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Free Market e la “soffiata” di Stanziola, ascoltati i vigili urbani

Sono stati sentiti i pubblici ufficiali che eseguirono i controlli presso l’attività commerciale di Alessandro Slama, colui che con la sua denuncia innescò le indagini: il tenente fornì false generalità

Continua il processo originato dall’inchiesta Free Market. Dopo la modifica della composizione del collegio giudicante, avvenuta tre mesi fa, e la ricomparsa di quasi tutti i testimoni chiamati finora a deporre confermando le dichiarazioni rese, ieri si è proceduto all’ascolto di due nuovi testi indicati dal pubblico ministero. Si trattava dei vigili urbani del Comando di polizia municipale di Ischia, che procedettero ai controlli presso l’attività commerciale di Alessandro Slama, colui che con la sua denuncia innescò le indagini dei Carabinieri. I controlli riguardavano la regolarità di alcuni lavori che si stavano effettuando presso la panetteria.

Come si ricorderà, fu una denuncia telefonica a far scattare i controlli: la telefonata era stata fatta a nome di tale Giuseppe Mazzella, mentre secondo gli investigatori proveniva dal tenente Antonio Stanziola. Una reazione, secondo gli inquirenti, alla denuncia di Slama nei suoi confronti. Le domande degli avvocati della difesa si sono dunque concentrate sulla legittimità dei lavori che si stavano conducendo nella panetteria. Dopo i vigili, non è stato possibile ascoltare il geometra comunale la cui deposizione era stata programmata. Di conseguenza, il teste sarà esaminato nella prossima udienza, insieme ad altri testimoni indicati dalla pubblica accusa. Fra l’altro, proprio oggi ricorre il terzo anniversario dell’apertura del dibattimento: molte sono state le udienze e moltissimi i testimoni già ascoltati, soprattutto tra le forze dell’ordine che condussero le indagini e i venditori ambulanti che partecipavano ai mercatini organizzati sul territorio baranese.

Tredici sono gli imputati, a vario titolo ritenuti responsabili, tra l’altro, di più episodi di peculato, concussione, corruzione per l’esercizio della funzione, abuso d’ufficio, falsità materiale ed ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atto pubblico e truffa in danno del Comune di Barano. Le attività investigative iniziarono grazie alla denuncia di Alessandro Slama nei confronti del tenente della polizia municipale di Barano Antonio Stanziola,  denuncia che diede origine a un’indagine sempre più ampia, arrivata  a coinvolgere un gran numero di personaggi di Barano: Paolino Buono, Salvatore Di Costanzo, Alexandra Eugenia Di Meglio, Ottavio Di Meglio, Maria Grazia Di Scala, Ernesto Napolano, Ciro Pinelli, Raffaele Piro, Antonio Schiano, Antonio Scordo,  Antonio Stanziola, Antonio Vuoso e Giorgio Vuoso.  L’inchiesta, oltre alla presunta gestione illecita dell’attività mercatale nelle varie zone del comune di Barano negli anni tra il 2012 e il 2013, si occupò di alcune vicende relative all’hotel Casa Bianca ai Maronti, per la quale l’accusa ipotizzò una presunta illecita strategia  per ottenere indebiti vantaggi nella vendita dell’immobile situato presso la nota spiaggia.

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