ARCHIVIOARCHIVIO 3ARCHIVIO 5

Free Market, l’accusa dell’Arma: «Mercatini illegali, non c’erano autorizzazioni»

NAPOLI. È stato un lungo pomeriggio, quello di ieri, durante il quale è iniziata la deposizione del brigadiere  Flavio Trani. Il processo Free Market continua, con la lunga lista di testi da ascoltare, per tentare di dipanare la matassa delle accuse ai tredici imputati, a vario titolo ritenuti responsabili tra l’altro di più episodi di peculato, concussione, corruzione per l’esercizio della funzione, abuso d’ufficio, falsità materiale ed ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atto pubblico, truffa in danno del Comune.  E il brigadiere dei Carabinieri di Barano, Flavio Trani, è sicuramente uno dei testimoni-chiave dell’accusa, avendo egli condotto gran parte degli accertamenti e delle indagini di concerto con la Procura.

Il brigadiere, nel corso della deposizione e delle risposte date al pubblico ministero Loreto, ha delineato la genesi dell’inchiesta, a partire dalla denuncia di Alessandro Slama, presente ieri all’udienza, nei confronti del tenente della polizia municipale di Barano Antonio Stanziola, anch’egli in aula. Il militare ha descritto il contenuto del video girato da Slama durante la fiera. Da lì si è dipanata la lunga serie di controlli e verifiche che portavano ad accertare che il tenente Stanziola, pur non essendo formalmente iscritto alla Testaccio Grandi Eventi, l’associazione nata per promuovere iniziative e manifestazioni nel borgo baranese, fosse comunque fortemente legato ad essa. I vincoli erano emersi anche da una serie di file rinvenuti nei pc, a casa e in ufficio, sequestrati a Stanziola. Un legame cui non erano estranei i ruoli che Stanziola ricopriva presso il Comune di Barano, a partire da quello strategico di responsabile dell’Ufficio tecnico. Molti dei preventivi riguardanti la logistica, come ad esempio quello per la sistemazione dei capannoni per gli eventi, erano portati all’attenzione del tenente, in quell’autunno del 2012 in cui venne organizzato l’Oktoberfest.

La deposizione del Carabiniere è proseguita illustrando i controlli effettuati sui mercatini settimanali nel territorio comunale, da cui emergeva la mancanza di autorizzazione da parte delle autorità, mentre un’altra anomalia era costituita dal bollettino “cumulativo” per il pagamento dell’occupazione di suolo pubblico da parte dei venditori partecipanti al mercato, modalità che impediva di capire chi e quanto avesse versato. A una precisa domanda del p.m. Loreto, Flavio Trani ha risposto che sin dal 2009, cioè da quando erano scadute le autorizzazioni comunali, per il successivo quinquennio non era mai stata elevata alcuna sanzione amministrativa. Soltanto in seguito ai controlli dei Carabinieri il sindaco emise un’ordinanza di sospensione dei mercatini di Fiaiano. Secondo Trani, il tenente Stanziola mostrò una certa visibile insofferenza ai controlli, dicendo di voler verificare se esistessero indagini sulla sua persona. Nel corso degli accertamenti tesi a ricostruire la formazione della Testaccio Grandi Eventi, tramite la relativa documentazione, i Carabinieri verificarono un’altra grave irregolarità: tutte le manifestazioni successive all’Oktoberfest erano mancanti delle necessarie autorizzazioni.

Parallelamente, il cosiddetto “mercato contadino” dedicato ai soli prodotti tipici locali e da svolgersi nelle ore mattutine nel parcheggio sottostante Piazza Mar del Plata, in realtà non aveva niente di “contadino” e le autorizzazioni rilasciate dal comandante Ottavio Di Meglio si estendevano fino al tardo pomeriggio. Insomma, una dietro l’altra emergevano piccole e grandi irregolarità rimaste per anni nell’ombra. La stessa “Testaccio Grandi Eventi” non presentava registri e documenti perfettamente in regola: fu acquisito un documento extracontabile, un quaderno con entrate, uscite, date di eventi, e con una ripartizione degli utili, che fu passato alla Guardia di Finanza. Il pubblico ministero Loreto ha anche chiesto particolare circa l’illuminazione necessaria agli eventi, e il militare ha spiegato che l’autorizzazione all’acquisto e all’uso di generatori e del palco per gli eventi (importo pari a 12mila euro) avveniva tramite determine firmate di proprio pugno dal tenente, senza l’uso del Mercato elettronico della pubblica amministrazione o della Consip.

Dopo l’esame relativo alle indagini del ramo investigativo riguardante l’albergo Casa Bianca, di cui leggete a parte, una estenuante mezz’ora è stata dedicata alla lunga elencazione degli episodi in cui Stanziola si sarebbe allontanato dal posto di lavoro in orario d’ufficio, recando così danno economico all’ente: episodi verificati con un lavoro di geolocalizzazione tramite il cellulare dell’imputato. La noiosa enumerazione, che rischiava di addormentare l’uditorio già fortemente provato dal lunghissimo esame del testimone (si approssimavano ormai le ore 16), è stata stoppata dal presidente Pellecchia che, d’accordo con gli avvocati, ha disposto l’acquisizione dei dati, perché non contestabili. Il resto della deposizione ha riguardato la nota fornitura di pane richiesta da Stanziola allo Slama, e alla denuncia nei confronti di quest’ultimo effettuata dal tenente per presunti abusi compiuti nel panificio del suo accusatore. Naturalmente non c’è stato tempo per il controesame del  brigadiere Trani, che tornerà sul banco dei testimoni il prossimo 25 maggio per rispondere alle domande della difesa, anche ieri rappresentata in forze: erano infatti presenti gli avvocati Massimo Stilla,  Mena Giglio, Cristiano Rossetti, Alfredo Sorge, Giuliano Di Meglio, Giuseppe Di Meglio, Amedeo Bucci De Santis, oltre a Tommaso Scolarici, difensore di Alessandro Slama.

Ads

Francesco Ferrandino

Ads

Articoli Correlati

0 0 voti
Article Rating
Sottoscrivi
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
Visualizza tutti i commenti
Back to top button
0
Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex