Frana di Casamicciola, sono 14 i primi indagati
E’ il numero esatto dei soggetti che risultano coinvolti nell’inchiesta relativa alla tragedia che il 26 novembre 2022 costò la vita a 12 persone. L’elenco dunque potrebbe anche comprendere soggetti diversi dai soli ex sindaci, assessori alla protezione civile e responsabili dell’ufficio tecnico

Dopo le notizie riportate in anteprima ed in esclusiva dal nostro giornale, emergono nuovi importanti dettagli sull’inchiesta relativa all’alluvione. Dalle prime indiscrezioni che arrivano da ambienti bene informati, emerge che sarebbero 14 i nomi dei soggetti iscritti nel registro degli indagati: è questo il dato che segna una svolta nell’inchiesta sulla frana di Casamicciola del 26 novembre 2022, il disastro che causò dodici vittime e che oggi, a distanza di quattro anni, entra in una nuova fase investigativa. Un passaggio che nasce da un cambio di passo deciso dalla Procura dopo il confronto con la sezione gip del Tribunale di Napoli. Quel numero, 14, lascia intendere come ci si potrebbe trovare dinanzi a un elenco che non riguarda esclusivamente coloro che si sono alternati alla carica di sindaco e/o assessori alla Protezione Civile e responsabili dell’ufficio tecnico del Comune di Casamicciola, ma che la magistratura inquirente possa aver individuato anche in ambiti diversi dal municipio termale profili di possibile responsabilità. L’indagine, inizialmente aperta contro ignoti, è stata infatti ricondotta (come ampiamente illustrato nell’edizione di martedì de Il Golfo) al modello 21, quello che prevede la presenza di indagati. Una scelta che recepisce le indicazioni del giudice Nicola Marrone, il quale aveva respinto la richiesta di archiviazione avanzata dai pubblici ministeri, disponendo l’iscrizione di amministratori e funzionari che, a partire dal 2012, hanno avuto responsabilità nella gestione del Comune di Casamicciola, in particolare sui temi del dissesto idrogeologico e della protezione civile.
Dalle valutazioni finora emerse, risulta estranea alle accuse la commissaria prefettizia Simonetta Calcaterra, alla quale non vengono attribuite responsabilità, avendo avviato – subito dopo il suo insediamento – l’iter per l’adozione del piano di emergenza rimasto inattivo negli anni precedenti
Nel mirino degli inquirenti finiscono come detto sindaci, assessori e tecnici succedutisi negli anni e forse non solo loro. La Procura – con i pm Mario Canale e Stella Castaldo, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Antonio Ricci – ha chiesto al segretario generale dell’ente di trasmettere l’elenco delle nomine effettuate dal 2012 in poi. Da qui l’iscrizione dei primi 14 indagati, chiamati a rispondere, a vario titolo, di ipotesi di reato che vanno dall’omicidio colposo plurimo al disastro. Al centro dell’inchiesta c’è un retroscena che gli investigatori stanno ricostruendo nel dettaglio: piani di protezione civile mai diventati operativi, strategie contro l’abusivismo rimaste sulla carta, risorse finanziarie disponibili ma non tradotte in interventi concreti. Secondo quanto emerge dagli atti, il piano di emergenza comunale non sarebbe mai decollato, nonostante l’obbligo normativo e la presenza dei fondi necessari per trasformarlo in progetti e cantieri. Un altro capitolo riguarda le segnalazioni e gli allarmi che, nei mesi e nei giorni precedenti la tragedia, sarebbero arrivati agli uffici competenti senza produrre conseguenze operative. Mail, comunicazioni e richieste di attenzione che, secondo l’impostazione accusatoria, non si sarebbero tradotte in misure di prevenzione o di tutela della popolazione.
Gli indagati sono chiamati a rispondere, a vario titolo, di ipotesi di reato che vanno dall’omicidio colposo plurimo al disastro
L’ordinanza del gip pone l’accento anche sull’assenza di un sistema di allerta nei giorni caratterizzati da piogge intense, che portarono al cedimento del costone e alla colata di fango che travolse abitazioni e persone. In questo contesto viene richiamata anche la mancata manutenzione delle briglie e delle opere di regimentazione delle acque lungo il vallone interessato dalla frana. L’inchiesta non ha però carattere indiscriminato e questo è opportuno significarlo. Lo si evince da un aspetto su tutti: dalle valutazioni finora emerse, risulta esclusa l’iscrizione nel registro degli indagati della commissaria prefettizia Simonetta Calcaterra, alla quale non vengono attribuite responsabilità, avendo avviato – subito dopo il suo insediamento – l’iter per l’adozione del piano di emergenza rimasto inattivo negli anni precedenti. Il quadro resta aperto: il numero degli indagati potrebbe variare con il proseguire degli accertamenti, così come potrebbero emergere nuovi elementi utili a definire le singole posizioni. Dopo anni di attesa, l’indagine sulla frana di Casamicciola entra ora nel vivo delle verifiche.




