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Franco Regine: «Eravamo in trattativa con Del Deo, l’atto “dovuto” è stato un grande autogol»

In questa fase è ancora prematuro parlare di candidati. Dall’altro lato della barricata c’è Francesco Del Deo, che spalleggiato da Gaetano Colella e da Nando ‘o Barone si sta armando. Ha fatto molto discutere negli ultimi giorni il “colpo basso” dell’attuale sindaco, che ti ha lanciato questo guanto di sfida abbastanza “sporco”. Cosa ha suscitato in te questo suo atto?

«Questa cosa ha suscitato in me tanta amarezza, sia per il rapporto personale che avevo con Francesco, ma soprattutto per il livello che la politica ha raggiunto a Forio. Io, nella mia vita politica, non ho mai pensato di utilizzare il potere come una clava nei confronti dei miei avversari o potenziali avversari politici. Mai l’ho fatto e mai lo farò. Anzi, sono stato tacciato dai miei di essere troppo democratico nei confronti dei miei avversari politici in quanto ho dato loro agio sia nei consigli comunali sia nel paese di dire sempre la loro senza dover temere mai nulla di negativo da parte dell’amministrazione. Questa azione che è stata fatta – che è un’azione improvvida e che si sta rivelando di giorno in giorno sempre più un boomerang nei confronti dell’attuale amministrazione, avendone svelato uno dei volti – non fa altro che generare, secondo il mio modestissimo punto di vista e la mia platea di informatori, un ulteriore malumore nei confronti di questa amministrazione, che non viene più valutata solo ed esclusivamente rispetto alle azioni che ha prodotto da un punto di vista amministrativo, ma anche agli atteggiamenti che sono ancora più negativi rispetto a ciò che poi uno riesce a fare o meno nel contesto politico e nel momento storico in cui svolge il proprio compito. Pertanto questi atteggiamenti non fanno altro che ostinare la parte democratica del paese a votare in un certo modo per un’alternativa a questa amministrazione. In questi giorni molte persone mi stanno sollecitando a rientrare in campo per mettere un argine a questo tipo di atteggiamenti politici. E il buon Francesco (Del Deo, ndr) non mi venga ecumenicamente a dire che era un’azione dovuta, perché poteva rispondere tranquillamente come ha fatto l’altra volta per la stessa citazione ai revisori – o all’avvocato che aveva nominato o ai suoi che lo sollecitavano su un’azione del genere – che c’era già un’analoga azione sulla medesima responsabilità della Torre Saracena o delle partecipate di fronte alla Corte dei Conti che sta in discussione e che è prossima a venire anche a sentenza. Quindi già c’è un procedimento in atto da parte di chi è titolato a muovere azioni di responsabilità nei confronti del pubblico amministratore, che non è certamente il Tribunale a cui loro si sono appellati. Stiamo serenamente attendendo il giudizio di questo ente, avendo avuto già in passato denunzie su questo. Francamente trovo “strano” che lo stesso atto che tre anni fa venne dato in carico all’avvocato Di Meglio – e che poi fu messo, non so perché, in sordina – venga riproposto a pochi mesi dalle elezioni. E questa “coincidenza”, inutile dirlo, non sorprende soltanto me».

Quindi secondo te è stata ordita questa trama per farti un dispetto, o meglio uno sgambetto, anche in vista della tua possibile discesa in campo come sindaco o consigliere comunale alle prossime elezioni. Questa azione potrebbe essere letta anche in un altro modo: Del Deo, temendo la tua persona, starebbe tentando di metterti i bastoni fra le ruote.

«Mah, è strana la lettura di tutta la vicenda. Prima che si verificasse questo brutto episodio, erano in corso anche trattative tra il nostro gruppo e Francesco. Pertanto non si capisce politicamente Francesco come si vada a tagliare un ipotetico alleato, forse l’unico che gli poteva dare la possibilità di essere rieletto. Non lo dico per piaggeria ma io nel 1998, quando sono entrato in coalizione con l’allora sindaco Franco Monti, ne ho determinato la vittoria. Voglio dire, la forza elettorale che io comunque riesco ancora a detenere poteva essere un elemento determinante per Francesco. Pertanto non riesco a capire perché abbia dato stura a questa sua voglia immensa di ritorsione nei miei confronti, che io non comprendo né sul piano politico né su quello personale».

In pratica, a tuo avviso, Del Deo si è menato la proverbiale zappa sui piedi.

