POLITICAPRIMO PIANO

Gaudioso tra Maronti, lavori pubblici e l’eterno “no” al Comune unico

Il sindaco di Barano tra un primo bilancio della sua attività amministrativa ma anche considerazioni a tutto campo. Così Dionigi racconta e si racconta in questa lunga e inedita intervista a Il Golfo

L’estate di Barano è inevitabilmente condizionata dallo stato di salute della spiaggia dei Maronti: ebbene, mai come in questo 2019 pare che l’acqua sia sempre stata pulita e limpida. Immagino che anche tu possa dichiararti soddisfatto…

«Beh, penso che l’estate sia andata davvero come meglio non poteva ma questo immagino sia davanti agli occhi di tutti. Certo, non posso dimenticare che il mese di maggio è stato un disastro, soprattutto a causa delle avverse condizioni meteorologiche, ma va detto che il trend negativo ha coinvolto l’intera isola. Poi però con l’arrivo del bel tempo la situazione si è completamente capovolta, il resto della stagione ha riservato grandi soddisfazioni. Ho avuto modo di chiedere lumi a riguardo a ristoratori, parcheggiatori ed a tutte le attività che insistono nella zona dei Maronti ed ho ricevuto soltanto risposte positive. Insomma è stato ampiamente recuperato il terreno perduto. Tra l’altro, il sole che continua a baciare l’isola fa sì che qualche struttura sia ancora aperta. Ma hai detto bene, il bilancio dei Maronti dipende sempre dalla qualità del mare, che quest’anno è indiscutibilmente stato caraibico…».

Sull’asse Barano-Ischia rimane il problema legato al Rio Corbore. Come si sta lavorando per provare se non a risolverlo quantomeno ad arginarlo?

«Non vogliamo diventare una periferia, ho appurato che nei Comuni più grandi non è vero che funziona tutto meglio, altrimenti Napoli e Roma dovrebbero essere due gioielli invece che versare nelle condizioni in cui si trovano. Non è un caso che ci siano molte leggi tese a conservare i piccoli Comuni e quelle leggi certo non le ho scritte io…»

«Il sistema per arginarlo l’avremmo anche trovato. Sono in contatto costante con il liquidatore dell’Evi e con l’ente idrico campano per far autorizzare quel piccolo depuratore che abbiamo installato all’esterno del cimitero. L’impianto è pronto da due anni, nel momento in cui otteniamo i “nulla osta” di rito personalmente ho risolto il mio problema. Ma va messo in evidenza un aspetto che molto spesso viene sottaciuto: quest’acqua non finisce in mare, arriva prima al depuratore di San Pietro e successivamente viene immessa in condotta. Il problema si crea quando piove e finisce in mare l’acqua in esubero. Ho il sospetto che questo lo abbiano capito in pochi».

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Insieme ad Enzo Ferrandino avete preso una decisione unanime: sul depuratore non si torna indietro, occorre completare l’opera. Quale principio ha ispirato la vostra linea di pensiero?

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«Il primo motivo è da ricercare in un dato di fatto oggettivo: lo stato di avanzamento dei lavori ha ormai abbondantemente superato il cinquanta per cento, è giunto in pratica al sessanta e gli altri sono imminenti. Non a caso abbiamo fatto il punto con il commissario per la depurazione Rolle, il quale ci ha riferito che i soldi ci sono e che presto partirà un nuovo appalto per il completamento definitivo dell’opera. Il mio auspicio è che entro un paio d’anni avremo sull’isola il primo depuratore, siamo davvero vicini al traguardo. Ma poi a Barano abbiamo anche un altro motivo per insistere e tirare dritti, quello di aver già realizzato un altro depuratore. Insomma, pensare di tornare indietro adesso sarebbe un assoluto non senso».

Ormai sei sindaco di Barano da un bel pezzo: posso chiederti quali sono i risultati fin qui conseguiti che ti rendono più orgoglioso e cosa invece manca ancora all’appello?

«C’è un aspetto che mi piace sottolineare più di ogni altro e che mi rende particolarmente orgoglioso e mi riferisco all’organizzazione degli uffici. Mi piace davvero come si lavora in municipio, è stata davvero invertita la rotta, ci sono diversi giovani impiegati al Comune e si lavora ad una serie di progetti che tra l’altro stanno arrivando a compimento e che vedono la partecipazione a svariati bandi. Sono davvero soddisfatto, non potevo chiedere di meglio. Se proprio devo pensare a un cruccio, non posso negare che negli ultimi tempi abbiamo avuto qualche problema con la pulizia delle strade, mi aspettavo un paese più pulito. Ma fatta questa parentesi, c’è un lavoro che va veramente messo in evidenza e riconosciuto».

