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Giacomo Pascale: «Liberiamo Lacco Ameno dalle auto»

Da sempre uno dei maggiori pallini di Giacomo Pascale è il tema della mobilità sostenibile. Sin dal suo insediamento come primo cittadino di Lacco Ameno, si è fatto promotore della redazione di un progetto esecutivo, per essere pronti al momento dell’eventuale apertura dei rubinetti, cioè di possibili finanziamenti, per ridisegnare il volto del paese e liberarlo dalla “marea di lamiere”, così definisce le lunghe file di auto in sosta che invadono ogni angolo di Lacco Ameno, compresi quelli che dovrebbero costituire il salotto buono, cioè il corso Rizzoli e la Piazza Santa Restituta. Per raggiungere l’obiettivo, l’amministrazione si è affidata al professor Ferrara, che tempo fa aveva redatto un piano in grado di tenere lontane le auto dal centro del paese. «Il primo passo – afferma Pascale –  è l’individuazione di alcune aree pubbliche (parcheggio al Capitello, l’area di parcheggio presso San Montano) e private. Abbiamo localizzato alcuni spazi disponibili su terreni esterni alla “cintura” di Lacco Ameno, come la Circumvallazione, Mezzavia, il Fango, la zona della 167. L’intento è quello di stipulare convenzioni con i privati affinché queste aree vengano destinate a parcheggio». La fase successiva sarebbe quella di mettere “in rete” tali aree di parcheggio, collegandole tra loro con una navetta: «Pensiamo a veicolo tipo lo Shuttle a propulsione elettrica o ibrida a 9 posti». I vantaggi sarebbero conseguenti: «Il cittadino potrà parcheggiare la vettura in uno qualsiasi di questi parcheggi periferici, e trovarsi comunque collegato col centro del paese mediante le navette predisposte allo scopo, che ovviamente effettueranno anche il percorso inverso. Chi arriva da qualsiasi comune dell’isola, potrà ad esempio parcheggiare la sua auto a San Montano, e raggiungere la piazza o il corso tramite la navetta, con un costo davvero minimo e comprensivo sia del parcheggio auto che del trasporto con la navetta. Quando il sistema sarà andato a regime, il centro del paese sarà finalmente decongestionato, dando maggiore ordine al territorio e soprattutto garantendo la mobilità».  Secondo Pascale, i vecchi rimedi non hanno ormai alcuna efficacia su un’isola che conta ormai quasi sessantamila veicoli, in pratica uno per ciascun abitante: «È inutile pensare ai tradizionali sistemi repressivi, come le contravvenzioni o il posizionamento permanente di vigili. È necessario un cambio di cultura, che porti il cittadino a comprendere autonomamente il vantaggio dello spostarsi con mezzi pubblici, e diminuire così l’uso dell’auto propria. Io non sono animato dalla cultura del divieto, se non dopo aver messo a disposizione una valida ed efficace soluzione alternativa. Ed è su questo che stiamo lavorando».  Una delle aree oggi maggiormente interessate dal problema del sovraffollamento delle auto è proprio la piazza principale. Verso la fine del 2015 l’amministrazione lanciò un workshop di progettazione a opera dell’Università di Napoli con la collaborazione attiva della Soprintendenza ai beni ambientali e paesaggistici: «A partire da quella iniziativa, verranno sintetizzate le tante idee proposte in un unico progetto sul quale lavoreremo per la concreta realizzazione».

CON CASAMICCIOLA POSSIBILE COOPERAZIONE. Il progetto redatto dal professor Ferrara prevede una variante, che comprende anche il territorio del Comune di Casamicciola: «Laddove l’amministrazione Castagna intendesse collaborare con noi su questo progetto, ne saremmo ben contenti, ecco perché abbiamo pensato a una possibile estensione del piano al comune limitrofo». L’importante resta comunque la forma “esecutiva e cantierabile” del progetto stesso, in grado cioè di poter prontamente intercettare gli eventuali finanziamenti: anche per il piano di mobilità sostenibile la priorità al momento è quella di cercare l’ammissione ai fondi Dupim, cioè quelli predisposti dal Documento unico di programmazione per le isole minori per il periodo 2014-2020, ma il sindaco va anche oltre: «Credo fermamente in questo progetto che sono pronto a finanziarlo con la tassa di soggiorno. Devono inoltre intervenire anche i privati, non solo i proprietari delle aree di possibile parcheggio esterne alla cintura più densamente abitata, ma anche gli albergatori e i commercianti. Tutte le località di maggiore attrattiva turistica sono libere dalle auto. Sono convinto che Lacco Ameno, liberato dalle vetture, cambierà davvero volto. Solo così convinceremo i turisti a sceglierci, e soprattutto a ritornare».

Francesco Ferrandino

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