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Giacomo raccoglie il “coltello”: si prepara la sfida con De Siano

Il Senatore non sembra intenzionato a recedere dai suoi propositi, il primo cittadino non intende rinunciare alla poltrona e così, all’ombra del Fungo, si profila il più imprevisto dei duelli

Sono in costante ascesa le quotazioni del Senatore Domenico De Siano come futuro candidato alla poltrona di sindaco di Lacco Ameno. Di per sé questa non è più una novità, soprattutto dopo le dichiarazioni dello stesso Senatore rilasciate poco tempo fa in una intervista al nostro giornale.

Il Barone sembra aver metabolizzato l’evenienza di un confronto elettorale con De Siano, da affrontare senza troppe remore, a dispetto dei pronostici

Tuttavia la novità sarebbe nel suo antagonista: mentre la vulgata corrente (e magari anche il senso comune) vuole che in caso di discesa in campo di De Siano l’attuale sindaco dovrebbe lasciare il passo, Giacomo Pascale invece si sentirebbe pronto a sostenere uno “scontro” elettorale col più quotato compagno di partito. Uno scenario abbastanza impegnativo da immaginare, eppure voci raccolte sull’orlo del crepaccio che si sta progressivamente formando all’interno della maggioranza sembrano accreditare l’ipotesi di un Barone pronto a schierare una falange che, per quanto senza i favori del pronostico, si presenterebbe autonomamente alle elezioni della prossima primavera. Quasi che l’ormai certa volontà del senatore a ricoprire quella carica che fu già sua per due volte in passato, sia stata “metabolizzata” da Pascale, il quale quindi non avrebbe più molte remore ad accettare il confronto. Certo, la ragione suggerisce che quest’ultimo sia ancora piuttosto impari, tuttavia il sindaco potrebbe puntare su un certo numero di fedelissimi e sulla narrazione di un’amministrazione salita al potere in pieno dissesto finanziario, e che da tale pantano sta progressivamente uscendo, ma anche costretta ad affrontare l’emergenza-terremoto, ovviamente su scala ridotta rispetto alla limitrofa Casamicciola, ma altrettanto brillantemente gestita.

Una narrazione che metterebbe Pascale in condizione di tentare a riconfermarsi sulla poltrona di primo cittadino, come forse anche la logica di partito vorrebbe. Logica che tuttavia viene meno di fronte alla voglia matta di De Siano, coordinatore regionale di Forza Italia, dotato dunque di mezzi, popolarità e appoggi a vari livelli: una corazzata che non teme eventuali concorrenti nel suo “feudo” lacchese. Naturalmente non è dato sapere quante possibilità di vittoria abbia un Barone-bis senza l’appoggio del Senatore, fatto sta che quella che sembrava un’ipotesi astratta, ha preso sempre più consistenza nelle ultime settimane, anche perché in questo inizio di settembre, durante un paio di chiacchierate con alcuni stretti collaboratori, si è visto un Pascale meno diplomatico e più consapevole della possibilità di doversi confrontare con il suo mentore.

Qualcuno ha ipotizzato persino una fine anticipata della consiliatura, se lo strappo tra i pascaliani e i pretoriani del Senatore dovesse acuirsi fino a lacerare il velo sempre più labile della maggioranza. Ma questa evenienza viene respinta da alcuni dei protagonisti: un commissariamento viene ritenuto non avere alcuna convenienza per nessuno. Eppure, nella giunta si respira aria da quinta colonna, come nella Madrid assediata del 1938-39 durante la guerra civile, quando tutti dubitavano dei compagni più vicini, col timore che da un momento all’altro possa spuntare la coltellata in grado di infliggere il colpo letale all’amministrazione in carica.

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La latente lacerazione nella maggioranza rende tuttavia incerta l’azione dell’esecutivo alla vigilia di un autunno denso di scadenze importanti, compresa l’ordinanza di ricostruzione e il Piano urbanistico comunale

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Di sicuro una tale atmosfera toglierà comunque una parte di serenità all’esecutivo, in questo inverno finale di consiliatura, e non è certo una cosa positiva pensando alle scadenze che l’amministrazione della Torre dell’Orologio è chiamata ad affrontare: dall’ordinanza per la ricostruzione “pesante”, all’adozione del Piano Urbanistico Comunale. Non proprio due bagattelle, ma la spada di Damocle costituita dalla lacerazione interna si farà senza dubbio sentire. Inizia così, con una latente spaccatura come il classico elefante nella stanza che tutti fingono di non vedere, l’ultimo autunno del primo “governo Pascale”. E non è detto che la via dello scontro “Barone vs Senatore” non sia quella più adatta per capire i reali confini delle legittime ambizioni del primo di fronte alla scontata potenza del secondo, visto che, secondo un film di Cameron Crowe, «è così che si diventa grandi: con gli attributi appesi a un filo». Ormai Giacomo Pascale sembra aver raccolto il coltello gettato ai suoi piedi: i pronostici appaiono contrari ma, come accade a un famoso personaggio di Borges nell’emblematico racconto intitolato “Sud”, non resta che impugnare con fermezza l’arma, e uscire nella pianura.

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