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Furia Del Deo contro i “complottisti”: «Bugiardi e nemici del paese, si vergognino»

Evidentemente è destino che a Forio le acque debbano essere sempre agitate. Adesso, come è normale che sia, si fa un gran parlare di questo tentato golpe che a un certo punto ha assunto quasi i contorni di un film surreale. Se ne sono dette di tutti i colori, ci sono state anche le smentite del caso. Ma cos’è successo quella domenica mattina e anche nei giorni precedenti o meglio qual è la tua ricostruzione dei fatti?

«E’ da qualche anno a questa parte che si tentano dei golpe contro l’amministrazione comunale. Ovviamente queste iniziative non sono pilotate dalla minoranza storica e di primogenitura, quanto piuttosto dai fuoriusciti della maggioranza. I quali, peraltro, si permettono di dire che questa squadra che governa il paese è composta da persone che alzano la mano senza sapere cosa vanno a votare. E allora un’osservazione mi deve essere consentita».

Prego.

«Facciamo un metro di paragone tra chi ha lasciato l’attuale amministrazione e chi invece ne è ancora parte integrante, sia sul piano delle credenziali che della professionalità. Vi sembra possibile che gente come Michele Regine, Gianni Matarese, Gianna Galasso – e parliamo di tre avvocati –alzi la manina in consiglio o in giunta senza sapere quali problematiche si stanno affrontando e soprattutto senza averne assoluta cognizione? E lo stesso dicasi per Donatella Migliaccio, Vito Manzi, Mario Savio, Giuseppe Di Maio, Cristian Castaldi, Lello Buono e Salvatore Castaldi da poco approdato in consiglio come Rosaria Manzo, e ancora Davide Castagliuolo. Insomma, siamo seri: ma di che cosa vogliamo parlare? Sparare certe amenità è veramente offensivo nei confronti di certe persone che non meritano affatto di essere etichettate in questa maniera. Qualcuno farebbe bene a contare fino a dieci prima di aprire bocca in maniera sciocca e inopportuna…».

Tornando a quello che è successo tra sabato e domenica scorsa, qual è la tua ricostruzione dei fatti?

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«L’iniziativa era partita a tempo debito con un gruppetto di opposizione, poi a un certo punto hanno tentato di coinvolgere l’ultimo che è entrato nell’assise e cioè Salvatore Castaldi. I dissidenti lo hanno preso, evidentemente, per una persona poco scaltra e pensavano di circuirlo: il Castaldi è stato chiamato per partecipare a un incontro la domenica mattina, all’interno della scuola, alle 12.30 ed è stato visto entrare per il passo carrabile che era lì. Inutile che adesso si dica che il summit segreto non si è svolto in quella sede, solo perché magari Chiara Conti teme qualche iniziativa dal momento che ha utilizzato un bene pubblico come un plesso scolastico per finalità palesemente private e non certo didattiche. Alla Conti ricordo solo che la scuola è del Comune, non sua. Hanno parlato anche di una visita alla struttura per delle verifiche, come se all’improvviso fossero diventati tutti ingegneri o strutturisti. Questi vigliacchi non hanno coraggio, come ha detto loro l’avvocato Nicolella» .

Già, Nicolella…

«C’è poco da dire, chapeau. Con Nicolella abbiamo avuto furenti scontri, ma sempre sul piano politico. Lo ripeterò fino alla noia, ha avuto uno spessore che gli altri dell’opposizione neanche lontanamente si sognano. In ogni caso, dicevo, Castaldi è stato chiamato, ha ricevuto dei messaggi da Chiara Conti (così come Nicolella) che gli chiedeva un incontro mettendolo in guardia per la delibera votata a proposito della Torre Saracena. Lui è andato sul posto ed ha spiegato come l’atto fosse assolutamente legittimo: la delibera votata in consiglio comunale è pari alla somma stabilita dal CTU nominato dal presidente del Tribunale. Se dovesse subentrare un curatore, tirerà fuori questo documento che è un credito certo vantato dalla partecipata. Noi l’abbiamo deliberato per vedere se si può evitare il fallimento e se dal concordato liquidatorio definitivo possiamo passare a quello in continuità. E’ nostra intenzione salvaguardare una società in house, visto che non se ne possono più costituire: noi nel 2020 vorremmo gestire direttamente il porto ma non possiamo farlo come Comune, le normative vigenti lo impediscono. Ecco perché salvare Torre Saracena sarebbe una manna dal cielo, spero di essere stato chiaro. Loro hanno provato a spaventare il nostro consigliere, che ovviamente non ha abboccato all’amo ma ha spiegato con lucidità e meticolosità come stavano effettivamente le cose. In questa vicenda ci sono aspetti vergognosi e squallidi, quando consiglieri comunali si arrampicano sugli specchi dicendo falsità, vorrei che avessero il coraggio delle loro azioni. Come Nicola Nicolella, per l’appunto…».

Proviamo a scherzarci un po’ sopra. Ma avresti mai detto appena un paio di settimane fa che il leader di Gente Comune avrebbe vestito i panni di salvatore della patria?

