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Franco Borgogna

Nell’articolo di domenica su questo giornale Franco Borgogna ci illustra, con la sua solida documentazione, come il turismo del futuro sarà improntato sulla ricerca della FELICITA’. In parole povere bisogna attrezzare il paese, le sue strutture e la gente alla esigenza di questo trend. Ischia è già organizzata e pronta a queste novità? Il territorio, pur alquanto devastato, ha ancora quel fascino che rende felici quando poni l’occhio su un bel panorama

Luoghi dell’isola come alcune spiagge ed i vari Negombo ti danno quelle sensazioni di serenità che ti permettono di pensare e che potrebbero portarti ad una serenità di spirito. Ma in pochi ristoranti, ad esempio, trovi una cucina degna di questo nome. Il personale turistico a partire dagli alberghi e passando per i tassisti arrivando agli addetti al commercio è una vera frana. Non si rispettano più le persone. La mancanza di colloquio e di educazione è enorme. I servizi di trasporto sia marittimi che terrestri sono scadenti. La sanità non offre la sicurezza necessaria per far sentire a proprio agio il turista che sa di essere in una isola ed in caso di necessità vuole essere soccorso. Il traffico nell’isola è a dir poco caotico.

Mi batto da anni, mettendo i piedi per terra e pensando che sarebbe utopistico  a breve avere una isola completamente vivibile al cento per cento, per la creazione di otto-dieci oasi nell’isola dove la vivibilità sia al massimo. Dopo la lettura dell’articolo di Borgogna mi sto rendendo conto che già da ora bisogna andare oltre la vivibilità. Bisogna aggiungere altri fattori al nostro turismo. Guardando a come operano i nostri amministratori pubblici, a come sono conformati mentalmente i nostri albergatori e la maggior parte dei cittadini mi rendo conto che sull’isola il futuro non sarà molto roseo per i nostri figli e nipoti. Se non ci rendiamo conto che dobbiamo cambiare la composizione dei nostri pensieri.

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