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«Secondo me ha fatto un grande autogol, perché molti di coloro che stavano trattando fino a pochi mesi fa con Francesco, dopo l’azione che è stata fatta nei miei confronti e di altri professionisti di Forio hanno fatto un passo indietro. Non dimentichiamoci che in questa operazione ci sta il buon presidente Fiorillo, compagno della Amalfitano e quindi suo ipotetico alleato. Poi c’è Chris D’Ambra di villa Ravino, che appartiene ad una grandissima famiglia imprenditoriale. Ci sta Mimmo Miragliuolo, che attualmente è assessore alle finanze a Lacco Ameno, un professionista ben voluto sul territorio. C’è poi lo stesso Ciro Raia, che è un suo dipendente, e che gli copre tante situazioni a livello municipale. Quindi Del Deo, per colpire me, ha fatto una strage».

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Un effetto domino.

«Un effetto domino che, purtroppo per lui, ha coinvolto tutte persone che gli potevano essere utili e dargli una mano elettoralmente. Io sicuramente avrei fatto due cose: in primis avrei allargato la giunta in operazioni che politicamente mi potevano servire dopo qualche mese alle elezioni a trovarmi qualche nuovo alleato anziché pescare sempre all’interno della stessa amministrazione; in secondo luogo non avrei fatto un’azione del genere, ma avrei cercato di aggregare».

Secondo Grazia Parpinel Francesco Del Deo, che all’inizio e per buona parte della sindacatura si è dimostrato accentratore, ultimamente starebbe perdendo punti. Dopo la “strage” cui prima facevi cenno, Francesco Del Deo di quali consensi può godere, ammesso e non concesso che ci siano?

«Avendo un po’ il polso della situazione a Forio, non mi pare che ci siano tutti questi consensi nei confronti di questa amministrazione, che per la verità è come non fosse pervenuta alla popolazione, non è stata percepita come presenza amministrativa per la soluzione delle problematiche del paese. Infatti una delle cose che mi dice la gente fermandomi per strada è questa: “Franco, cinque anni fa hai lasciato determinati problemi, che cinque anni dopo sono sempre lì. Ti aspettiamo per cercare di risolverli”. Questo è per dire come la popolazione percepisce questa amministrazione, che è distante dalla soluzione dei problemi. La questione-depuratore non è stata risolta, il porto è rimasto fermo come l’avevo iniziato a realizzare io, il problema dei rifiuti è peggiorato enormemente. Quantomeno io andavo “nascondendo” i camion: questi ne fanno bella mostra sul litorale di Citara. La spiaggia di Cava dell’isola oramai è distrutta, abbandonata, senza parcheggio e senza reti. La zona di Citara è un letamaio, come voi scrivete spesso sul giornale, e non c’è nessuna sensibilità turistica rispetto agli attrattori principali di questo paese. Le aziende sono lasciate alla loro iniziativa singola e non vengono supportate se non con iniziative sporadiche a fiere che non riesco ancora a percepire fino che punto possano portare dei vantaggi alla comunità. È un quadro desolante, che si fa campagna elettorale da sé: non ci sarà bisogno di una grande campagna elettorale perché la gente ha già le idee chiare su quello che questa amministrazione ha prodotto e quali danni è riuscita a creare in forma di arretramento per il nostro paese. La mia discesa in campo è una discesa che non ha ambizioni personali, e che mette a disposizione la propria esperienza per la soluzione di questi problemi – avendoli affrontati in altri tempi – e per dare la possibilità a nuove leve di farsi avanti e farsi le ossa per cercare di ricreare una nuova condizione politica invece di avere sempre gli stessi: Del Deo, Regine, Colella… La gente è un po’ stanca di queste situazioni. Io pongo la mia persona alla disponibilità della coalizione: se la coalizione dovesse decidere che io sono l’elemento che può coagulare tutti, io sono a disposizione per questo ennesimo sacrificio; se ci sta un altro nome che dia maggiori garanzie di novità, di innovazione e di professionalità, io mi metterò a disposizione di questa personalità con la mia esperienza e la mia umiltà per cercare di risolvere i problemi che il paese non ha visti risolti».

Parlando di coalizioni, molti ti hanno visto parlare anche con Stani Verde: cosa vi siete detti? Ci sono le condizioni per creare un sodalizio con lui?

