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CRONACA

Fulmini, come proteggersi?

Ogni anno in Italia cadono circa 1.600.000 fulmini. Il rischio di essere colpiti è relativamente basso, ma in questi giorni la cronaca italiana ci restituisce notizie poco rassicuranti ed incidenti anche fatali (ultimo in ordine cronologico quello accaduto al manager Alberto Balocco). E’ infatti bene ricordare che i fulmini possono causare stati di shock, ustioni, traumi contusivi ed ipotermia, oltre a gravi problemi che possono ritenere necessarie manovre di rianimazione. Con semplici accortezze è possibile però allontanare ogni pericolo e viversi a pieno queste ultime giornate estive sull’Isola d’Ischia, dal meteo a dir poco altalenante. Il Cdc ci offre dei consigli su come proteggersi da un’insidia spessa sottovalutata durante i mesi caldi: Dove siamo al sicuro? Nonostante la migliore delle ipotesi sia quella di rifugiarsi in casa si informa anche che più di un terzo degli incidenti si verifica in luoghi al chiuso. Bisogna evitare contatti prolungati con l’acqua (fare il bagno, la doccia, lavare i piatti), poiché i fulmini possono anche attraversare gli impianti idrici delle abitazioni. Evitare, durante i forti temporali, anche di usare apparecchiature elettriche collegate a una presa (non solo computer, phone, lavatrici, ma anche il cellulare sotto carica può essere un pericolo). Evitare porte, finestre e portici e non sdraiarsi su pavimenti di cemento. Se invece arriva il temporale mentre sei all’aperto e sei lontano da un rifugio sicuro è bene ricordare che: scendere da aree elevate come colline e creste montuose può diminuire il rischio; stendersi a terra non aiuta ad evitare l’impatto (accovacciati piuttosto in posizione fetale con il solo contatto dei piedi sul suolo); non bisogna ripararsi sotto un unico albero isolato e se si è in una foresta bisogna accostarsi agli alberi più bassi; se sei un bagnante non rifiugiarti sulle scogliere o sulle coste rocciose (se sei su una barca raggiungi la riva oppure getta l’ancora e attendi la fine del temporale spostandoti nel punto più basso della cabina); non restare nei veicoli aperti come decappottabili e motocicli ed evita strutture aperte come i gazebo per la loro scarsa capacità di proteggere dai fulmini; in generale non sostare accanto a strutture alte, come pali della luce o del telefono (il fulmine tende a colpire l’oggetto isolato più alto).

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