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Fuochi & terremoto: su Facebook spuntano gravi offese al santo

Grande è l’attesa per la spettacolare processione via mare da Ischia Ponte al Porto d’Ischia, in onore del Santo Concittadino San Giovan Giuseppe della Croce, che avrà luogo quest’oggi, nel tardo pomeriggio, condizioni metereologiche  permettendo. Ma San Giovan Giuseppe, come al solito, farà il…miracolo, consentendo  così (speriamo) alle migliaia di ischitani residenti, ai nostri emigrati nelle Americhe ed ai  tantissimi turisti presenti sull’isola, nonostante l’effetto terremoto e l’inutile presenza dei suoi detrattori e falsi moralisti, di assistere all’emozionante evento, che col passare degli anni, va assumendo importanza sempre maggiore. Ormai la grande processione del Santo ischitano per il mare di Ischia, lambendo mezza costa dell’isola, che in pratica, apre un settembre più fresco e più tranquillo, è considerato dagli estensori delle guide turistiche locali e regionali e degli almanacchi nazionali come itinerario di turismo religioso da seguire per i suoi risvolti storici, culturali e di fede di un popolo che si richiama a questo straordinario Santo dai particolari ed incredibili miracoli, quando le cose in famiglie e nel paese, non vanno come dovrebbero. “San Giovan Giuseppe ci mette una… pezza,  ne sono sicura…” affermava la vecchia nonna con l’immaginetta di San Giovan Giuseppe stretta fra le mani, quando sentiva odore di bruciato, evidentemente, rifacendosi al significativo quanto veritiero appellativo di “frate cento pezze” che gli avevano appioppato i suoi confratelli e le tante persone che lo seguivano in vita, per il mantello completamente rattoppato che da sempre quotidianamente indossava, coprendosi per intero, dalla testa fini ai piedi , specie nelle fredde e piovose  giornate di inverno.

San Giovan Giuseppe, da dotto e saggio frate alcantarino, quando stazionava a Napoli presso il convento di Santa Lucia al Monte, sul Corso Vittorio Emanuele ed a Piedimonte d’Alife nel convento di Monte Muto con l’incarico di Padre Superioe, era richiesto da baronesse, contesse ed altre nobildonne dell’alta borghesia napoletana quale loro confessore preferito. infatti, Frate “cento pezze”, ai primi del ‘700 con l’identico abbigliamento scendeva e salive gli ampi  scaloni dei palazzi patrizi napoletani, serbando  dentro di sé “confessioni” a volte proibitive e pericolose, che se svelate, avrebbero provocato disastri sociali, sia pur nelle  alte sfere della buona società napoletana e presso i Vicerè del Regno. Quindi un San Giovan Giuseppe stimato e temuto in vita, ed amato e venerato dopo la sua morte (5 marzo 1734) fino ai giorni d’oggi, dove l’isola tutta, ha  imparato e sta imparando ad apprezzarlo di più, specie dopo il trasferimento definitivo della Sacra Urna contenete le sue spoglie mortali, da Napoli ad Ischia. Grazie all’azione  meritoria del defunto Vescovo Strofaldi che fra le altre cose, è riuscito anche a trasformare la chiesa dello Spirito Santo nel Borgo di Celsa  in Santuario dove in realtà si venera  da sempre la tradizionale e preziosa statua settecentesca del Santo concittadino. Già da questa mattina il Santuario è aperto ai fedeli che numerosi si accostano alla statua di San Giovan Giuseppe ed a quella altrettanto amata della Madonna di Costantinopoli per il devoto saluto nel giorno ufficiale della festa, quello della grande processione che vedrà le due importanti statue, già rimosse dai loro troni, per la verità quest’anno abbastanza semplici, lasciare la Chiesa dello Spirito Santo, intorno alle ore 19,00, per imbarcarsi sulle imbandierate motobarche in approdo al vecchio pontile del Borgo Antico di Ischia Ponte. E’ il preludio a questa processione che raccoglie e ne fa  un vortice di religiosità, spettacolarità, folklore, espressioni di fede, commozione, preghiera e canti.

