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Fusti divelti nel bosco, il mistero degli alberi tagliati a Buceto

Nel bosco tra Fiaiano e il Cretaio sono stati ritrovati diversi alberi tagliati con una motosega. Un’area di diversi metri quadrati deprivata del patrimonio arboreo senza alcuna autorizzazione. Chi ha ridotto in quello stato la porzione di verde isolano?

Sul manto di erba e foglie secche una miriade di tronchi tagliati di netto. Adagiati sul suolo almeno una ventina di alberi, per lo più castagni. Si trovano nel cuore del bosco di Buceto da diversi mesi. Tagliati uno a uno, con meticolosa precisione, da qualcuno che si è inerpicato in cima al bosco armato di motosega. Probabilmente quando il delitto è stato compiuto qualcuno avrà anche sentito il frastuono che ha spezzato la tranquillità del bosco, area verde che offre agli escursionisti rari sentieri di pietra, piante rampicanti e vegetazione a perdita d’occhio, spezzata solo dai colori scuri dei tronchi e dal caleidoscopio di colori floreali che arricchisce un luogo dalla tranquillità arcadica.

Tranquillità che è stata però spezzata dal taglio di questi alberi, sicuramente non autorizzato, che ha privato il patrimonio arboreo che si sviluppa tra Fiaiano e il Cretaio di un numero notevole di esemplari. Al di là della tristezza che può colpire chiunque si dispiaccia di un taglio non autorizzato e  che rende l’isola verde più povera, l’episodio rimane avvolto in un piccolo mistero. Non è chiaro il motivo per cui siano stati tagliati gli alberi. Appena tagliati sono rimasti lì, senza alcuna traccia che possa spiegare le motivazioni della decimazione.

I fusti, infatti, sono stati lasciati lì dove sono stati tagliati. Qualsiasi sia la motivazione che ha convinto qualcuno a inerpicarsi nel bosco e fare piazza pulita di diverse decine di metri quadri di bosco non è quindi chiara. Se si pensa a un bottino di legna per alimentare i camini invernali, bisogna ricredersi visto che i fusti sono rimasti lì. Difficile anche pensare che possa essere opera di qualche amante dell’arte venatoria che pur di avere uno spiazzo da sfruttare come postazione da caccia non si è fatto scrupoli di tagliare uno sproporzionato numero di alberi. La domanda quindi rimane: perché si è deciso di tagliare questi alberi? Com’è possibile che chiunque si senta autorizzato può impunemente raggiungere zone verdi dell’isola e deturpare in pochi minuti un patrimonio costruito in decenni di duro lavoro da parte di madre natura?

La vicenda ricorda molto il recente episodio capitato nel bosco di Zaro, dove anche nel luogo così carico di suggestioni e pieno di vegetazione, sono stati tagliati da ignoti numerosi alberi, un episodio che ha suscitato profonda indignazione e mobilitato un tam tam che ha velocemente fatto il giro dell’isola. Anche nel bosco popolato da pellegrini che fanno visita alla Madonna e  da decine di escursionisti è andata in scena un vero e proprio attentato al patrimonio arboreo di Forio, una circostanza che unita all’episodio di Buceto ribadisce l’esigenza di avere maggiore rispetto per la flora dell’isola d’Ischia e la necessità che le istituzioni agiscano per preservare la vegetazione isolana spesso vittima di scarso rispetto. Non solo taglio indiscriminato e non autorizzato di alberi che non potrebbero essere sfiorati, ma anche continui incendi che anno dopo anno sono riusciti ad assottigliare una distesa di verde che difficilmente riesce poi a riprendere vigore, a causa anche dei continui e reiterati attacchi all’ambiente.

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