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BARANOPOLI: Il “Metodo Stanziola” e l’associazione costituita ad hoc

ISCHIA – Aveva un ruolo determinante, fondamentale per tutte quelle che erano le attività legate a fiere, mercati ed eventi che erano state messe su col cosiddetto “metodo Stanziola”. Parliamo dell’associazione Testaccio Grandi Eventi, su cui gli inquirenti non hanno dubbi: era stata messa su per costituire il braccio armato ed operativo di questa fitta rete di illegalità contestate nell’ordinanza di custodia cautelare emessa a carico di Antonio Stanziola. Non a caso nell’ordinanza stessa il gip ricorda come detta associazione culturale “nasceva nell’ottobre 2012 per volontà di Stanziola Nicola Antonio, al fine di gestire vere e proprie attività economiche legate ad eventi, fiere e spettacoli da organizzarsi in Barano d’Ischia alla località Testaccio. In relazione alla stessa bisogna premettere che prima della sua nascita formale operava almeno fino all’anno 2011 un’associazione di fatto (mai registrata come tale) denominata Amici di Testaccio, la quale con sporadici eventi organizzati nel corso dell’anno, anche legati a ricorrenze e celebrazioni religiose, raccoglieva fondi per la realizzazione di piccole opere a beneficio della frazione baranese…”.

A far luce sulle realità finalità con cui era stata costituita la Testaccio Grandi Eventi, ha contribuito e non poco anche Mario Rusciano, il quale sentito a verbale il 13 settembre 2013, spiegava che la stessa nasceva al fine di creare una struttura non soggetta ad adempimenti di natura fiscale per poter organizzare eventi di qualsiasi genere i cui proventi dovevano essere gestiti tra gli organizzatori. Lo stesso Rusciano riferiva ai carabinieri della Stazione di Barano che “bisognava creare ex novo un’associazione culturale pro loco la quale doveva servire per la gestione diretta di tutta la parte gastronomica e beveraggio dell’evento che si andava ad organizzare”. Per poi aggiungere che “tale escamotage era necessario in modo che facendo apparire la vendita di tali prodotti a fini ‘sociali’ e destinati agli scopi dell’associazione stessa si potevano aggirare norme di natura fiscale amministrativa. In tale contesto lo Stanziola mi prospettava ingenti guadagni netti, che però dovevo dividere con lui al 50%. Inoltre mi sarebbe spettato un’ulteriore parte non definita proveniente da quanto spettava all’associazione culturale, tramite l’inserimento nell’associazione di una persona di mia fiducia.

Insomma, secondo Rusciano, Stanziola avrebbe voluto inserirlo nell’associazione ed evidentemente – avendone facoltà – questo testimonierebbe come fosse della stessa un “socio occulto” lo stesso tenente della polizia municipale. Un dettaglio che, in sede di interrogatorio, viene peraltro indirettamente confermato anche dal presidente della Testaccio Grandi Eventi, Antonio Schiano, il quale sempre ai militari dell’Arma racconta che l’associazione culturale “è nata nei primi giorni di ottobre 2012 in occasione dell’organizzazione dell’evento denominato ‘Oktober Fest’. In sostanza detta associazione, formata da me, Vuoso Giorgio e Scordo Antonio, nacque per gestire il predetto evento in collaborazione con tale Mario Rusciano il quale era l’organizzatore e colui che ha provveduto al fitto dei capannoni. Inizialmente all’interno dell’associazione vi era anche la moglie di Rusciano Mario, tale Mennella Alessandra, ma subito dopo l’Oktober Fest ha dato le dimissioni con raccomandata A/R”. Perché, detto per inciso, pare che l’evento non fosse stato redditizio dal punto di vista economico, portando diverse perdite, ma questo tecnicamente è soltanto un dettaglio.

Ed è qui che il gip sottolinea, a rimarcare la bontà della tesi accusatoria che “già dalle prime informazioni rese da Schiano Antonio trovavano nuovamente conferma le dichiarazioni rese da Rusciano Mario, in particolare la circostanza che lo Stanziola aveva proposto allo Schiano l’inserimento nell’associazione di una persona di fiducia (la fidanzata Mennella Alessandra) che gli avrebbe permesso di ottenere un’ulteriore quota dei proventi derivanti dalla vendita di panini, bibite e gastronomia. Lo Schiano viene anche sentito relativamente al mercato del venerdì sera sempre in programma al Testaccio e rispondendo dice: “Che io sappia era comunale, infatti chi si occupava di regolamentare l’ingresso al mercato era il tenente della polizia municipale Antonio Stanziola. La nostra associazione, in regime di collaborazione con il Comune, era stata incaricata di fornire a mezzo di generatori di corrente (alcuni di proprietà privata altri del Comune) l’energia elettrica ai venditori ambulanti…”.

Il problema però è un altro, e cioè che lo Schiano aveva concordato il contenuto delle dichiarazioni da rendere ai carabinieri con Antonio Scordo, come riportiamo nel box in pagina. Non avessero avuto nulla di cui preoccuparsi e da nascondere, ci chiediamo senza malizia alcuna, quale sarebbe stato il motivo di concordare quello che andava detto agli investigatori?

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