CRONACA

Fumata bianca, riapriranno i tavolati a Casamicciola

Ieri l’incontro al Capricho tra i subconcessionari delle strutture del litorale e l’amministrazione comunale: prevista la ripartenza tra circa tre settimane

Ieri mattina si è svolto nella sede municipale del Capricho di Casamicciola l’incontro programmato tra una delegazione dell’amministrazione comunale, composta dal sindaco Castagna, dal vicesindaco Silvitelli e dal consigliere Frallicciardi, e i subconcessionari dei tavolati. Obiettivo dell’incontro, uno scambio di opinioni e linee guida e protocolli legati all’apertura nella stagione 2020. La riunione è stata considerata molto proficua dai presenti, che hanno variamente discusso la nuova ordinanza regionale relativa alla ripresa delle attività balneari, coi relativi requisiti, il distanziamento di sicurezza, la sanificazione delle aree, le implicazioni amministrative. Gli imprenditori hanno chiesto garanzie in merito al pagamento dei tributi, in particolare la tassa sulla concessione e l’imposta sui rifiuti. L’amministrazione ha spiegato quali sono gli attuali riferimenti normativi: i Comuni per il momento non possono garantire il mancato pagamento dei due tributi. Si tratta di richieste dettate dal fatto che giocoforza quest’anno gli stabilimenti balneari dovranno ridurre il numero di ombrelloni, quindi di postazioni utili. Sotto questo punto di vista non resta che attendere le norme nazionali, per capire se in futuro per i tributi locali e il canone concessorio si potranno adottare eventuali forme di rateizzazione o di esenzione.

A quanto si apprende, ciascun concessionario potrà predisporre dai venti ai venticinque ombrelloni. La maggioranza dei gestori ha fatto capire che è disposta a riaprire per la stagione in corso, mentre un paio sono in forse. Di sicuro è emerso che mai come quest’anno bisognerà puntare sulla qualità e sulla sicurezza. Due caratteristiche che possono dare maggiore credibilità e maggiore forza sul mercato. I concessionari sotto questo punto di vista hanno dato la massima disponibilità a collaborare per realizzare al meglio questi intendimenti ormai necessari. Sarà importante mettere a punto i sistemi di prenotazione, le opere di sanificazione, e quindi la sicurezza, che potrebbero rendere ogni struttura più appetibile per il cliente che intende vivere con serenità la sua permanenza sulla pedana.

Del resto nella discussione è emerso che, tra l’aprire e il rimanere chiusi, la prima possibilità è da preferire per una serie di motivi, a partire dal fatto che la concessione viene comunque pagata. Quindi, anche se a fronte di un minore fatturato, la riapertura viene vista come la soluzione migliore.

Per quanto concerne i tempi, si stima che per poco oltre metà giugno gli stabilimenti dovrebbero essere pronti ad accogliere i bagnanti. Dopo l’autorizzazione e la presentazione della Scia, si procederà al montaggio delle strutture: è quindi presumibile che per il 20 giugno le pedane saranno operative. Da quel momento, ci sarebbe quindi tre mesi di attività.

Si è cercato anche di valutare che tipo di estate sarà, visto che oltre ai clienti isolani, molti stabilimenti hanno sovente accolto la clientela ospitata negli alberghi. Ma al momento è difficile capire quale sarà la “mappa” definitiva delle strutture ricettive. In ogni caso sono state gettate le basi per la ripartenza stagionale anche sui tavolati. L’evoluzione della stagione stessa è tuttavia legata a fattori al momento impossibili da prevedere. Se la curva epidemiologica del covid-19 continuerà a scendere, ovviamente l’estate si svilupperà in maniera più favorevole per una faticosa ma progressiva ripresa del settore.

Intanto, l’amministrazione sta lavorando sulla delibera d’adozione dell’ordinanza regionale per regolamentare l’accesso alle spiagge libere nel rispetto delle norme di sicurezza. Il provvedimento è atteso a giorni.

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