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GIACOMO PASCALE «La Lega è l’unico partito che ha evitato l’autoreferenzialità»

«Bisogna prendere atto del cambiamento della Lega, al di là dell’armamentario di slogan del passato, tipo “prima il Nord”, “Padania libera” e via dicendo. I governi, le politiche, le amministrazioni si giudicano dagli atti, e la Lega ha fatto bene il suo mestiere. Da anni sono molto radicati sul territorio. Non sono sorpreso dal successo della Lega, per una serie di motivi: innanzitutto, è l’unico partito che fa realmente politica, perché i partiti tradizionali sono diventati troppo autoreferenziali. Inoltre, gli esponenti della Lega percorrono tutti i gradi della carriera politica, dal ruolo di consigliere comunale fino a quelli in ambito regionale per arrivare infine in Parlamento, compreso quello Europeo. Questo non succede più negli altri partiti. Altro obiettivo raggiunto dalla Lega è il grande e continuo ricambio generazionale della sua classe dirigente: ministri, sottosegretari, deputati, hanno tutti un’età tra i 38 e i 45 anni. Riesce poi a consolidare un enorme radicamento nei territori. Salvini non è solo quello che si oppone ai migranti, ma parla di problemi reali, di accesso al credito, di difficoltà dei commercianti, delle rapine in villa, della gestione e pianificazione territoriale. Tutte istanze provenienti dai territori, dai sindaci che hanno un canale diretto col Ministro dell’interno. L’autorefenzialità degli altri partiti ha stufato gli elettori, anche qui al Sud. Ecco perché la Lega fa tesseramento anche a Ischia, dove tradizionalmente non aveva mai avuto seguito. La Lega è semplicemente un partito che fa politica, non solo un fenomeno sociologico. Al panorama ora delineato aggiungiamoci anche l’accentuata crisi economica che il Paese sta vivendo, a cui finora non ci sono state risposte valide.

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