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BARANOPOLI, ecco le intercettazioni

di Marco Gaudini

 

BARANOSono stato uno strumento d’indagine che ha consegnato agli inquirenti un complesso e variegato quadro di imputazioni nei confronti dei numerosi indagati di questa inchiesta, e nei confronti soprattutto del Tenente Antonio Stanziola. Ne abbiamo riportate alcune, relative a parte dei filoni dell’indagine.

 

STANZIOLA E L’IPOTESI DELL’INDAGINE SUL SUO CONTO

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In queste telefonate il Tenente cerca di comprendere se vi è un’indagine dei Carabinieri sul suo conto e chiama Ottavio Di Meglio:

Stanziola Antonio, (S.)

Ottavio Di Meglio (O.)

 

S:«ditemi una cosa .. per sentito dire perchè poi sono stato nella stanza del Sindaco ee… aleggiava qualche cosa,…dice ma… questa sarebbe un’indagine sul mio conto.. da parte dei Carabinieri?»

O:«per quanto mi riguarda no, perchè a me ha detto a me l’unica cosa che mi ha detto….»

S:«su denuncia di “Peppe U Sblogn”» (Giovan Giuseppe Lucido Balestriere n.d.r.)….

O:«no, non credo…»

S:«perchè se è una cosa del genere…»

O:«no… ma almeno…»

S:«io..io vado in Procura, picchio il PM che ha aperto l’indagine, picchio i Carabinieri di Barano che su una denuncia strumentale di un coglione… omissis….»

 

La telefonata continua con una serie di offese nei confronti di coloro che ipoteticamente stanno svolgendo l’indagine e soprattutto nei confronti del presunto denunciante, che in questa fase il Tenente crede essere un’altra persona, solo dopo scoprirà invece, che si è trattato di Alessandro Slama e si vede dalla seguente telefonata, dove  comunica ad un amico  di aver appreso di essere sotto indagine da parte dei Carabinieri.

 

Stanziola Antonio, (S.) riceve una telefonata di un suo amico, L. Tecchio (L.):

 

S:«Pronto»

L:«ciao Antonio, Sono Gino, come stai?»

S:«male»

L:«perchè male?»

S:«perchè sono andati a fare una denuncia sui mercati facendo un casino…»

L:«chi l’ha fatta?»

S:«un coglione che avevo fatto fuori (riferendosi ad Alessandro Slama n.d.r.)»

L:«un coglione?»

S:«che io mi sono preso i soldi….questi sono venuti a fare i controlli….hanno detto che non potevo fare il bollettino unico…così colì… tutta una serie di indagini…»

L:«ma chi è intervenuto la Guardia di Finanza?»

S:«I Carabinieri che poi non capiscono un cazzo».

 

Ormai il Tenente sa di essere sotto indagine e sa anche che è stato Alessandro Slama a fare la denuncia contro di lui per le note vicende dei mercatini. Nonostante ciò mostra, come si vede in questa telefonata un atteggiamento tranquillo e spavaldo, sentendo infatti Stanziola Maurizio, dice a telefono: «ee…poi ne parliamo da vicino… ci stanno i coglioni dei Carabinieri che mi ascoltano al telefono»

 

Dopo aver appreso dell’indagine e pensando di essere intercettato il pubblico ufficiale del Comune di Barano cerca di acquistare una nuova utenza telefonica, con una scheda Vodafone, presa in un negozio ad Ischia Ponte., utenza che sarà poi a sua volta messa sotto controllo dai Carabinieri.

 

LE RITORSIONI DEL TENENTE CONTRO SLAMA A SEGUITO DELLA DENUNCIA

Appreso ormai che chi ha spifferato tutto ai Carabinieri è Alessandro Slama, titolare di un panificio ai Pilastri, Stanziola, come si legge nell’Ordinanza, cerca in tutti modi di attivare delle ritorsioni nei suoi confronti, e ci prova prima con una telefonata ai Carabinieri e poi al Comandante della Polizia Municipale di Ischia:

 

  1. Stanziola Antonio
  2. Operatore 112

 

O: «Carabinieri Ischia prego»

S:«buongiorno, vorrei fare una denuncia»

O:«di cosa si tratta?»

S:«ehh un lavoro…un lavoro abusivo..un lavoro edile abusivo»

O:«come vi chiamate voi?»

S:«io mi chiamo Giuseppe Mazzella, via Acquedotto, 37»

O:«aspettate un attimo mi date un vostro recapito telefonico?»

S:«non ho il telefono io»

O:«e come state chiamando, scusate…?»

S:«sto chiamando da un telefono di un amico»

O:«allora dovete venire qua in Caserma a fare una segnalazione»

S:«no no no .. chiunque esso agent o ufficiale di Polizia Giudiziaria venga a conoscenza di un reato pone in essere tutte le misure affinché il reato non vada portato ad ulteriori conseguenze, quindi lei è a conoscenza del reato…»

O:«lei mi deve dare un recapito telefonico dove rintracciarla»

S:«io non sono tenuto le sto dicendo che c’è un reato in atto, lei vada!!»

Dopo qualche altra battuta la telefonata si interrompe bruscamente. Con il comandante Pugliese, il tenore della telefonata è diverso, in quanto il Tenente si presenta e fa presente di aver già parlato anche con altre persone del Comune di Ischia, per far intervenire le autorità preposte nei confronti dello Slama, accusato di compiere abusi edilizi nella sua attività di panificio.

