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Franco Regine suona la carica: «Di nuovo sindaco? Sì, ma con un progetto serio»

L’ex primo cittadino di Forio non esclude un ritorno alla politica attiva e a quel ruolo che rivestì dal 2003 al 2013: «Lo farei soltanto con determinate garanzie a livello di uomini e di idee, ascoltando la gente. Oggi c’è troppa distanza tra il “palazzo” e i cittadini»

La prima domanda è fin troppo banale. È vero, siamo in un momento particolare, ma come giudica la vita politica a Forio?

«Mi sembra un periodo di “stanca”: al momento non riesco a percepire una vera e propria attività politica a Forio. Il dibattito che una volta era abituale nel paese, oggi non c’è più. Non sento, né dalla maggioranza né dalla opposizione, la presenza di un autentico dibattito politico sui temi che interesserebbero alla cittadinanza. Non si parla di iniziative per il rilancio e la ripresa dopo questa brutta fase caratterizzata dalla pandemia. Si vive in maniera passiva: sono molto perplesso, pensando ai dibattiti politici che un tempo si accendevano a Forio. Siamo stati sempre un paese vivace sotto il profilo della cultura politica , mentre oggi tutto mi sembra in tono minore».

«Oggi il dibattito politico foriano mi sembra inesistente, non c’è una visione, una prospettiva, e se penso ai tempi in cui ero sindaco, vedo che l’intera isola ha fatto molti passi indietro, viste le figure che si aggirano nelle amministrazioni»

Il sindaco Del Deo è nel mezzo del suo secondo mandato e già si parla del suo erede. Franco Regine, per esempio, adesso che è anche in pensione potrebbe dedicarsi alla politica ed alla sua Forio anima e corpo. Sinceramente, ci sta facendo un pensierino?

«Guardi, la politica ce l’ho nel sangue, sin da quando avevo 24 anni e fui eletto consigliere comunale, fino a rivestire la carica di sindaco. Ho rivisto una foto in cui c’eravamo io, Giosi Gaudioso, Giosi Ferrandino, Peppe Brandi, Domenico De Siano: eravamo una “grande squadra”, almeno a confronto di quelle che sono oggi le figure che si aggirano sull’isola. Intendo dire che sono stati fatti molti passi indietro, in quanto l’isola sembra mancare di una vera e propria rappresentanza, di una voce che riesca a farsi sentire laddove la politica conta. L’isola quindi regredisce, non avendo più il rispetto che una volta ottenevamo quando c’era la Provincia, ma anche ai livelli superiori, Regione e Governo, riuscivamo a farci ascoltare pur senza un grandissimo bacino in termini elettorali. Oggi invece non c’è rappresentanza, ove si pensi che l’Ospedale perde pezzi giorno dopo giorno, il Tribunale non funziona e anzi è a rischio, i trasporti marittimi ridotti al lumicino. Un’isola che, pur con un notevole peso in termini di prodotto interno lordo, non viene ascoltata né adeguatamente rappresentata, vuol dire che ha bisogno di una nuova classe dirigente. Io non sono lontano dal pensare ad eventuali ritorni in politica, ma soltanto se ci saranno delle condizioni diverse da quelle attuali, e se ci sarà una squadra in grado di “sopportare” il lavoro necessario al rilancio, in termini qualitativi e quantitativi, di un’azione politica che al momento non vedo. Ho quasi 67 anni, non sono più di “primo pelo”, e quindi non posso più avventurarmi in situazioni che non diano certe garanzie sia a livello di uomini sia a livello di progetti. Devo ammettere che vengo quotidianamente sollecitato, sia da chi ha amministrato insieme a me, sia da molti cittadini che mi chiedono di tornare sulla scena, ma io non sono uno sprovveduto che si fa ammaliare dalle lusinghe senza fare le adeguate valutazioni sui possibili risultati. Quindi non voglio mettere a repentaglio il credito e la simpatia guadagnata nel mio decennio di sindacatura. Ripeterei l’avventura solo con la prospettiva di migliorare i risultati del passato, perché non voglio offuscare una carriera che ha conseguito determinati risultati per il territorio».