«Tutti sono specchio della mia vecchia amministrazione. Stani Verde passò da Colella a me, ed ebbe il suo spazio e la sua esperienza e lo ritengo un ottimo elemento. Parlo quotidianamente anche con Luigi Patalano, e con lui ragiono a 360 gradi. Intrattengo rapporti anche con Gianni Mattera, Nello Di Maio, Enzo Di Maio, Nicola Monti. Sono tutte mie “creature”…».

Li hai scoperti tu come direbbe il buon Pippo Baudo.

«Sono tutti miei amici di avventure con i quali ho condiviso dieci anni di splendida amministrazione e che tante opere hanno prodotto in questo paese. È chiaro che loro conoscono i miei pregi e i miei difetti, sanno di che cosa sono capace e come ho bisogno anche della loro azione amministrativa, Io so quanto valgono loro, anche perché ci conosciamo bene. Stiamo ragionando in chiave di alternativa a questa amministrazione, cercando di aggregare quanti più nuclei possibile attorno a un’operazione che se va in porto chiaramente creerebbe una “corazzata” che probabilmente avrebbe buone chance di vincere al primo turno. Se riusciamo a trovare su questo programma di alternativa all’amministrazione attuale un progetto politico e degli uomini politici che si pongano con lo stesso senso del servizio con il quale mi sto ponendo io, avremo successo. Io oggi potrei stare tranquillamente a casa a fare il pensionato, a fare la mia libera professione, a divertimi con la musica la sera. Ho una serenità che ho raggiunto a tutti i livelli, per cui io non avrei alcuna necessità di rientrare nell’agone politico. Il mio è un atto d’amore nei confronti di questo paese che io – rispetto a dieci anni di sacrificio che ho svolto – vedo arretrato in maniera paurosa su determinati livelli, sia di civiltà, sia di programmazione turistica, sia di valorizzazione delle sue potenzialità. Sorgeto è stato il primo atto che ho fatto ad aprile, quest’amministrazione è stata capace pure di chiuderla, poi fortunatamente l’hanno riaperta. Ma hanno chiuso Cava dell’isola, precluso l’unica stradina che arriva ai Poseidon, che è l’azienda più importante: sono anni che non si mette mano a quella passerella, ed è una cosa vergognosa. Qua dove ti giri ti giri è un paese in disordine, è un caos totale a tutti i livelli. Il piano regolatore di cui ha parlato Francesco dove sta? Lo stanno sbandierando ai quattro venti da quando hanno incominciato la loro esperienza amministrativa, ma non c’è assolutamente nessun piano regolatore approvato, nessun piano urbanistico. Quali sono i finanziamenti europei raccolti da questa amministrazione? Gli unici soldi che hanno speso sono quelli che gli ha lasciato la mia amministrazione, in alcuni casi – leggi fogne del Cuotto – sono stati pure spesi in malo modo, tant’è vero che c’è un contenzioso in atto. Inoltre il parcheggio di Monterone, con quell’escamotage che avevamo trovato, l’avremmo riscattato dopo pochi anni dalla sua realizzazione: quello era l’unico sistema per realizzarlo subito, poi comunque c’era la clausola che noi avremmo riscattato dalla SIS il finanziamento del parcheggio, e quindi ci saremmo riappropriati del suolo pubblico di Forio. Pertanto tutte le fantasticherie, tutte le elucubrazioni di questa amministrazione sulla mala gestio della mia amministrazione verranno valutate attentamente e sciorinate in campagna elettorale. Questo è il momento della riflessione e dell’aggregazione in chiave alternativa. Stiamo cercando di mettere insieme più “pezzi” anche differenti ideologicamente e distanti tra loro: se ci riusciamo, sarà un vantaggio per il paese avere una grande coalizione sulla quale contare. Questa amministrazione ha fatto la campagna elettorale da sola e ha preso il 70%, con un livello di presenze in consiglio che mai nessuna amministrazione ha avuto a Forio».

Una maggioranza “bulgara” come si dice in gergo.

«Ora, dopo cinque anni, questo consiglio rischia lo scioglimento: manca un voto per mandare tutti a casa. Questo la dice lunga sul fallimento politico di questa amministrazione, che non è riuscita a tenere insieme i vari pezzi. La Parpinel è l’ultima defezione, ma quante ce ne sono state prima? Orlacchio, Conti, Colella… Leggo dalla stampa l’andamento dei lavori consiliari perché non frequento consigli comunali da cinque anni. Apprendo che c’è stato un depauperamento strada facendo di questa amministrazione, che si è sfarinata sotto il peso della sua inconsistenza politico-amministrativa».

Francesco Castaldi

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