A cosa ti riferisci?

«Pascale? Ci sono però cinque consiglieri della sua maggioranza che hanno deciso di mandarlo a casa, le motivazioni andrebbero chieste a loro, io davvero non le conosco. Il commissario prefettizio? Rispetto sempre le istituzioni ma credo che sia sempre meglio che ci sia un sindaco a gestire un paese»

«L’amministrazione che mi onoro di guidare ha davvero realizzato tanto e sta per vedere i frutti con molti lavori pubblici pronti a prendere il via. A breve, ad esempio, presso la nostra tensostruttura inizieranno opere per 60.000 euro all’interno, per risolvere il problema delle infiltrazioni e sistemare gli spogliatoi. Tra qualche mese, si metterà mano alla scuola elementare dove sarà realizzato anche un campetto collegato al plesso. Il prossimo 30 ottobre, poi, è in programma una conferenza di servizi con la Sovrintendenza al termine della quale potrà partire una gara per due milioni e mezzo di euro di lavori nell’ex complesso Baldino in via Duca degli Abruzzi, dove potrà sorgere tra l’altro anche una biblioteca oltre ad un’attività di ristorazione. A Piedimonte c’è un progetto trasmesso alla Città Metropolitana, per un importo complessivo di poco meno di due milioni di euro, che prevede in Piazza Luigi Scotti la realizzazione di un parcheggio interrato di 30 posti e di un piazzale al livello superiore. Infine, un milione e mezzo di fondi ministeriali saranno utilizzati per la messa in sicurezza della casa comunale. Non mi sembra poco, insomma».

La sentieristica, l’enogastronomia: cosa può contribuire ad un ulteriore sviluppo turistico di Barano?

«I Maronti sono e restano il nostro punto di forza e ne abbiamo parlato diffusamente. Poi c’è Nitrodi, che è diventata una realtà decisamente consolidata. Ecco, è vero, a Barano ci sono diversi sentieri che potrebbero costituire una risorsa maggiore in termini turistici. Noi abbiamo un progetto pronto ad essere presentato, vorremmo ripristinarli come in passato ha già provato a fare qualche tour operator. Trekking e montagna contribuirebbero al benessere di attività commerciali più periferiche ma potrebbero anche rappresentare un completamento dell’offerta rivelandosi un’alternativa al mare».

L’isola ha tanti problemi, su tutti quello del traffico sul quale non si riesce a venire a capo. Che idea ti sei fatto e soprattutto non credi che andrebbero prese iniziative condivise da tutti i sei sindaci dell’isola?

«Il traffico è la vera piaga dell’isola ed è davanti agli occhi di tutti. Poi però qualche risposta arriva se guardiamo ad esempio la situazione nelle città. Lì il fenomeno viene combattuto con i mezzi pubblici e le metropolitane. Noi, negli ultimi anni, abbiamo avuto diversi problemi con la Eav Bus che pure adesso pare abbia deciso di potenziare il parco automezzi. Vorrei ricordare a chi ha la memoria corta che all’epoca della gestione di Caldoro e Vetrella lungo le strade isolane circolavano meno di venti autobus, adesso ce ne sono il dubbio sia pure con tutte le criticità del caso. Se vogliamo diminuire l’utilizzo delle autovetture non resta che affidarsi al pubblico, che deve offrire un’alternativa valida: solo così si può chiedere un sacrificio ai cittadini. E poi bisogna fare anche un’altra considerazione…».

Quale?

«Tra me ed Enzo Ferrandino c’è un rapporto particolare e certo non lo nascondo ma la politica non c’entra. E’ un qualcosa che ci trasciniamo dietro da anni, tra noi c’è grande rispetto. Ecco, siamo diventati prima amici e poi sindaci e non il contrario come succede spesso»

«Il problema si avverte soprattutto nel Comune di Ischia, ma è facilmente spiegabile con l’eccessivo accentramento su quel territorio di troppi servizi principali. E’ chiaro che, soprattutto in determinate fasce orarie, si crei una concentrazione di auto che crea un traffico alle volte davvero impossibile da gestire».

L’amministrazione comunale che presiedi è finita nel mirino per lo smisurato aumento della TARI. Cosa rispondi ai tuoi detrattori?