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«L’isola non ha più autorevolezza e rappresentanza ai vari livelli istituzionali, significa che ha bisogno di una nuova classe dirigente»

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Eppure, anche a distanza di anni, ogni tanto si parla della fatica che l’attuale amministrazione ha fatto per ripianare i debiti del passato, attribuiti anche ad una gestione troppo “allegra” nella Sua sindacatura

«Le solite storie. La politica insegna che chi viene eletto spesso cerca di gettare fango su chi l’ha preceduto, e nascondere sotto un po’ di “nebbia” la propria attività amministrativa. Io potrei dire le stesse cose sulle amministrazioni che mi hanno preceduto: fa parte del gioco, che capisco e comprendo, ma che mi pare puerile, al punto che nei quasi otto anni trascorsi dalla fine della mia sindacatura non sono mai intervenuto per smentire, cosa che avrebbero dovuto fare i miei vecchi colleghi amministratori che attualmente sono nell’attuale compagine che governa il paese. Però non si dice che l’amministrazione in carica sta mettendo in campo i progetti e i finanziamenti che io aveva lasciato in eredità al Comune con la mia amministrazione. Ci sono sempre i pro e i contro: chi viene eletto trova delle pendenze, ma anche delle risorse dalle quali attingere, quindi è ora di smetterla con questo stantìo balletto dello scaricare le responsabilità sul passato, storielle che alla gente non interessano. Ciò che a loro interessa è migliorare il proprio status sociale ed economico. Sotto questo aspetto, io vedo una “cloroformizzazione” della vita sociale e politica nel mio paese, e questo mi dispiace, perché da sindaco ho agevolato diverse associazioni, corporazioni, attività che hanno messo in moto la parte più sana e volenterosa del paese, sollecitando varie iniziative».

«La mia amministrazione lasciò in eredità progetti e finanziamenti che l’attuale compagine dovrebbe saper sfruttare»

La nuova gara per la N.U. con l’affidamento per sette anni l’ha convinta? Si è scelta la continuità, nonostante Ego Eco prima e Super Eco poi non abbiano particolarmente brillato.

«Sono otto anni che l’attuale amministrazione afferma di avere già in mano la risoluzione di tutte le problematiche della gestione-rifiuti, eppure dovremmo domandarci se ha mai consegnato alla ditta, qualsiasi essa sia, un’area ecologica degna di tal nome? Io avevo predisposto l’area di Punta Caruso, ma se la sono fatta soffiare. Poi si sono spostati su Cava dell’Isola, e sappiamo bene cosa sia successo. Sono tornati infine nell’area per la quale io ho dovuto sostenere anche un processo penale, denunciato da tutti gli abitanti della zona, in via degli Agrumi: in pratica sono tornati al punto di partenza. Dunque, di cosa parliamo? Quale soluzione “innovativa” è riuscita a trovare questa amministrazione sulla problematica dei rifiuti, che tuttora rimane al punto di partenza? Allo stesso modo rimangono i “nodi”del depuratore, del sistema fognario, nodi che io non avevo ancora sciolto e che ancora oggi restano irrisolti. La situazione generale resta dunque al palo. Dunque, al di là della durata dell’appalto o della ditta prescelta, a me interessa che il problema sia risolto, problema che costituì la “buccia di banana” sulla quale io scivolai a causa di iniziative di cittadini e della magistratura, visto che qualunque sito da noi individuato per l’area ecologica ci veniva regolarmente contestato. Le mie sono considerazioni fatte senza alcun intento polemico: ho dato una mano alla rielezione di questa amministrazione, che mi sembrava il male minore, pur se la nostra lista non ha avuto grandi riscontri dall’attuale sindacatura, né abbiamo persone rappresentate in giunta».

«La gestione rifiuti è un nodo irrisolto, dopo 8 anni di promesse. Anche io scivolai su questo problema, subendo anche un processo penale. E ora l’attuale amministrazione è tornata alla “casella di partenza” di via degli Agrumi, ancora senza una vera area ecologica»

Nicola Monti potrebbe tornare in auge, il suo nome è associato alla partecipata Marina di Raggio verde. Secondo Lei in questa indiscrezione potrebbe esserci un fondo di verità?

«Nicola Monti è un valore di questo paese, dal punto di vista politico e dal punto di vista amministrativo: è stato mio assessore, oltre che mio fedele collaboratore. Sono convinto che, se ne avrà ancora la volontà, potrà essere tuttora un soggetto funzionale a future visioni del paese. L’indiscrezione relativa al porto l’ho letta sulla stampa: mi farebbe piacere se l’amministrazione si affiderà a chi ha ispirato questo modello di portualità, perché ne sa sicuramente molto di più rispetto agli attuali amministratori. Tuttavia io non entro ulteriormente in queste dinamiche, di cui non ne so più di quel che ho letto sui giornali».

