CRONACA

Fusione termonucleare, l’ingegnere ischitano che sogna l’energia pulita

Il Tokamak a cui sta il dottor Antonio Magnanimo presso il Manc Plank di Monaco potrebbe rivoluzionare l'approvvigionamento di energia. Un cambiamento epocale per l'intero pianeta

Quanta eccellenza viene generata dalla nostra isola. Talenti indiscussi costretti però a dare dimostrazione della propria bravura lontano da Ischia e anche dai confini nazionali. Un trend che riempie d’orgoglio, con uno stonato retrogusto di sconforto. In giro per il mondo ci sono figli dell’isola che si fanno conoscere non soltanto per le proprie bellezze naturali, ma anche per la vivacità delle sinapsi di chi vi nasce, cresce e che poi, purtroppo, è costretto a portare via lontano il proprio lavoro.

Ma poco male. Gli studi recentemente portati a termine da Antonio Magnanimo, nato e cresciuto a Forio, membro di una famiglia conosciuta all’ombra del Torrione proprio per la vocazione per l’ingegneria (in famiglia tutti ingegneri, a partire da papà Michele Magnanimo) contribuiranno a portare indubbi vantaggi a tutta la comunità internazionale. L’aggiunta della laurea di elettronica conseguita il 4 dicembre dell’anno scorso ha permesso al dottor Antonio Magnanimo di lavorare a Monaco presso il Manc Plank, una società che ha assunto fama mondiale nel campo della ricerca scientifica e tecnologica. Una Società che vanta più premi Nobel di qualsiasi altra istituzione mondiale.

Il dottor Magnanimo sta lavorando a un Tokamak, una macchina che in opportune condizioni permette di creare al suo interno le condizioni per la fusione termonucleare controllata, allo scopo di estrarne l’energia termica prodotta e produrre energia elettrica. Il promettente reattore a fusione è chiamato “Tokamak” consiste in una camera a vuoto a forma toroidale in grado di creare e contenere plasma – il quarto stato della materia – a 100 milioni di gradi o più. Affinché avvenga la fusione, il plasma deve essere mantenuto a queste temperature per un tempo sufficiente. Una volta che due particelle si fondono, la sfida è raccogliere l’energia rilasciata senza perdere il controllo del plasma. Si dice che il plasma “si accenda” quando genera abbastanza calore da solo attraverso la fusione da diventare autosufficiente e non sono più necessari sistemi di riscaldamento aggiuntivi.

“Sto lavorando al tokamak di aggiornamento ASDEX, il tokamak più grande della Germania. – spiega il dottor Antonio Magnanimo – Questa macchina viene utilizzata presso l’Istituto Max Planck per la fisica del plasma (IPP) di Garching, dove tre generatori a volano vengono caricati prima dell’inizio di un esperimento di fusione. Un generatore a volano è composto da un motore, una grande massa rotante (volano) e un generatore: il motore è collegato alla rete pubblica e – prendendo energia da lì (fino a 15 megawatt) per diversi minuti – converte l’elettricità in energia cinetica accelerando la rotazione del volano pesante fino a circa 1.600 giri al minuto. I volani forniscono essenzialmente la potenza di 450 megawatt necessaria per alimentare un esperimento di fusione, usando solo i 15 megawatt disponibili della rete pubblica. Solo per darti un’idea, questa quantità di energia è equivalente alla metà del consumo medio di energia dell’intera area di Monaco.

La fusione nucleare è il processo che alimenta il sole e le stelle, rendendo possibile la vita sulla Terra. Una delle sfide scientifiche più difficili del 21 ° secolo è realizzare una simile reazione sul nostro pianeta per utilizzare il calore che produce per la produzione di energia elettrica. Un passo verso questo eccezionale traguardo potrebbe essere compiuto proprio da un ischitano, tassello di un mosaico di sviluppo e progresso che potrebbe rivoluzionare il mondo.

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4 Commenti

  1. Il tokamak é stato inventato dai russi negli anni 60
    Da sakkarov. Il problema é che consumano più di quello che producono. Perché l’energia delle stelle in realtá ha un altro motore. La gravitá

  2. L energia pulita a costo 0 è già stata scoperta tra gli anni 70 e 90 da Rolando Pelizza inoltre può trasmutare la materia è annichilire, progettato da Ettore majorana Non c è nulla da scoprire é solo questione di volontà politica .. Tutto documentato e certificato

    1. La ricerca è rivolta più che ha “scoprire” la fusione, a rendere stabile il reattore ed a mettere in grado le centrali di utilizzarne al meglio l’energia prodotta mediante l’utilizzo di nuove teconologie come come ad esempio i supercondensatori, cosa al momento difficile e che non ha consentito la realizzazione in serie di tali centrali. “Demo” dovrebbe consentirlo…si spera.
      https://it.wikipedia.org/wiki/DEMO

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