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Geppino Parisi: «Inutile allarmarsi, la priorità sono i vaccini»

ISCHIA – «Il Cotugno ha confermato che si tratta di un’infezione da neisseria, ovvero dal bacillo della meningite. Ma non è detto che il bacillo della meningite dia la meningite, può dare direttamente la sepsi. Apparentemente non sembra una meningite, sembra una setticemia da neisseria, ovvero un’infezione generalizzata, e quindi non solo delle meningi. Il contatto deve essere reale, ovvero un contatto con la persona che ha avuto la malattia. Mi spiego ancora meglio: queste persone devono aver soggiornato insieme, in una stessa stanza, per due o tre ore. Questo è ciò che prevedono i protocolli. Deve sottoporsi a profilassi chi ha soggiornato, negli ultimi dieci giorni e per tre ore, nella stessa stanza della persona ammalata. Faccio un esempio chiarificatore. La dottoressa del mio reparto, che stava in Pronto Soccorso quando è arrivato Lino, si è sottoposta a profilassi. Tuttavia io, che ho avuto contatto con la dottoressa, la profilassi non me la sono fatta, non fosse altro perché non si tratta di un contatto diretto. È inutile alimentare allarmismo attraverso queste infinite catene di Sant’Antonio. Coloro che hanno avuto contatto diretto con il malato si prendano una compressa di ciproxin e tutto andrà per il meglio. Il vero problema è rappresentato dalle persone che diffondono la meningite senza ammalarsi, i cosiddetti portatori sani».

«C’è una predisposizione genetica ad ammalarsi di meningite – ha affermato Parisi – quindi non tutti quelli che vengono in contatto si ammalano. E sono proprio costoro – lo ripeto – i più pericolosi. Dal momento che in queste circostanze si genera il panico, si fa una profilassi a molte più persone rispetto a quelle che ne hanno realmente bisogno. La gente deve mettersi in testa che deve andare a vaccinarsi, non c’è niente da fare. Ieri (venerdì per chi legge, ndr) ho tenuto una conferenza a Ischia proprio sulle vaccinazioni, e lo sa quanta gente c’era? Quattro gatti. E mancavano soprattutto le persone che dovrebbero essere maggiormente interessate: genitori, insegnanti eccetera. Le persone, quando vanno su internet, che ne sanno della veridicità delle fonti che consultano? Una cosa sono le opinioni, un’altra i fatti. La gente dovrebbe andare sul sito del Ministero della Sanità, su quello della Società di Igiene e Medicina preventiva, su quello della Società Italiana di Pediatria, su quello dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e prendere là le notizie. Non su blog come “I miei bambini”: le statistiche – ha chiosato Parisi – ci dicono che su dieci notizie mediche diffuse in rete, otto sono fasulle».

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