Acqua, bouvette e malori: è giallo
Cosa si nasconde dietro un episodio accaduto all’Istituto Mattei? Scatta l’inchiesta: attenzionate le partite del lotto con scadenza novembre 2026. Due ragazze ricoverate al Rizzoli. La società produttrice invia un rappresentante sul posto

L’Istituto Mattei di Casamicciola Terme, l’Asl le forze dell’Ordine e persino la San Benedetto si sono prontamente attivati in seguito all’episodio che ha coinvolto alcuni studenti, i quali hanno accusato malori che a loro dire si sarebbero manifestati dopo il consumo di acqua minerale in bottiglia. In collaborazione con le autorità sanitarie e le forze dell’ordine, la scuola sta seguendo con attenzione l’evolversi delle indagini sul lotto San Benedetto con scadenza 11/2026, attualmente sotto sequestro. Il Consiglio di Istituto ha formalmente richiesto chiarimenti e aggiornamenti alle autorità competenti, ribadendo la priorità assoluta della tutela della salute degli studenti e della trasparenza verso le famiglie. In attesa degli esiti delle analisi, la situazione clinica degli studenti ricoverati è sotto costante monitoraggio e non desta particolare preoccupazione. È cosi finito all’attenzione delle forze dell’ordine e dell’ASL Napoli 2 Nord l’episodio che, tra la serata di martedi scorso e la notte successiva, ha visto diversi ragazzi protagonisti. Questi sarebbero stati vittima di improvvisi malori indicati alle autorità come riconducibili, stando al racconto delle vittime, alla assunzione di acqua minerale in bottiglia, regolarmente sigillata e acquistata all’interno della buvette dell’’Istituto Mattei di Casamicciola Terme di competenza di Città Metropolitana. Il lotto sotto analisi riporta la scadenza 11/2026: ai genitori è stato raccomandato di non consumare bottigliette di acqua San Benedetto con questa data fino all’esito delle analisi chimico fisiche disposte in tal senso.
I primi sintomi manifestati dagli allievi hanno reso necessario il ricovero in ospedale per quattro giovani, di questi sono due ragazze sono rimaste ricovereate presso il presidio ospedaliero “Anna Rizzoli” di Lacco Ameno per accertamenti. Sono stati ricoverati nel reparto di Osservazione Breve Intensiva, dove resteranno sotto controllo, secondo i protocolli previsti in caso di sospetta intossicazione o ingestione di sostanze potenzialmente nocive. Al 14 gennaio, due ragazze risultano ancora ricoverate. Nel corso della notte si è presentata in ospedale anche una terza ragazza che, secondo quanto ricostruito, avrebbe soltanto assaporato l’acqua senza ingerirla in quantità significativa. Anche per lei, in via prudenziale, è stato disposto il ricovero. Le condizioni generali dei ragazzi sono buone e non destano particolare preoccupazione. Ieri mattina la vicenda, ovviamente, è assurta ai livelli isituzionali. I carabinieri della stazione di Casamicciola Terme si sono recati al Rizzoli, dove hanno sequestrato le due bottiglie ancora in possesso delle ragazze coinvolte. Contestualmente i genitori sono stati convocati in caserma per fornire chiarimenti e ricostruire con precisione tempi, modalità di acquisto e consumo del prodotto al vaglio. Parallelamente si è attivato anche il Centro di Prevenzione dell’ASL Napoli 2 Nord, che ha contattato l’ospedale per verificare la possibilità di risalire al numero di lotto dell’acqua. Un passaggio fondamentale per valutare, in via cautelativa, l’eventuale ritiro dal commercio dell’intera partita di bottiglie. Il materiale è sotto sequestro dell’Arma e sarà messo a disposizione degli inquirenti e dei laboratori incaricati delle analisi. Al Rizzoli, nel frattempo, si resta in attesa degli esiti delle analisi tossicologiche, che potranno dipanare i dubbi e chiarire le cause dell’accaduto. Le analisi sul lotto di acqua richiedono tempo e, al momento, non è certo che il malore sia stato causato dall’acqua stessa. Gli ambienti predicano cautela.
L’episodio ha inevitabilmente generato preoccupazione tra le famiglie, anche perché si tratta di un prodotto acquistato chiuso e apparentemente integro. Per questo le verifiche si stanno estendendo all’intera filiera di distribuzione e vendita, con l’obiettivo di chiarire eventuali responsabilità e prevenire nuovi casi. Dal punto di vista clinico, la situazione dei pazienti viene definita rassicurante: i ragazzi stanno bene e non presentano complicazioni, ma resteranno in osservazione fino al completamento degli accertamenti. Saranno ora i risultati delle analisi di laboratorio e le verifiche investigative a stabilire cosa abbia realmente provocato i malori e se si sia trattato di un episodio isolato o di un problema più ampio legato al prodotto consumato. Intanto, la San Benedetto ha già inviato un proprio rappresentante per un confronto con il gestore del bar, Amedeo Amodio, la cui attività ricade sotto la competenza della Città Metropolitana. Da segnalare che il Consiglio di Istituto ha sollecitato chiarimenti e informazioni in merito all’accaduto, chiedendo aggiornamenti tempestivi alle autorità competenti cosi come di chiesto all’azienda produttrice, a tutela della sicurezza degli studenti e delle loro famiglie.