«Nicolella è un tipo vulcanico e focoso, ma decisamente coerente. Non ha preso le difese dell’amministrazione, ma di un comportamento etico politico, che è ben altra cosa. Ha detto di essere pronto a venire a sfiduciare l’amministrazione in consiglio comunale ma di non essere disposto a nascondersi dietro a un pezzo di carta o alla firma apposta dinanzi a un notaio. Ho visto molti consiglieri di minoranza ospiti in una trasmissione televisiva: credimi, ascoltarli è stata una cosa deprimente, patetica. Hanno raccontato una serie di menzogne, lo stesso Castaldi mi aveva preannunciato questo incontro. C’è poco da fare, questa vicenda conferma la pochezza di certi soggetti».

C’è stato chi ha giustificato questa iniziativa con la necessità di garantire alla comunità foriana una campagna elettorale trasparente e lontana da condizionamenti di qualsivoglia natura. Minacce e ricatti compresi, per essere proprio espliciti.

«Chi parla in questo modo non ha una storia politica alle spalle e a un certo punto ha paura del confronto politico ed elettorale. Ho fatto 40 anni di attività politica rimanendo 15 anni fuori dal consiglio comunale: non ho mai abbandonato rapporto e collegamenti col territorio e la sua gente e questo lo può testimoniare chiunque. Fino ad oggi a Forio si è respirato un clima di tranquillità, era finita la stagione dei veleni: adesso si approssima la campagna elettorale e il timore di certe persone è che l’amministrazione arrivi alla sua conclusione naturale e questo li spaventa perché secondo qualcuno così in questo modo siamo più forti. Sono dei vigliacchi, non si rendono conto che far venire un commissario prefettizio in un momento particolare come questo, al termine di un risanamento che ci è costato tanti sacrifici, è davvero da pazzi. Tra l’altro, abbiamo dovuto mettere a posto anche guai causati dalla precedente amministrazione, di cui faceva parte qualche soggetto che oggi vuole fare il verginello e presentarsi come il nuovo. Non hanno argomenti e così stanno seminando odio. Ma sia chiaro, lo stanno facendo loro, non certamente noi. E poi è ora di finirla con accuse indegne, come quelle delle minacce. Ti invito a girare Forio in lungo e in largo e trovare qualcuno che possa affermare che Francesco Del Deo si sia mai permesso di avere atteggiamenti del genere nei confronti di qualunque cittadino. E lo stesso vale per gli altri rappresentanti della nostra maggioranza. Conosco i miei consiglieri e gli assessori, figuratevi se è gente capace di comportamenti simili. Non hanno niente e si arrampicano sugli specchi. E su tutti c’è un soggetto che all’epoca nessuno voleva in lista: io mi feci convincere, e oggi sono costretto a chiedere scusa a quei 112 candidati che non ne volevano sapere. E poi…».

E poi?

«Voglio ricordare che questa persona (il riferimento è a Stani Verde, ndr) non ha votato il bilancio, che è un atto qualificante di un’amministrazione. Lui fino a quel momento era stato in maggioranza: ci sono i verbali, fui io ad alzarmi ed a dire che non faceva parte più della squadra. Lui non se ne è andato, sono io che l’ho cacciato e questo concetto deve essere chiaro. Se dovessi parlare anche degli altri, poi, finirei col dare eccessiva importanza a chi non la merita».

Cosa ti aspetti dal consiglio comunale che, dopo la richiesta di otto consiglieri, inevitabilmente sarà convocato?

«La maggioranza, compatta qual è, dimostrerà ancora una volta la sua unione. La verità è che loro, pur di scardinare questa amministrazione, preferiscono un commissario prefettizio e questo i cittadini devono tenerlo a mente: è un atto criminale, un’azione contro il paese e la sua economia».

Come vi preparate ad affrontare una campagna elettorale che già da queste prime schermaglie si preannuncia a dir poco infuocata? E cosa rispondi a chi afferma che ormai hai una maggioranza risicata ed hai perso pezzi per la strada?

«Questo non significa niente, anche nei governi si parte con maggioranze bulgare che si assottigliano. Voglio ricordare che l’ultima tornata elettorale era stata la prima col sistema delle coalizioni e che dunque potevano vedere la presenza di diverse persone, molti dei quali giovani. In questo “esercito” di candidati, ne sarà venuto fuori qualcuno discutibile. Ma credo che il popolo di Forio conosca bene Chiara Conti, sappia chi è Stani Verde, Vito Iacono eccetera…».

Vi presenterete al paese con quale abito?

«In primis col fiore all’occhiello costituito dal risanamento del bilancio. Avevamo una massa debitoria di 28 milioni di euro e l’abbiamo portato a 7 milioni e tutto questo senza aver aumentato di un solo euro le tasse e dunque senza aver messo le mani nelle tasche dei cittadini. E poi 8 milioni di opere pubbliche non mi sembrano roba da poco» .

Un ultimo pensiero in libertà, per chiudere.

«Beh, noto che noi veniamo continuamente attaccati sui social network, in maniera ossessiva, addirittura ventiquattro ore su ventiquattro. A parte i soliti pretestuosi, c’è anche qualche consigliere comunale che lo fa con una costanza a dir poco impressionante. E allora io mi chiedo: ma questi soggetti come vivono? Possibile non abbiano nulla da fare dalla mattina alla sera? Ad ogni modo, non ho mai risposto e ho sempre detto ai miei di conservare un basso profilo e di non attaccare mai il prossimo. Anche questa, se permettete, è una questione di stile».

Gaetano Ferrandino

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