«Non siamo degli sprovveduti, né tantomeno amministratori che vogliono vessare i cittadini. Noi prima di aumentare le tariffe abbiamo fatto anche dei confronti con gli altri comuni isolani, per capire se ad esempio fossero stati commessi degli errori. I costi però sono quelli e lo stesso dicasi per le tariffe. Non può essere sottaciuto il fatto che altrove rispetto a Barano ci sono molti più alberghi che pagano il tributo e chiaramente incidono in maniera sostanziale e sostanziosa sul ruolo. Qui, invece, la stragrande maggioranza di chi paga il balzello è rappresentata da private abitazioni. E poi l’ente ha avuto grossi problemi economici da quando il governo Berlusconi ha cancellato la tassa sulla prima casa, noi ne annoveriamo tante sul territorio e abbiamo pagato dazio con un notevole calo degli introiti. Altri Comuni hanno tamponato la falla con gli incassi derivati dalla tassa di soggiorno, ma anche questa imposta a Barano non produce chissà quali numeri: le attività sono poche, e per giunta anche a carattere stagionale».

Il Comune Unico, anche a Barano le idee sembrano essere chiare ed orientate verso un “no” categorico. Posso chiederti perché?

«L’abbiamo detto e ribadito in campagna elettorale in maniera chiara e netta. Siamo per il “no”, non vorremmo diventare una periferia, è un rischio che non intendiamo assolutamente correre. Lo ripeto una volta di più e con forza. Ho avuto anche esperienze di natura diversa a livello politico e ho appurato che nei Comuni più grandi non è assolutamente vero che funziona tutto meglio, altrimenti Napoli e Roma dovrebbero essere due gioielli invece che versare nelle condizioni in cui si trovano. Non è un caso che ci siano molte leggi tese a conservare i piccoli Comuni e quelle leggi certamente non le ho scritte io…».

Sei figlio d’arte. Tuo padre, il professore Gaudioso, ha lasciato un segno indelebile nella storia amministrativa di Barano. In che cosa pensi di somigliargli ed in che cosa invece siete caratterialmente diversi?

«E’ un’etichetta che inevitabilmente mi accompagna, ognuno a suo modo ha cercato di fare paragoni. Io non posso voltarmi indietro e guardare quello che ha realizzato mio padre, erano tempi diversi nei quali si riuscivano a dare maggiori risposte ai cittadini. In ogni caso, credo che a lui mi accomuni quel senso di disponibilità sempre dimostrato nei confronti della gente ma anche la passione per lo sport. Io a differenza di papà sto ampliando i miei orizzonti: non solo calcio, sto cercando di aiutare anche basket e pallavolo e i lavori alla palestra hanno anche questa finalità».

Cosa pensi di quanto successo a Lacco Ameno con la caduta di Giacomo Pascale?

«Faccio una premessa: non è mai bello guardare in casa d’altri e io per buona abitudine cerco sempre di evitarlo. Non posso dare giudizi, certo posso dire che Giacomo ha avuto una visione positiva dopo il terremoto, riuscendo a guardare lontano e cercando di affrontare una serie di problemi di petto, a quanto pare ottenendo anche risultati lusinghieri. Ci sono però cinque consiglieri della sua maggioranza che hanno deciso di mandarlo a casa, le motivazioni andrebbero chieste a loro, io davvero le ignoro. Non ho avuto modo di conoscere il commissario prefettizio, ma con tutto il rispetto che porto sempre alle istituzioni credo che sia sempre meglio che ci sia un sindaco a gestire un paese, e non lo dico soltanto perché sono un primo cittadino ma con convinzione».

E’ leggenda popolare o esiste davvero questo asse di ferro con Enzo Ferrandino?

«Tra me ed Enzo c’è un rapporto particolare e certo non lo nascondo ma la politica non c’entra. E’ un qualcosa che ci trasciniamo dietro da anni, tra noi c’è grande rispetto ed amicizia. Ecco, siamo diventati prima amici e poi sindaci e non il contrario come succede spesso».

Forse è ancora presto per chiedertelo, ma sei pronto a riproporti all’elettorato?

«Io credo che quando uno frequenta la scuola debba essere sempre pronto. Io sotto questo aspetto lo sono. Poi stiamo preparando tutta una serie di iniziative, insomma quando ci presenteremo all’elettorato diremo quello che abbiamo fatto per il paese e ci rimetteremo serenamente al giudizio delle urne».

Il ruolo di sindaco che cosa ha tolto alla tua quotidianità ed in che cosa ha invece arricchito il tuo bagaglio di esperienza?

«In alcune giornate magari è cambiato poco, in altre ci sono impegni che ti assolvono totalmente. E poi ovviamente ci sono anche preoccupazioni maggiori. Ma lo sapevo, ero preparato, non mi lamento affatto. Anche perché sono alle prese con un’esperienza che mi sta arricchendo con nuovi rapporti ed altro, è un qualcosa che vale la pena vivere in prima persona»

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