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LE OPINIONI

FRANCESCO PEZZULLO «Urgono finanziamenti europei per salvare la stagione e le imprese locali»

«Il nuovo Dpcm non aiuta a fare chiarezza nell’enorme incertezza in cui ci dibattiamo. Per il momento sono assolutamente inadeguate le misure prese a sostegno delle attività commerciali: le banche frappongono tanti e tali ostacoli burocratici da dimostrare la più completa mancanza di fiducia nell’imprenditore. Addirittura adesso tra i documenti richiesti alcune banche chiedono l’ultima dichiarazione dei redditi, quella del 2018. E l’aiuto non è certo di 25mila euro, ma del 25% del reddito, ma di questi tempi chi è che fattura 100milaeuro? Veniamo da oltre un decennio di crisi, poi siamo stati colpiti dal terremoto dal quale con grandissima fatica ci stavamo risollevando, e adesso ecco quest’altra mazzata. Si tenga presente che per le attività stagionali la pandemia non ha significato due mesi di chiusura, ma ben di più, visto che qui sull’isola moltissime attività sono chiuse da novembre. E questo decreto non aiuta certo a fare chiarezza. Io mi auguro che si possa trovare una soluzione atta a riaprire a luglio, in modo tale da prolungare almeno fino a dicembre le attività, un arco di tempo nel quale, cercando di “rinforzare” il mese di novembre (tradizionalmente il più debole) con eventi finanziati da Regione, Camera di commercio, fino ad agganciare il periodo natalizio. Solo così si potrebbe ridare un minimo di ossigeno al settore. Gli alberghi, seppur senza riempire tutte le camere, potrebbero offrire comunque un adeguato servizio ai clienti, piuttosto che rimanere chiusi. Confesercenti ha avanzato almeno dieci proposte alla Regione in tal senso. E a proposito di Regione, non dimentichiamo che le misure della fase 2 potrebbero essere “ritoccate”dal presidente De Luca, che ormai ci ha abituato a interventi, modifiche e adattamenti: c’è da sperare che non vi siano ulteriori restrizioni. Il fatto è che nel governo sembra non vi siano elementi col necessario know how per un settore come quello turistico, ecco perché non si riesce ad avere una visione esatta delle necessità. Serve la collaborazione dell’Europa, urgono finanziamenti europei a fondo perduto, altrimenti in autunno diventeremo un’isola piene di imprese fallite e di protestati. E lo diventeremo se la chiusura si prolungasse fino all’anno prossimo».

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