 

IL COINVOLGIMENTO DELLA DI SCALA NELL’INCHIESTA E LA “CASA BIANCA”

 

Il filone d’indagine che ha determinato un vero e proprio terremoto nel Comune isolano, non si è limitato agli episodi fin qui decritti, ma ha interessato anche una vicenda che vede coinvolta l’attuale Consigliera Regionale Maria Grazia Di Scala. L’ex consigliere di minoranza di Barano non sarebbe coinvolta in virtù del suo ruolo politico, ma perché difensore legale di Raffaele Piro, titolare di un albergo ai Maronti: l’indagata avrebbe commesso falso materiale nel difendere la sua posizione. Tra gli episodi contestati a Stanziola, ce n’è uno particolarmente rilevante: avrebbe provato ad acquistare a un prezzo estremamente conveniente una struttura alberghiera, nei cui confronti aveva lui stesso emanato una ordinanza di abbattimento proprio al fine di ottenere un deprezzamento del valore del bene. Nell’ordinanza sono riportate alcune intercettazioni che vi proponiamo al fine di comprendere la posizione degli indagati in questo altro filone dell’inchiesta.

A metà gennaio del 2014, una telefonata tra il Tenente Stanziola e l’avvocato Luigi Mattera, viene intercettata dai Carabinieri. Nel corso di questa telefonata, il vigile, nonché responsabile dell’Ufficio Tecnico, chiedeva informazioni circa la vendita di dell’Hotel Casa Bianca, immobile per il quale lo stesso funzionario aveva firmato appena un mese prima un’ordinanza di demolizione:

 

Stanziola:«ma la Casa Bianca quanto vogliono?

 

Mattera: «la casa Bianca volevano 800mila euro, ma ora che hai fatto fare un’ordinanza di demolizione… »

 

Stanziola: «quindi allora è sceso il prezzo..»

 

Mattera:«ma non l’avete fatta voi scusami?»

 

Stanziola:«… ee si l”ho fatta io l’ordinanza… vabbè fammi sentire quanto… 600mila euro me la da? …omissis… »

 

Mattera:« perchè sei interessato tu?»

 

Stanziola:«no, c’è un mio amico che se la vuole comprare, 600 mila euro… omissis …va bene, fai questa trattativa, ora ci sta questa ordinanza sopra … quindi!! hai capito?»

 

Mattera «va bene, va bene».

 

Sulla scorta della conversazione sopra riportata si comprende, secondo quanto citato dall’Ordinanza di Custodia cautelare, che il Tenente Stanziola, stava tentando di speculare sul prezzo della struttura in virtù di un’ordinanza di demolizione da lui stesso emanata (che per ovvie ragioni faceva calare il prezzo dell’immobile). In questa storia entra anche Raffaele Piro, assistito dall’ex consigliere di opposizione del Comune di Barano, l’avv. Maria Grazia Di Scala. Dalle indagini sul Tenente dei Vigili Urbani, viene intercettata una telefonata proprio con la Di Scala:

Stanziola chiama l’avvocato Di Scala, il giorno in cui viene notificata a Piro l’ordinanza di demolizione n. 70 (riguardante Casa Bianca)

 

Stanziola:«Maria buon giorno comunque quelle ordinanze te le ho firmate»

Di Scala:«l’hai firmate e questo volevo sapere, così sai che faccio lo faccio andare in Comune in maniera che gliela notificano pure…»

Stanziola:«e allora fallo venire tra un’oretta e mezza glielo dico a Pesce (messo notificatore del Comune di Barano (n.d.r.)» ecc..

In quella frase “ti ho firmato quelle ordinanze, emerge l’ipotesi dell’emissione di un atto per i quale forse vi è stato un preventivo accordo tra i due.

 

In un’altra intercettazione invece, i due si scambiano gli auguri di Natale, e poi  il Tenente comunica alla Di Scala di essere indagato dai Carabinieri:

 

 

Stanziola:«No specialmente io che adesso sono indagato dai CC, hai capito? (ride)»

Di Scala: ride (parola incomprensibile)

Stanziola:«a.. guarda Maria Assurdo…tu ti rendi conto? Quel chiattone di merda che sta giù ai Pilastri (si fa riferimento a Alessandro Slama), hai capito quello che fa il pane?»

Di Scala: «aa il panettiere? si…»

Stanziola:«si il panettiere, venne l’anno scorso al mercato, quest’anno non l’ho fatto venire perchè l’anno scorso a settembre non venne più hai capito?»

Di Scala:«si»

Stanziola:«e quindi ci lasciò appesi, quest’anno non l’ho fatto venire, è andato a fare una denuncia dicendo che io avevo chiamato a Maria Scotti, la sai?»

Di Scala:«si si …»

Stanziola:«che io avevo chiamato Maria, io la pagavo e Maria faceva le graffe per conto mio… ma guarda un po’ »

Di Scala:«ahhh niente di meno….tu guarda un po’»

Stanziola:«invece quando Maria … per l’associazione fatta al Testaccio, l’intento era unico, l’anno scorso abbiamo aggiustato il monumento, abbiamo fatto un casino di cose, hai capito? Questo scemo è andato a dire che io avevo fatto fuori lui per prendermi io l’incasso…io pagavo Maria e poi mi facevo l’incasso… tu hai capito?»

Di Scala:«cose da pazzi…»

Stanziola:«no ma guarda … e sti scemi dei Carabinieri hanno abboccato dietro e stanno facendo indagini … Gennaro Bonavoglia sta facendo indagini…»

Di Scala:«vabbè vedremo a che vanno a finire»

Stanziola:«aah si vabbuò però hai capito ti da fastidio perchè chiamano persone poi chiedono, Antonio Stanziola che ruolo teneva…ma come vi permettete di mettere il nome di una persona in mezzo? Non lo so…»

Di Scala:«certo da fastidio…»

Stanziola:«a vabbè di nuovo tanti aguri…»

 

 

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