«Non so se l’indiscrezione sia fondata, ma saluterei con favore un ritorno di Nicola Monti, mio fedele collaboratore, nella gestione dell’area portuale»

Il nuovo “fronte del porto”, o waterfront, può rappresentare una svolta per Forio o la convince poco?

«A me convince poco perché sembra rimasto al primo step, laddove io l’ho lasciato. Io avevo fatto approvare un progetto comprendente tre lotti funzionali, e ne avevo realizzato il primo. Mi auguravo che la cosa sarebbe andata avanti, anche perché se non si realizza un porto all’altezza della situazione, i servizi a terra non possono essere ottimali, quindi, invece di agire per il miglioramento e l’ottimizzazione del porto, si sta agendo a terra, sperando di avere un progetto esecutivo. Parlando con qualche operatore del porto, mi è stato detto che non sanno cosa succederà dopo questo generale “smantellamento”. Mi auguro che abbiano una progettualità e un’idea di sviluppo per questo “waterfront”. Chiaramente le linee di sviluppo del paese partono dalla zona portuale, ma non vedo come possa partire tale sviluppo e la valorizzazione di Forio se ancora facciamo arrivare le fogne nel porto, se a ogni pioggia salta tutto, se non si sviluppa un’ulteriore area sul tratto dei pontili, sull’area di alaggio e varo. Io diedi il “la” a un modello rivoluzionario di gestione dell’area portuale, ma poi esso andava seguito attraverso ulteriori fasi successive di lavoro, cosa che al momento non è ancora avvenuta».

«Il waterfront potrebbe essere positivo solo in presenza di un progetto generale che parta dall’ottimizzazione del porto, altrimenti non so a cosa possa servire questo “smantellamento” sul litorale»

La minoranza sta facendo la sua parte, o le sembra troppo “spenta”?

«Spesso la minoranza si adegua a quella che è la maggioranza, diventandone un’immagine riflessa. Quindi al momento se la maggioranza non realizza granché, la minoranza non riesce a incidere significativamente. Fra l’altro con le attuali normative il consiglio comunale ha talmente poca rilevanza sull’attività amministrativa, che davvero non saprei come e su cosa la minoranza possa incidere concretamente».

«La minoranza non riesce a incidere nel dibattito politico, a cause delle norme attuali ma anche perché finisce per adeguarsi alla maggioranza, diventandone il riflesso»

Lei è stato sindaco per dieci anni. Dovesse indossare nuovamente la fascia tricolore, cosa rifarebbe e quale errore invece non commetterebbe?

«Ah, certamente oggi avrei una grande esperienza in più: il periodo della mia sindacatura è stato indubbiamente tra i più turbolenti, quello che accade oggi è nulla in confronto. All’epoca ho dovuto fronteggiare la situazione esplosiva riguardante centinaia di abbattimenti di case abusive, con le conseguenze che si riverberavano a livello sociale e giudiziario, ci fu anche un periodo caratterizzato da un altissimo tasso di disoccupazione. Tante cose non le farei, ma ciò che invece farei e continuerei a fare è sicuramente ascoltare i miei concittadini facendo tesoro dei loro consigli e dei loro giudizi. Oggi riscontro una distanza quasi siderale tra il “palazzo” e le esigenze popolari: oggi la gente si è quasi stancata di parlare con il Palazzo, si è generata una grandissima disaffezione da cui deriva uno scarsissimo dibattito politico. È questo il dato reale che ricavo dall’osservazione della realtà locale: è necessario vivacizzare la vita culturale, politica, sociale del paese, anche scontrandosi e dibattendo vivacemente. Se uno è convinto delle proprie idee, ha mille modi per renderle fruibili».

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furien

Stiamo ancora pagando le spese folli del periodo….la più bella eredità è quella del fitto del comune…..pensa alla salute ..

corry54

chissà perchè , quando si vogliono ricandidarsi hanno sempre nuovi progetti, e invece quando sono sullo scranno non hanno idee per il loro comune, tutti truffaldini per rinpinguare il proprio orticello, assumere qualche amico di famiglia e distruggere quel poco che la natura ci ha preservato, vedi Citara.Son daccordo con Furien : statte a casa, nun te sfiacchi, lascia a chi sa fare e meglio

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