E’ il forte massaggio globale che il popolo osservante e fedele di Ischia indirizza al suo illustre concittadino che con i suoi forti esempi di vita  monastica al servizio del Signore, di Maria Assunta in Cielo e della Chiesa di cui si riteneva suo umile servo, sempre nel nome del Signore e della gente che aiutava nello spirito e nella materia, ringrazia, ma invita pure il suo popolo a imitarlo nella fede e nel rispetto verso i propri simili, in spirito di fratellanza e di amore vero con i fatti  e non con parole a vuoto. Il lunedì della festa dedicato alla grande processione via mare è arrivato. Il giorno di giubilo è nel pieno della sua funzione. Le campane delle tre antiche chiese del Borgo di Celsa, Santuario dello Spirito Santo, Chiesa Cattedrale degli agostiniani e Congrega dei “Fratelli” della Madonna di Costantinopoli, suonano a distesa  ed annunciano l’evento che ogni anno si svolge sempre con rinnovata solennità. Al suono delle campane che ridestano il paese, si sarebbe dovuto aggiunge il fragore tuonante dei fuochi d’artificio, che saranno invece  sparati solo con colpi in aria in segno di festoso saluto, mentre sul mare, d’avanti al vecchio Borgo di Ischia Ponte pieno di storia antica, solcano a media andatura numerose barche impavesate con a bordo intere famiglie ed amici, per seguire le due motobarche principali che trasportano le statue di San Giovan Giuseppe della Croce e della Madonna dal vistoso manto azzurro trapuntato di stelle luccicanti. Il corteo marino, tra il Ponte ed il Castello, prende sempre più forma, il numero delle barche al seguito si infittisce sempre di più. Le grosse navi di linea di passaggio sulla rotta per Napoli e Pozzuoli,  salutano il Santo a sirene  spiegate. La scena spettacolare, grande quanto l’atmosfera che l’avvolge, è vista da terra come un grande film d’azione che continua le sue sequenze. I protagonisti in assoluto sono San Giovan Giuseppe e la Madonna di Costantinopoli sua “partener”  nel tradizionale corteo, il Vescovo d’Ischia Mons. Pietro Lagnese e tutti i suoi sacerdoti, i “Fratelli” con la mantellina azzurra della Congrega di Ischia, la banda musicale e le tantissime persone che sono riuscite ad imbarcarsi su battelli chiamati per la funzione.

E’ la grande processione del Santo via mare, che da qualche anno Don Carlo ha voluto che essa, prima di fare rotta verso il porto d’Ischia, raggiungesse Cartaromana passando per la fascia abitata  che gravita intorno alla Torre di Michelanglo fino alla collina di Campagnano, per un coinvolgimento totale dell’intera zona. Forse mancheranno i festosi fuochi d’artificio che esplodono da ogni dove: dall’hotel Delfini, dall’hotel Giardino delle Ninfe, dall’Eden, dal Gardenia., dal ristorante di Cartaromana, dalla collina Campagnano. La processione prosegue per il Porto d’Ischia costeggiando  la lunga  lingua di arenile che dalla Mandra arriva a San Pietro. L’ingresso nel Porto è scoppiettante e da favola. Migliaia di persone intorno al Santo Concittadino che lo accompagnano con il Vescovo Lagnese in testa, fino ad Ischia Ponte attraversando l’intero centro cittadino tra due impressionanti ali di folla. Tutto questo sarà rivissuto oggi, in omaggio e lode ad un Santo Concittadino, vanto inconfutabile della nostra isola di ieri, di oggi e di sempre. Questa sera mancheranno i fuochi serali conclusivi per rispettare la tragedia del terremotoa Casamicciola e Lacco Ameno.

Antonio Lubrano (antoniolubrano1941@gmail.com)

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Foto di Giovan Giuseppe Lubrano                              

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