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Generazione “boh”: così si sentono i millennials

Anche l’isola, provincia di Napoli, che è componente dell’arretrato Meridione, non sfugge alla grave “incertezza” una delle parole chiave scelta dai giovani tra i 16 e 34 anni nel nostro Paese che hanno risposto a “Generation What?”, il più grande sondaggio web su scala europea per tracciare il cupo ritratto di una generazione. Generazione “dell’incertezza”, generazione “boh”, “senza futuro”: è così che si sentono i millennials italiani (e ischitani sottoposti al ricatto di orari di lavoro non contrattuali, per cui molti ormai preferiscono emigrare all’estero). Scelgono di ritrarsi così, con parole chiave che lasciano poco spazio all’ottimismo, ne sondaggio web “Generation what?”(=generazione cosa?), un’indagine ambiziosa, senza precedenti, che punta l’obiettivo sui giovani tra i 16 e i 34 anni, in Europa, e dà loro l’opportunità di raccontarsi. Iniziativa molto utile, ma importante solo se diverrà concreta in politica. Perché l’esito del sondaggio svoltosi nell’ottobre scorso non è di quelli che stupiscono, ma non per questo è meno negativo, anzi lo è sempre più! L’Italia (e in particolare il Sud) non è un paese per giovani: sono pochi e senza futuro (così non potranno vivere una pensione). Non serviva certo una segnalazione Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) per capirlo. La gerontocrazia (società di vecchi) è forse uno dei nostri mali principali.

Inoltre un’indagine “Eurostat”(L’istituto di statistica Ue) ha diffuso i dati impietosi e inquietanti del 67% degli under 35 che vivono a casa con i genitori, finché tiene la pensione. Abbiamo già dato i numeri dell’Istat sul costante calo demografico, cui si aggiunge l’allarme del “Censis”(Centro studi investimenti sociali): nascite al minimo, Italia a rischio declino. Infatti nell’ultimo anno l’allarme demografico ha raggiunto il suo apice: diminuisce la popolazione, senza nascite né giovani, il nostro viene percepito come un Paese senza futuro, per cui giustamente il quotidiano di ispirazione cattolica “Avvenire” così titola in prima pagina giovedì 7 dicembre scorso: “Vero fine vita d’Italia/Aumentano i morti” e nel sommario “Sotto accusa i sistemi sanitario e di welfare, incapaci di garantire adeguata assistenza, mentre al Senato si accelera sulle cosiddette Dat (eufemismo per eutanasìa)”. Una situazione -dati statistici alla mano- in costante peggioramento, nonostante gli imbonitori dei mezzi di comunicazione di massa che non sono certamente proprietà dei poveri, ma delle lobby affaristiche con loro strategie finanziarie e speculative.

Il rapporto della Caritas è chiaro, purtroppo come quello di Cassandra: “Un’Italia a rovescio/più poveri i giovani”(titolo prima pagina del 18 novembre scorso) e nel sommario: “La situazione in peggioramento. Galantino: i figli stanno peggio dei genitori, ridiamo speranza”. Così nel Messaggio della Cei per la 40a “Giornata della Vita” il 4 febbraio (domenica) 2018 è ricordato ancora che “solo una comunità dal respiro evangelico è capace di trasformare la realtà e guarire dal dramma dell’aborto e dell’eutanasia”.

 

DIES  DOMINICA – TERZA DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B)

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Lago de Guadalupe (Messico) 23 novembre 1994, la Vergine SS a don Stefano Gobbi negli Esercizi spirituali in Cenacolo coi Sacerdoti del M.S.M del Messico e di El Salvador: -“ Sia grande la vostra fiducia. Il trionfo del mio Cuore Immacolato è vicino. Io sono consolata dalla risposta di amore e di preghiera che, in questa Nazione, ricevo dai più piccoli, dai poveri, dai deboli, dagli umili, dai semplici. Nel cuore e nella vita di questi miei piccoli il trionfo del mio Cuore Immacolato è già cominciato. Questo trionfo continuerà in maniera sempre più forte, perché l’America latina è mia proprietà, mi appartiene ed Io mi manifesterò a tutti come Madre potente e misericordiosa -”.

A Natale “il grande mistero della salvezza” non solo è ricordato, ma è realmente vissuto. La sua grazia si rinnova per noi: naturalmente in proporzione alla nostra disponibilità interiore a lasciarci liberare dal peccato che ancora ci condiziona. Nella prima lettura dal libro del profeta Isaia (61, 1-2. 10-11) il profeta è consacrato dallo Spirito Santo Dio e inviato ad annunziare il tempo della misericordia del Signore: il vangelo ai poveri, il perdono ai contriti, la liberazione agli schiavi. Nella seconda lettura dalla prima lettera di san Paolo ai Tessalonicesi (1Ts 5, 16-24) la gioia, la preghiera, il ringraziamento: ecco ciò che deve distinguere un cristiano, il quale è preoccupato solo di astenersi dal peccato: “Fratelli, state sempre lieti, pregate incessantemente, in ogni cosa rendete grazie: questa è infatti la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.” Nel Vangelo secondo Giovanni (1, 6-8. 19-28) l’Apostolo parla di Giovanni Battista che è mandato da Dio per essere il testimone di Gesù che sta per venire. Non è lui il Cristo aspettato, ne è invece il messaggero che grida: “Preparate la via del Signore”.

 

CHAT

Nuova dimensione sociale

diviene la socializzazione virtuale,

nuove opportunità d’umana relazione,

la telematica viviamo “scaricando” notizie,

con persone vicine lontane sconosciute

chattando ad esaltare rapporti di valori.

Immagine sapienza o sorgente menzogna?

I caratteri del domani dipenderanno

dell’uso che faremo della cresciuta capacità:

occasione di interazione e collegamento

o nuovo processo di colonizzazione,

sfruttamento di lobby opulente.

Essere o avere? Sì, basta un clic.

Non tacere l’offerta e il vero!

 

A cura del professor Pasquale Baldino, responsabile diocesano Cenacoli Mariani, docente Liceo, poeta (e-mail: prof.pasqualebaldino@libero.it) 

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