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Free Market, nuovi testimoni per l’accusa

Stamane nuova udienza nell’ambito del processo originato dall’inchiesta “Free Market”. Una vicenda che vede implicati tredici imputati, a vario titolo ritenuti responsabili tra l’altro di più episodi di peculato, concussione, corruzione per l’esercizio della funzione, abuso d’ufficio, falsità materiale ed ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atto pubblico, truffa in danno del Comune di Barano. La vicenda, com’è noto, prese le mosse dalla denuncia di Alessandro Slama nei confronti del tenente della polizia municipale di Barano Antonio Stanziola,  denuncia che diede origine a un’indagine via via sempre più estesa, fino a coinvolgere un gran numero di personaggi della comunità baranese: Paolino Buono, Salvatore Di Costanzo, Alexandra Eugenia Di Meglio, Ottavio Di Meglio, Maria Grazia Di Scala, Ernesto Napolano, Ciro Pinelli, Raffaele Piro, Antonio Schiano, Antonio Scordo, Nicola Antonio Stanziola, Antonio Vuoso e Giorgio Vuoso.

Il processo, iniziato nella primavera 2016, è ancora nella fase di esame dei testimoni indicati dall’accusa. Nelle ultime udienze sono stati ascoltati alcuni componenti dell’Arma dei Carabinieri che svolsero le indagini, e oggi nuovi testi indicati dall’accusa sfileranno dinanzi al collegio della prima sezione penale presieduto dal giudice Francesco Pellecchia: si tratta di Buono, Trani, Simeone e Scaletti. In chiusura dell’ultima udienza del 21 settembre, in relazione ai due video che furono allegati alla denuncia di Slama che dette il via alle indagini, proprio il presidente Pellecchia aveva rilevato nel fascicolo una nota di un anno fa con cui il consulente chiamato a riversare dal cellulare di Slama le riprese su supporto magnetico aveva fatto sapere di non esserci riuscito, visto il grado di danneggiamento del telefonino. Il pubblico ministero si  riservò di produrre aggiornamenti in merito, anche se tra gli avvocati della difesa la circostanza produsse  qualche sussulto, vanamente dissimulato per scaramanzia: se infatti se non vi fossero novità sul punto, potrebbero nascere seri dubbi sull’utilizzabilità della prova in questione.

I FATTI. Avviata nel novembre 2013, la complessa attività investigativa svolta dalla Stazione dei Carabinieri di Barano d’Ischia  avrebbe consentito di delineare la sussistenza di una sistematica illecita gestione della cosa pubblica ad opera di un funzionario della polizia municipale del Comune di Barano d’Ischia, il tenente Stanziola, responsabile dell’organizzazione e controllo delle attività connesse a fiere, mercati e manifestazioni nonché dirigente dell’ufficio tecnico comunale.  Alcuni dei reati sarebbero stati commessi in concorso con appartenenti all’associazione “Testaccio Grandi Eventi” creata ad hoc al fine di aggirare le normative di natura fiscale e amministrative in materia di fiere, mercati e spettacoli vari.

Le indagini consentirono di ipotizzare a carico dello Stanziola e dei suoi presunti correi la percezione indebita di denaro o di altre utilità, in cambio di autorizzazioni per partecipare a fiere e mercati sul territorio del Comune; l’acquisto mediante l’utilizzo di denaro pubblico di materiale utilizzato a fini privati per l’organizzazione di fiere e mercati; il rilascio di false autorizzazioni in materia edilizia ed urbanistica in favore di soggetti (Raffaele Piro e Maria Di Scala) che le hanno poi prodotte in giudizi civili per contrastare le legittime pretese della controparte; il tentativo di acquisire ad un prezzo estremamente conveniente l’albergo “Casa Bianca”, contro cui lo Stanziola aveva emanato un’ordinanza di abbattimento proprio al fine di ottenerne un deprezzamento; l’aver sistematicamente sfruttato la posizione di pubblico ufficiale per costringere i commercianti ad indebite dazioni di prodotti alimentari; plurimi episodi di assenteismo dal posto di lavoro.

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