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Furto di corrente elettrica, il processo slitta a febbraio

Nulla di fatto nell’udienza del processo per il furto di energia elettrica di cui è accusata la Ego Eco, e di riflesso il suo rappresentante, il patron Vittorio Ciummo. L’assenza del giudice Alberto Capuano ha imposto il rinvio d’ufficio di tutti i processi la cui trattazione era programmata per l’udienza di ieri mattina presso la sede di Ischia del Tribunale. Come si ricorderà, la vicenda nacque da quello che doveva essere un semplice supplemento di indagine, per capire chi avesse danneggiato qualche tempo fa due mezzi della Ego Eco: ed invece,  un’ispezione compita dai carabinieri della Compagnia di Ischia e della Stazione di Forio  portò alla denuncia in stato di libertà all’autorità giudiziaria del legale rappresentante della Ego Eco (società che si occupava del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti nel Comune di Forio), Vittorio Ciummo, con un’accusa imbarazzante: furto di energia elettrica. Mentre si trovavano nell’area di travaso di Citara, i militari guidati dal capitano Andrea Centrella avevano accertato che l’alimentazione dell’impianto di illuminazione ed elettrico della predetta area avveniva tramite cavo indebitamente agganciato. L’indebito allacciamento, peraltro, venne di lì a poco certificato anche da un tecnico che si occupa dell’illuminazione pubblica nel Comune del Torrione. Il processo è stato quindi rinviato all’udienza del 23 febbraio.

 

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