CRONACA

Frana, Coppola: «Serve un’operazione verità»

A Il Golfo parla il docente emerito di Legislazione dei Beni Culturali che già nel 2018 intervenne sul nostro giornale relativamente al Decreto Ischia. E dice la sua relativamente ai tragici fatti del 26 novembre

Condono, norme, abusi, indagini ma soprattutto di che cosa fare e come. Di questo parliamo con Alberto Coppola, docente emerito di Legislazione dei Beni Culturali presso la Facoltà di Architettura dell’Università Federico II di Napoli ed urbanista. Il professore Coppola a settembre 2018 dopo il “Decreto Ischia” intervenne sulle colonne di questo giornale in modo chiaro: “definire significa decidere non approvare”, disse. Ed oggi con la stessa chiarezza interviene su quanto fare alla luce di quanto successo nelle ultime settimane.

Lei ebbe a commentare la legge n. 130 del 2018, nella quale fu inserito l’articolo 25, tuttora oggetto di polemica politica.

“Nonostante sollecitato da più sedi giornalistiche, ho personalmente scelto, per rispetto delle vittime della frana, di non commentare ‘a caldo’ quanto accaduto. Interessa poco, rispetto alla tragedia di persone morte nella calamità, l’esercizio della polemica politica. Per il commento all’articolo 25, La invito a rileggere quanto ebbi ad esprimere all’epoca al Suo giornale in ordine alla inutilità di una disposizione che non è servita a niente se non ad illudere, con demagogia, i cittadini già colpiti dal terremoto del 17 agosto del 2017”.

Ritiene che la indagine penale avviata riesca a fare luce sulle cause che hanno determinato la tragedia del 26 novembre?

“La Magistratura penale, pur in presenza di una complessità della situazione che imporrà la nomina di un gruppo di consulenti tecnici con specializzazioni interdisciplinari, con tempi naturalmente lunghi, anche a tutela degli eventuali indagati, e rigorosa applicazione di leggi, procederà alla indagine che, forse, svelerà responsabilità da ascrivere certamente non ad un solo Soggetto né ad un periodo ben circoscritto. C’è il rischio palese, ove si accertassero reati, che essi siano, ormai, in buona parte e per alcuni Soggetti, prescritti. La liturgia imposta dal Codice di procedura penale, anche e particolarmente in fase di indagine, anche a tutela degli eventuali indagati, impone tempi lunghi per avere, è auspicabile, indagini mirate e non dispersive”.

Ads

Ha idea o proposte per quello che andrebbe fatto?

Ads

“Il problema è di gestione complessa e non di facile né immediata soluzione ed, ad onore del vero, vale per Casamicciola, come vale per tutti i Comuni dell’Isola d’Ischia, ma anche per tanti Comuni della provincia di Napoli, a cominciare dal Comune capoluogo. Mentre la Magistratura penale accerta le responsabilità, il vero problema attuale è rappresentato dal ‘cosa fare’ da parte delle Amministrazioni competenti. Bisogna, però, innanzitutto, ricordare che la norma che regola la “difesa del suolo” è del 1989, con il primo piano, che disciplina l’assetto idraulico e geologico del territorio, approvato nel 2002 e che i Comuni dell’Isola d’Ischia sono dotati di piani urbanistici datati. Ogni Soggetto istituzionale ha doveri ben individuati e ben distinti dalle leggi vigenti. I Comuni, carenti di risorse finanziarie e umane, a breve, devono esaminare i condoni pendenti, sulla base delle norme vigenti oggi e non al momento dell’abuso, che, se inesitabili, impongono provvedimenti conseguenziali, ossia la demolizione, alla quale potrebbe seguire, da parte del Cittadino, la immancabile e legittima impugnativa davanti al Tribunale Amministrativo. Ovviamente, ai limiti finanziari e di Personale, si aggiungerà, per i cittadini residenti, il problema dell’alloggio, al quale, in assenza di altra abitazione familiare, potrebbe dovere provvedere il Comune competente. L’ Autorità Distrettuale di bacino deve, con urgenza, aggiornare il Piano di propria competenza, individuando eventuali interventi di mitigazione del rischio. Personalmente non sono ottimista. Se la Politica vuole effettuare una ‘operazione Verità’ su tutti i Comuni dell’Isola d’Ischia, deve assicurare ai sei Comuni personale e doti finanziarie per l’esame delle pratiche di condono giacenti ed il supporto del Genio militare per le eventuali demolizioni. Forse, la Regione Campania, più della Città Metropolitana, quale supporto al Commissario nominato, potrebbe svolgere un ruolo importante”.

Come vede il ruolo del Commissario nominato?

“La saggia decisione di nominare un commissario condiviso tra le Istituzioni potrebbe servire a velocizzare la comprensione delle attività da svolgersi. Inoltre, avere fatto coincidere il Commissario per la ricostruzione post-terremoto del 2017 con il Commissario per la emergenza idrogeologica, è stata decisione saggia che può consentire una più veloce decisione, sempre, però, che, con la dotazione finanziaria, venga assicurata al Commissario una legislazione speciale, atteso che, con le norme vigenti, i tempi si dilaterebbero all’infinito. Servirà ed aiuterà ad accelerare le decisioni, una volta completata la fase di analisi ed i progetti, l’utilizzazione della conferenza di servizi decisoria tra gli Enti competenti”.



Articoli Correlati

0 0 voti
Article Rating
Sottoscrivi
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
Visualizza tutti i commenti
Back to top button
0
Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex