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Garavaglia a Ischia: turismo e lavoro, l’isola si appella al ministro

Ieri il convegno sul settore dell’ospitalità e dell’occupazione, alla presenza di autorevoli relatori. Il fronte di casa nostra lancia l’allarme e chiede leggi ad hoc per le isole minori, che pagano dazio sotto tutti i punti di vista. Le proposte dell’ANCAL per far ripartire il turismo e le conclusioni dell’esponente del governo

Un pomeriggio davvero interessante, caratterizzato da dibattito su riflessioni su ciò che è stato, l’attuale stato dell’arte e naturalmente quello che sarà. Alla presenza di relatori d’eccezione, su tutti il ministro del Turismo Massimo Garavaglia. Si può riassumere così il forum lavoro promosso dall’ANCAL (Associazione Nazionale Commercialisti Area Lavoro) sul tema “Turismo e occupazione: la centralità delle politiche attive del lavoro”, che si è svolto presso la Curia Vescovile di Ischia. Un tema che, ovviamente, interessa da vicino anche la nostra isola e che per questo motivo han visto anche la presenza di amministratori locali e addetti ai lavori. A moderare i lavori il direttore del Tg 2, Gennaro San Giuliano, lavori che sono stati aperti dal segretario generale ANCAL, Gian Pietro Gogliettino.

GOGLIETTINO (ANCAL): IL PAESE PUO’ RIPARTIRE DAL TURISMO, ECCO COME

«Nel lavoro c’è difficoltà a coniugare il rapporto tra domanda e offerta – ha esordito Gogliettino – ma è proprio dal turismo che si può ripartire. Parliamo di un asset strategico per il paese che vale circa il 14 per cento del Pil nazionale. In questa organizzazione, è chiaro che le politiche del lavoro assumono un valore centrale e strategiche. Voglio ricordare che ci sono a disposizione 5 miliardi per le politiche del lavoro e 1 miliardo per il rafforzamento dei centri per l’impiego, risorse che vanno investite in maniera efficace, oculata e mirata». Il segretario Ancal ha poi aggiunto: «Bisogna pensare a rivalutare il patrimonio culturale del nostro paese, pensando a una fiscalità di vantaggio e ad un accesso più agevolato al credito per le imprese. Quando parliamo di riforma, bisogna pensare a un qualcosa che sia qualitativo e non solo quantitativo: insomma, il personale va formato perché muoversi oggi nel mercato del lavoro non è affatto una cosa semplice. Noi come sindacato immaginiamo tre linee di intervento, una difensiva le altre due espansive. Per la prima immaginiamo l’istituzione di un fondo di competenze sul turismo, competenze che vanno elevate per alzare il livello ed è chiaro che qui si pensa a interventi sulla formazione mirati alle aziende e dunque di salvaguardia dei livelli occupazionali e che per le aziende stesse sarebbero a costo zero. Per quanto riguarda invece i formatori, si utilizzerebbero i fondi interprofessionali». Relativamente alla fase cosiddetta “espansiva”, Gogliettino ha detto che «bisogna migliorare l’occupazione costituendo un fondo ad hoc regionale per tirocini e work esperienze, poi mettere su una academy del turismo che può carpire le necessità e i fabbisogni di una impresa turistica modulando così personale ad hoc».

Prima di cedere la parola agli altri relatori, il moderatore Sangiuliano ha voluto ricordare che «l’Italia negli anni ‘70 era il primo paese al mondo come attrattiva turistica: oggi dovremmo essere ancora tra i primi cinque ma abbiamo risorse e potenzialità per guadagnare ancora diversi punti in prodotto interno lordo. Dico questo perché nei prossimi anni aumenterà ancora il tempo libero a disposizione dei cittadini, siamo una società in cui lo spazio delle persone aumenta e cresce pure le entità di coloro che possono fare vacanza. Penso a Cina e India, che prima non partecipavano al turismo globale, e parliamo di tre miliardi di persone che non restano più nel loro recinto».

DEL DEO (ANCIM): SERVONO LEGGI AD HOC PER LE ISOLE MINORI

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Il direttore generale dell’Inps Gabriella Di Michele nel suo intervento ha snocciolato una serie di numeri legati ai livelli assistenziali garantiti dall’istituto tra reddito di cittadinanza, naspi e reddito di emergenza e poi ha chiosato: «Potremmo garantire il nostro contributo a recuperare chi oggi non lavora, perché disponiamo di una banca dati che messa in rete fornirebbe informazioni utilissime: occorrerebbe solo qualche piccolo intervento normativo». A prendere poi la parola è stato Francesco Del Deo, che ha relazionato da sindaco di Forio ma soprattutto da presidente nazionale dell’ANCIM: «Il tema che si affronta è attuale soprattutto per le isole minori. Dobbiamo essere pronti ad accogliere le grandi sfide del PNRR e dello sviluppo nazionale che devono coinvolgere il comparto turismo, l’occupazione e la destagionalizzazione. Spagna e Grecia hanno operato ritenendo le isole minori una ricchezza economica, sociale e culturale ma questo al nostro parlamento non è ancora chiaro. Ischia, fino a qualche anno fa, rappresentava il 40 per cento del pil turistico della Campania ed era una ricchezza che si riversava in termini di fisco sull’intero sistema Italia. Non non chiediamo assistenzialismo ma agevolazioni che ci equiparino alla terraferma in termini di servizi e costi della vita, qui invece si legifera sempre dimenticando le difficoltà e le sofferenze delle isole e dei suoi abitanti. Occorrono norme ad hoc su trasporti, sanità e scuola come succede altrove, non a caso le realtà insulari sono state colpite dal covid più che altre località dal momento che la nostra economia si basa quasi esclusivamente sul turismo. Nel 2020 si è lavorato a stento tre mesi, impossibile reggere in questa maniera. E il pienone di agosto, badate bene, non risolve i problemi di un anno…».

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A seguire ha preso la parola il sindaco d’Ischia Enzo Ferrandino: «Confermo che serve una normativa di favore per le isole. Per il tema lavori, ci sono due temi da tenere in considerazione: c’è un cuneo fiscale troppo accentuato con una differenza stridente tra quanto l’azienda è costretta a pagare per il lavoro e quanto invece il lavoratore percepisce in busta paga. Questo “carico” va assolutamente ridotto. Come Comune, ad Ischia stiamo per varare un regolamento che garantisce un bonus in termini di risparmio sulla Tari per le aziende in relazione al numero di assunti che verranno presi in forza per un periodo di tempo superiore ai quattro mesi. Ma un’altra mazzata, non va dimenticato, è stata la riduzione della Naspi». Il sindaco di Lacco Ameno Giacomo Pascale ha voluto sottolineare come «servono provvedimenti legislativi per le isole. In questo momento complicato io non boccerei tout court il reddito di cittadinanza anche se non possiamo permetterci che la gente resti sul divano rifiutandosi di lavorare. Magari si coinvolgano i sindaci e gli enti locali facendo sì che queste figure possano essere impiegate in attività di varia natura, in fondo c’è tanto da fare».

PIERO DE LUCA: TURISMO DECISIVO PER PRESENTE E FUTURO DEL PAESE

Si sono poi succeduti una serie di interventi, tra cui uno di natura statistica che ha visto protagonista Filippo Pagano, dirigente della direzione centrale entrate dell’Inps, che ha portato alla luce come il 60 per cento dei lavoratori stagionali e il 54 degli intermittenti siano nel settore turismo, settore che paga dazio anche nei nuovi rapporti di lavoro agevolati. L’onorevole del Pd Piero De Luca è stato poi protagonista di uno degli interventi più incisivi e apprezzati del pomeriggio. Prendendo la parola, il vice capogruppo alla Camera del Partito Democratico ha detto: «Il turismo resta decisivo per il presente e il futuro del nostro paese, serve stabilire quante risorse concedere grazie anche al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Per turismo e cultura il governo ha stanziato 8 miliardi di euro, non sono pochi. Condivido la relazione introduttiva di Gogliettino su un approccio complessivo al sistema, è chiaro dunque che occorre mettere a posto anche le infrastrutture digitali e di trasporto. Va creata una vera digitalizzazione anche dell’offerta turistica, noi meridionale dovremo avere la capacità di metterci in relazione con il resto d’Italia, ma è una sfida che si può vincere»

IL MINISTRO GARAVAGLIA: SI CERCANO LAVORATORI E CI SONO DISOCCUPATI, UN PARADOSSO

Dopo gli interventi tra gli altri di alcuni rappresentanti del mondo sindacale, a chiudere i lavori ci ha pensato il ministro Massimo Garavaglia che ha subito lanciato un monito: «Attenzione a non avere troppe aspettative dal PNRR, ricordiamoci che si tratta di un prestito: dunque ogni 100 euro dovranno rendercene 120, altrimenti questa opportunità si trasformerà in un boomerang». Poi ha voluto sottolineare un altro aspetto davvero ai limiti del paradossale: «Abbiamo un tasso di disoccupazione al 10 per cento eppure mancano quasi 400.000 figure alle aziende. Si cercano lavoratori e ci sono disoccupati, è evidente che qualcosa non va». Garavaglia ha poi proseguito: «In Italia esiste un problema culturale, prima qualcuno diceva che lavorare il sabato e la domenica è un problema: io mi sono pagato gli studi facendo il cameriere d’estate e il muratore d’inverno, eppure sono qui e sono vivo. Eppoi dalle nostre parti se non un nostro figlio non fa il liceo sembra una tragedia, frequentare gli istituti tecnici pare essere diventati un delitto. E poi magari ti ritrovi un laureato che va a lavorare in un call center a mille euro al mese. La Spagna ha cinque volte il numero dei nostri istituti per il turismo, è chiaro che poi le cose girino meglio». Il ministro si è soffermato anche sul futuro: «C’è un mondo che riguarda il digitale, la cui rivoluzione serve come il pane al turismo, ma resta un problema fondamentale da risolvere. Quest’anno abbiamo avuto ristoranti e alberghi che hanno mandato indietro i clienti per mancanza di personale, ma adesso una volta tamponata l’emergenza dovremo dare prospettive di ragionamento serio. Serve però una cabina di regia e l’academy proposta da Gogliettino potrebbe esserlo».

Foto Franco Trani

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