigitAP. L’obiettivo principale del corso era trasferire le competenze necessarie all’utilizzo dei ROV (Remotely Operated Vehicle), veicoli subacquei telecomandati che rappresentano una delle innovazioni più avanzate per il controllo e la tutela dell’ambiente marino. Per sette giorni l’isola ha accolto tecnici provenienti dalle Aree Marine Protette di Punta Campanella, Isola di Ventotene e Santo Stefano, Santa Maria di Castellabate, Costa degli Infreschi e della Masseta, Baia, Gaiola, Secche di Tor Paterno e Regno di Nettuno. Le attività didattiche, coordinate da operatori qualificati, hanno coperto ogni fase operativa: dall’assemblaggio dei dispositivi alla loro manutenzione, fino alle tecniche di pilotaggio in immersione per realizzare rilievi ambientali accurati.
Oltre agli approfondimenti teorici, il programma ha previsto esercitazioni pratiche in mare, durante le quali i partecipanti hanno potuto sperimentare direttamente le procedure apprese. Un focus particolare è stato dedicato alla fotogrammetria subacquea, metodologia che consente di generare modelli tridimensionali dettagliati dei fondali marini attraverso l’elaborazione di immagini, offrendo strumenti avanzati per valutare lo stato degli habitat. L’iniziativa rientra in un più ampio piano nazionale finalizzato a rafforzare l’efficienza operativa delle AMP. Un corso analogo si era già svolto lo scorso dicembre a Capo Milazzo, coinvolgendo le aree protette della Sicilia. Nei prossimi mesi, ulteriori sessioni formative interesseranno altri siti strategici per la biodiversità italiana, tra cui Le Cinque Terre, Capo Testa e Torre Guaceto. L’introduzione dei droni subacquei rappresenta un avanzamento decisivo nella protezione del patrimonio marino nazionale. Questi strumenti consentono di esplorare profondità e zone difficilmente raggiungibili, raccogliendo dati ad alta definizione senza interferire con l’ambiente. Sarà così possibile monitorare con maggiore precisione le praterie di posidonia, individuare specie aliene, analizzare gli effetti delle attività antropiche e contrastare pratiche illegali come la pesca di frodo. Con DigitAP, dunque, l’investimento non riguarda soltanto le tecnologie, ma soprattutto la formazione delle professionalità chiamate a custodire i nostri mari.





